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Due settimane con Twingo Z.E.: è la city car perfetta?

È piccola, agile, totalmente elettrica e si ricarica in poco più di un’ora. È la Twingo Z.E., la versione full-electric di un’auto che da oltre dieci anni si è fatta apprezzare per la sua versatilità. Partiamo subito dal prezzo: potete averla a partire da poco più di 23mila euro (incentivi esclusi), mentre la versione che abbiamo provato, la Vibes, ha un prezzo di partenza di circa 25mila euro.

Anche per queste piccole automobili la motorizzazione elettrica chiede oggi un sovrapprezzo non sempre facile da digerire, soprattutto se consideriamo quali altri modelli, non elettrici, è possibile acquistare a questo prezzo. Renault ha dotato la Twingo Z.E. di accessori in grado di giustificare maggiormente il costo, mentre se riuscirete ad accedere agli incentivi sarà possibile portarsi a casa questa piccola city-car a prezzi decisamente interessanti. Prezzo a parte, vediamo come è stata l’esperienza nelle due settimane di prova.

Innanzitutto Twingo Z.E. è dotata di un motore elettrico sull’asse posteriore in grado di generare una potenza di 82 CV (corrispettivo della potenza generata dal motore elettrico) e una coppia massima di 160 nm. I dati non sono di certo impressionanti, ma oltre ad essere totalmente compatibili con la classe di appartenenza, Twingo Z.E. è più divertente da guidare, grazie soprattutto all’erogazione istantanea della coppia. Lo spunto 0-60 è quindi buono, permette di fare scatti veloci dagli stop e muoversi agilmente per le strade cittadine. Sembra addirittura di guidare un’auto più potente di quello che è realmente. Tornerete con i piedi per terra quando, alla velocità di circa 60-70 chilometri orari, premerete l’acceleratore e vi renderete conto che la progressione è più lenta e paragonabile a quella di altre city-car. Non è quindi l’ideale se si vuole tentare un sorpasso su strade extra-urbane senza le giuste distanze, ma in tutti gli altri casi soddisfa al 100%.

Il raggio di sterzata è quasi imbarazzante, nel senso positivo del termine. Riuscirete a inserirvi in parcheggi fuori portata per molte altre auto, non solo per i poco più di tre metri e mezzo di lunghezza, ma proprio per le notevoli capacità di sterzo. Non intendiamo esprimere approfonditi giudizi estetici, ci limitiamo a dire che probabilmente ad alcuni piacerà tantissimo, ad altri per niente. Abbiamo inserito in questo articolo molte foto per farvi giudicare direttamente. Nella versione Vibes le bande arancioni e grigie, riprese anche sulla plancia, strizzano l’occhio a qualche neo-patentato alla ricerca di un’auto distintiva, ma non per tutti sarà così.

Esprimiamo invece qualche giudizio estetico sugli interni, più spaziosi di quello che si possa immaginare, ma meno curati di quello che il prezzo può fare intendere. In poche parole c’è un po’ troppa plastica. È praticamente ovunque, ad eccezione del bracciolo ricavato nella portiera, ricoperto della stessa finta pelle dei sedili. Quest’ultimi hanno un design decisamente ricercato, dal look sportivo, ma dal design poco avvolgente. Colpiscono, ma non aggiungono nulla all’ergonomia di chi vi è seduto. Anche in questo caso ritroviamo un look molto giovanile e sportiveggiante. Probabilmente, se volessimo comprare quest’auto, sceglieremmo una versione meno “spinta” sotto il profilo estetico. Dopotutto è una city-car, non un’auto sportiva.

La dotazione tecnica e di accessori che abbiamo trovato sulla nostra Z.E., che come accennavamo giustificano maggiormente il costo di listino non propriamente da city-car, comprende: cruise control, rilevamento dei cartelli stradali, sedili riscaldati, riconoscimento di corsia, compatibilità Android Auto e CarPlay. Ad eccezione del cruise control, che non riteniamo così necessario su un’auto del genere che certamente non sarà la scelta più scontata per un viaggio lungo in autostrada, ad esempio, tutto il resto è molto apprezzato.  Anche il sistema di infotainment a bordo, escludendo CarPlay e Android Auto, è più che soddisfacente. Questo giudizio è stato maturato dal fatto che non ci aspettavamo granché, e infatti a colpo d’occhio abbiamo a che fare con un sistema molto basilare. Ma uno sguardo più approfondito rivela alcune chicche, come la possibilità di personalizzare le schermate, la possibilità di attivare il pre-condizionamento, il totale controllo sull’attivazione o disattivazione degli ausili alla guida, la possibilità del navigatore di mostrare l’area raggiungibile con la carica residua della batteria e la ricerca delle colonnine di ricarica. La reattività è discreta, mentre dovrete imparare a interagirci, poiché i comandi non sono per niente intuitivi; la curva d’apprendimento è comunque abbastanza morbida.

