Ibride e Elettriche

Prova, Suzuki Swift: nuovo motore 1.2 litri micro ibrido, diverte e consuma poco

Suzuki è uno dei costruttori di automobili più concreti. I suoi prodotti sono caratterizzati da funzionalità e semplicità: virtù che ne fanno un’ottima soluzione per chi cerca divertimento alla guida e affidabilità. A tre anni di distanza, la nuova Swift aggiorna leggermente il proprio stile, riuscito e apprezzato, introducendo un’importante novità: un motore 1.2 litri con modulo micro ibrido.

Una soluzione intelligente ed efficace nel restituire il giusto compromesso tra il piacere di sedersi davanti al volante e una media di consumi molto buona. Accogliente e pratica, offre una buona abitabilità anche se i rivestimenti interni sono realizzati in economia, e lo si nota. Un difetto compensato dalla dotazione che sin dall’allestimento base equipaggia molto bene la vettura. I prezzi partono da 17.290 euro, sottraendo gli incentivi, un listino molto competitivo.

Cambia poco

Suzuki con l’introduzione della motorizzazione micro ibrida non ha voluto stravolgere l’identità della piccola Swift, che rimane una compatta aggressiva e dallo stile accattivante. A migliorare l’immagine, la possibilità di personalizzare la carrozzeria con tinte a contrasto per il tettuccio. Gli aggiornamenti principali si concentrano nella zona anteriore, dove la mascherina è più incassata con griglia a nido d’ape e listello cromato più pronunciato. Suzuki Swift è dinamica, nell’aspetto e nella guida su strada.

Piuttosto accogliente lo spazio interno rispetto a una lunghezza di soli 384 cm: quattro adulti si accomodano agevolmente anche sul divano posteriore, dove solo chi siede al centro è un po’ sacrificato. La buona abitabilità è conseguenza di un andamento della carrozzeria piuttosto regolare, sopratutto il tettuccio che si sviluppa quasi piatto fino al lunotto. Anche gli occupanti più alti difficilmente si troveranno a disagio.

Il posto guida è rialzato e facilità le manovre in città, la poltrona è ben imbottita e rivestita buona cura. La regolazione è manuale e lo schienale ha una leva a scatto, non sempre precisa. Stesse caratteristiche per il sedile anteriore del passeggero. Per quanto riguarda l’interno, nulla cambia rispetto alla precedente versione: sobrio e razionale ma realizzato con plastiche piuttosto dure ed economiche. Un difetto che però è compensato dalla dotazione sicuramente appagante che Suzuki offre per Swift.

La dotazione tecnologica comporta uno schermo da 7″ touch screen, le grafiche sono piuttosto anonime e poco accattivanti. Non si tratta di un software particolarmente evoluto, ma ha comunque il modulo di navigazione. Suzuki ha però previsto l’integrazione con i moduli Apple Car Play e Android Auto. L’allestimento Top oggetto della nostra prova è molto ben equipaggiato e offre di serie il climatizzatore automatico, la chiave elettronica, i finestrini posteriori elettrici e il volante regolabile anche in profondità.

Gli assistenti alla guida sono di serie anche per la meno ricca e costosa Cool; oltre al cruise control adattativo, c’è la frenata automatica, il sistema per il mantenimento della corsia  e quello che avvisa  il guidatore dell’eventuale sopraggiungere di altri mezzi mentre si è impegnati in retromarcia. Molto importante la retrocamera che supporta le manovre e migliora la visibilità, limitata altrimenti dai montanti e dal lunotto.

Grintosa e divertente, con bassi consumi

Suzuki ha saggiamente deciso di aggiornare anche la gamma motori, introducendo un sistema micro ibrido. Rispetto alla scorsa generazione, è presente nell’architettura del propulsore una soluzione con motore/generatore elettrico collegato con una cinghia alla parte meccanica, in modo da recuperare energia durante i rallentamenti, frequenti soprattutto in città. La batteria è da 10 Ah e alimenta una piccola unità elettrica da 1,94 Kw, ovvero 2,6 Cv. La potenza complessiva è di 84 Cv mentre il valore di coppia è di 107 Nm a 2.800 giri.

La soluzione di Suzuki produce una quantità di energia insufficiente a far muovere Swift solo a corrente, ma assicura una piccola spinta in ripartenza migliorando quella sensazione già piacevole di brillantezza e dinamismo. L’obiettivo dei tecnici giapponesi era quello di offrire un prodotto che garantisse consumi molto contenuti. Nel corso della prova sono stati percorsi circa 600 km, sia su percorsi urbani, sia extraurbani e autostradali. A fine esperienza il computer di bordo segnava una media di 5,0 l/100 km pari a una percorrenza di 20 km/l.

Un valore ottenuto mantenendo uno stile di guida, sicuramente non aggressivo ma neppure soporifero. Utilizzando Swift soprattutto in città è francamente difficile ottenere valori inferiori rispetto a quelli riscontrati durante la prova. Ad aiutare l’auto a consumare poco, il peso contenuto di soli 940 kg in ordine di marcia. Una qualità che si nota anche nella dinamica di guida.

Il quattro cilindri micro ibrido di Suzuki è brillante e fluido non andando mai in difficoltà: riesce ad affrontare e superare senza incertezza qualsiasi situazione si presenti davanti a Swift. Nel farlo, restituisce buone sensazioni di guida, esaltate da un peso piuma e dall’ottima tenuta di strada, anche in curva. Le sospensioni sono tarate il giusto per offrire una buona resa dinamica e al contempo assorbire efficacemente la maggior parte delle insidie stradali. Il cambio manuale si manovra facilmente e contribuisce a creare sin da subito una buona intesa con la vettura; leggero e sincero lo sterzo.

Suzuki propone con Swift Hybrid un prodotto versatile e accattivante: consuma molto poco, diverte e appaga alla guida sfruttando dimensioni contenute e un peso inferiore ai mille chilogrammi. Compagna ideale in città che non si lascia intimidire dalle avventure fuori porta, riuscendo a macinare anche centinaia di chilometri in autostrada. Sono molte le versioni di Swift disponibili, dalla Sport alla Hybrid a quattro ruote motrici con trazione AllGrip, quest’ultima un vero e propio unicum nel panorama automobilistico.