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CES 2020, Intel Mobileye mostra un’auto a guida autonoma nel traffico di Gerusalemme

Nel corso del CES 2020 abbiamo seguito la conferenza di Mobileye, azienda acquistata da Intel nel marzo del 2017 che sviluppa tecnologie per veicoli a guida autonoma. Dal 2014 a oggi Mobileye ha spedito ben 54 milioni di chip e nel 2019 ha vinto 33 premi per il design e lanciato 16 nuovi prodotti.

La strategia dell’azienda si basa su cinque pilastri: ADAS (Advanced Driver-Assistance System, sistema avanzato di guida assistita), REM (Road Experience Management) mapping per veicoli a guida autonoma e ADAS, raccolta di dati per piccole città, mobilità come servizio e sistemi di guida completamente autonoma dedicati al mercato consumer in cui Mobileye fornisce non solo i sensori, ma anche l’hardware e il software.

Intel Mobileye CES 2020

Oggi Mobileye si trova a livello L1-L2 ADAS e L2+ / L2++, ma punta ad arrivare – nel 2025 – a livello L3/4/5: nel giro di 5 anni l’azienda vuole quindi riuscire a sviluppare veicoli a guida completamente autonoma, come detto dedicati anche agli utenti consumer. In questo senso, la società è convinta che per arrivare a questi sistemi i Robotaxi MaaS (acronimo di Mobility-as-a-Service)attualmente in sviluppo siano uno step assolutamente necessario.

Il prossimo passo nelle tecnologie ADAS è lo sviluppo di sistemi L2+, caratterizzati da mappe in alta definizione e dalla presenza di più camere e sensori che permettono all’auto di capire meglio cosa le sta intorno. La tecnologia di Mobileye muove oltre il 70% dei sistemi L2+ oggi disponibili sul mercato, come ad esempio la Nissan Propilot 2.0 o la VolksWagen Travel Agent.

Intel Mobileye CES 2020

Uno degli obiettivi dell’azienda è raggiungere quello che chiama Vision Zero: un sistema di guida assistita avanzato in grado di coprire grazie ai diversi sensori il 100% dello spazio che lo circonda, così da sapere sempre cosa si trova nelle vicinanze dell’auto.

Intel Mobileye CES 2020

Nel corso della conferenza Mobileye ha mostrato anche un sistema di Full Image Detection, in grado di identificare i tratti distintivi delle auto e di accomunarle, identificandole con lo stesso colore grazie a un sistema di tracking condiviso da tutte le camere del veicolo.

Altre tecnologie mostrate sono la Pixel-Level Segmentation e il Pavement Condition Assestment. La prima lavora – come suggerisce il nome – pixel per pixel e riesce a identificare non solo i grandi oggetti, ma anche quelli estremamente piccoli e appena visibili. La seconda è invece in grado di capire le condizioni del manto stradale, identificando eventuali buche e zone pericolose.

Tutte queste tecnologie sono ovviamente presenti nelle auto che sta sviluppando Mobileye, che ha mostrato un video (lo trovate qui sotto) in cui uno di questi veicoli guida per le strade di una trafficata Gerusalemme. Il risultato è senza dubbio sorprendete, con l’auto di Mobileye che riesce a uscire anche da situazioni complicate in cui ha poco spazio di manovra oppure la visuale parzialmente ostruita.

La presentazione si è poi spostata sul REM mapping: Mobileye ha confermato che l’Europa sarà completamente mappata entro il Q2 2020, gli Stati Uniti entro la fine dell’anno.

Si è parlato anche del funzionamento del sistema di mapping: tutto parte dall’acquisizione di strade e punti di riferimento tramite i veicoli dotati di camere Eye-Q. Successivamente Mobileye crittografa questi dati e li rende anonimi, quindi li aggrega per creare mappe stradali in alta definizione da poter utilizzare sui veicoli a guida autonoma. Gli ultimi due passaggi consistono nella condivisizione della mappa con le varie auto e nella localizzazione del veicolo stesso all’interno della mappa stradale, con una precisione di 10 cm.

Intel Mobileye CES 2020

In chiusura si è parlato di mobilità come servizio. Mobileye ha siglato una joint venture con VolksWagen e Champion Motors per portare i robotaxi MaaS a Tel-Aviv, ma non si è fermata qui; l’azienda ha firmato altri accordi di partnership con RATP e la città di Daegu per portare i sistemi di guida autonoma rispettivamente a Parigi e in Cina, inoltre ha siglato un accordo con NIO per sviluppare sistemi L4 moderni e sicuri.