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Vodafone OpenRAN: il futuro è nelle apparecchiature radio svincolate da tecnologie proprietarie

Vodafone da oggi inizierà a implementare in Gran Bretagna la tecnologia OpenRAN, che consente di svincolare le apparecchiature radio dalle tecnologie proprietarie.

Vodafone da oggi inizierà a sperimentare in Gran Bretagna la tecnologia OpenRAN, che consente di svincolare parzialmente le apparecchiature radio dalle tecnologie proprietarie. In pratica, grazie alla collaborazione con Intel, si parla di una standardizzazione hardware e software in più ambiti infrastrutturali – dalle torri di trasmissione alle antenne periferiche – che consente una maggiore flessibilità di implementazione. Oggi il “Radio Access Network” (RAN) è composto principalmente da un’antenna, un’unità radio remota (RRU) e una unità baseband (BBU).

Sia RRU che BBU sono contraddistinte da hardware e software proprietari, nonché interfaccia proprietaria. Ciò vuol dire che è caratterizzante affidarsi a un marchio rispetto a un altro – si pensi ad esempio a Huawei, ZTE Ericsson, Nokia, etc. Tendenzialmente gli operatori puntano ad averne almeno due per ridurre l’effetto di dipendenza.

Con la soluzione OpenRAM in prospettiva la prima apparecchiatura monta un processore generico (GPPP) realizzato da qualsiasi ODM, OEM o vendor; la seconda apparecchiatura si affida a server con analoga flessibilità; l’interfaccia è aperta.

In pratica è come se la rete mobile si svincolasse dall’attuale controllo che hanno i fornitori puntando su soluzioni agnostiche che condividono alcuni standard. Vodafone ha già testato questa tecnologia nei suoi laboratori in Sudafrica e l’ha implementata in Turchia, come ricorda Reuters, per fornire servizi 2G e 4G nelle aree rurali e in quelle urbane. Considerato che si tratta di una strategia capace di ridurre i costi, non è escluso che possa anche avere effetti benefici anche sulle tariffe finali.

L’AD di Vodafone Nick Read ha confermato di voler accelerare questa transizione in Europa e che sta cercando di ampliare il portfolio di fornitori. “OpenRAN migliora l’economia della rete permettendoci di raggiungere più persone nelle comunità rurali e ciò sostiene il nostro obiettivo di costruire società digitali in cui nessuno è lasciato indietro”, ha dichiarato ieri.

OpenRAN non è solo una risposta per la riduzione dei costi, ma anche un potenziale escamotage per aggirare il nodo Huawei. Al netto della questione sicurezza, GSMA – che rappresenta 750 operatori mobili nel mondo – stima infatti che un divieto diffuso nei confronti dei fornitori cinesi potrebbe far aumentare i costi dello sviluppo 5G di circa 62 miliardi di dollari.

Vodafone, per il suo progetto, oltre che con Intel sta collaborando con Parallel Wireless, Mavenir e Lime Microsystems in seno a Telecom Infra Project (TIP). L’obiettivo a breve termine è di attivare OpenRAN in 120 aree rurali della Gran Bretagna e poi altre in Mozambico e nella Repubblica Democratica del Congo.