Giudizio tiepido sulla capacità di carico. Il baule posteriore è sufficiente per un paio di casse d’acqua e tre grossi sacchetti della spesa, ma la possibilità di abbattere facilmente i sedili (sdoppiabili) e l’altezza del pianale allo stesso livello dell’entrata, ne rende l’uso comodo. Come optional potrete ricavare dei vani porta oggetti sotto i sedili posteriori, e vi suggeriamo di aggiungere questo accessorio poiché potrete, ad esempio, posizionare i cavi di ricarica liberando spazio nel baule. Se non vi interessa, sappiate che Renault ha aggiunto un semplice gancio per tenere i cavi di ricarica vicino il fianchetto destro, in maniera ordinata. Degno di nota anche il raggio di apertura di tutte le portiere, quasi di 90 gradi rispetto all’automobile; ciò permette di entrare agevolmente. La seduta abbastanza alta facilita il movimento, e il risultato è che si entra ed esce senza alcuno sforzo.

Renault parla di un’autonomia, su ciclo WLTP, di 190 km (ciclo misto). Nella nostra prova abbiamo rilevato un valore che si avvicina a quello dichiarato, ma non siamo mai andati oltre i 150 km prima di cercare una colonnina di ricarica. Più nel dettaglio abbiamo ricaricato la batteria al 100% e poi percorso 150 km con un misto di strade urbane – in cui abbiamo evitato accelerazioni brusche e viaggiato a non più di 60 km/h – ed extraurbane, limitando la velocità massima a circa 80 km/h, sempre con accelerazioni graduali. Al raggiungimento dei 150 chilometri di strada percorsa la batteria era scesa al 12%.

Possiamo quindi dedurre che i 190 km promessi da Renault sono fattibili unicamente con una percorrenza a velocità ridotta – diciamo a non più di 60/70 km orari – senza accelerazioni brusche. Nel caso invece vogliate più libertà di guida, concedendovi delle belle accelerate e con un misto di urbano ed extraurbano, un’autonomia tra i 130 e i 150 km è più vicina alla realtà (evitando di scendere sotto il 10% di batteria residua). Questo risultato ci porta a consigliarla unicamente per un reale uso cittadino, senza spostamenti lunghi.

La ricarica completa mediamente richiede circa un’ora e mezza con una colonnina da 20 kWh. Su una torretta EnelX da 20 kWh, in un’ora di ricarica, abbiamo ricaricato dal 30% al 100%. Purtroppo l’auto non indica la potenza di ricarica istantanea, ma solo il tempo necessario per la ricarica completa.

Verdetto

Twingo Z.E., nonostante la diffidenza iniziale, ci ha convinto, ma dovrete avere necessità molto specifiche se vorrete sfruttarla senza rischiare di soffrire di “ansi di ricarica”. I punti di forza sono senza dubbio la sua agilità e lo spunto 0-60, che permette di muoversi nel traffico con estrema facilità. Il raggio di sterzata, il volante piatto nella parte inferiore che s’impugna bene e la compatibilità Android Auto e CarPlay sono ulteriori punti di forza.

La batteria da 22 kWh, che offre un’autonomia dai 150 ai 180 km, è la caratteristica più limitante, ma vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno: in un’ora e mezza circa, veramente il tempo necessario per fare la spesa, riuscirete a ricaricarla completamente. Se l’obiettivo è usarla in città, per spostamenti che arrivano al massimo a qualche decina di chilometri, andrà benissimo perché riuscirete a sfruttare l’autonomia per diversi giorni senza doverla ricaricare, avendo quindi più occasioni per ricaricarla non appena avrete circa un’oretta e mezza di tempo. Sfruttarla per un chilometraggio quotidiano più impegnativo è possibile, ma dovrete poterla ricaricare a casa o assicurarvi che a destinazione avrete accesso a una soluzione di ricarica. E in ogni caso non la consigliamo se fate più di 100 km al giorno, l’autonomia diventerebbe un fattore troppo limitante e un motivo di stress.

Peccato che sia un po’ rumorosa e per la tanta plastica un po’ ovunque, ma l’assemblaggio è fatto bene. Il prezzo di 23 / 25 mila euro, in base al modello, non è basso per quello che offre. Tuttavia è in linea con il mercato, e se avrete la fortuna di poter accedere a un incentivo che possa abbattere anche di molto il prezzo, la Twingo Z.E. potrebbe trasformarsi in un piccolo gioiello. Sempre che stiate cercando una piccola city-car con cui sfrecciare per le vie cittadine.

Renault Twingo Z.E.

Se cercate un’auto con cui muovervi in città, senza dover affrontare viaggi più lunghi di qualche decina di chilometri, Twingo Z.E. vi offre molto. Massima agilità, divertente da guidare, si ricarica in poco più di un’ora e ha accessori che non tutte hanno in questa fascia. La city-car perfetta, soprattutto se riuscirete ad acquistarla sfruttando degli incentivi che possano abbattere, anche di molto, il prezzo.

Pro

  • Angolo di sterzata
  • Agile e divertente da guidare
  • Porte che si aprono a quasi 90 gradi
  • Autonomia sufficiente per una city-car
  • Si ricarica in poco più di un’ora
  • Android auto e carplay
  • Super accessoriata (cruise control, sedili riscaldati, fotocamera posteriore)

Contro

  • Un po' rumorosa
  • Vano di carico anteriore assente
  • È necessario inserire la chiave nella toppa per l'avviamento
  • Sconsigliata se fate più di 100 km al giorno