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Tassa ambientale sulle auto nuove? Il governo annuncia che ci ripenserà

Il bonus-malus applicato all’acquisto di auto nuove, che sarebbe dovuto scattare dal primo gennaio 2019, sarà corretto. “A proposito del bonus malus sulle automobili introdotto nella manovra economica alla Camera, pur condividendo il fatto che vada incentivato l’acquisto di auto elettriche, siamo però contrari ad un aggravio di costi per chi acquista auto di normale dotazione. Pertanto cambieremo la norma al Senato”, ha dichiarato stamani Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato.

Dello stesso avviso il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, che stamani a Radio Uno ha dichiarato: “Sono assolutamente contrario a ogni ipotesi di nuova tassa su beni già ipertassati e più tassati d’Europa. Non credo che uno abbia una macchina vecchia per piacere ma perché non ha la possibilità”.

L’emendamento dell’M5S approvato martedì notte, per il momento rimane congelato dal dibattito politico interno al Governo. Avrebbe previsto incentivi dai 1.500 ai 6mila euro per le auto nuove acquistate dal primo gennaio 2019 fino al 2021 caratterizzate da emissioni di CO2 comprese tra zero e 90 gr/km. Ne avrebbero giovato le versioni elettriche, ibride e alcune a gas. Parallelamente avrebbe introdotto anche un aggravio per gli acquisti di quelle con motorizzazione tradizionale: dai 150 euro ai 3mila euro in più a seconda delle emissioni.  Nello specifico, come riporta Quattroruote, con nove fasce comprese tra 110-120 g/km e +250 g/km.

Gli esperti del settore automobilistico hanno iniziato a scartabellare le schede tecniche delle auto rilevando che per la maggior parte dei modelli più diffusi (segmento piccole e medio-piccole, A e B) non dovrebbero esserci gravi effetti collaterali. Gli esborsi si potrebbero far sentire fra le medie (segmento C) con le versioni a benzina a rischio aggravi compresi tra 1.500 e 2.000 euro. Ovviamente sopra questa soglia bisognerà prepararsi a mettere mano al portafoglio, e questo varrà probabilmente anche per gli autocaravan che rientrano nella categoria internazionale M1 (veicoli per il trasporto persone entro 3,5 tonnellate di massa complessiva).

Resta il fatto che agli italiani verrà comunque richiesto di preoccuparsi di un dato tecnico in più: l’emissione di CO2. Per altro un dettaglio numerico che richiederà anche il coinvolgimento del Ministero per lo Sviluppo Economico, poiché dovrà stabilire a quale sistema di misurazione affidarsi. Oggi si può scegliere tra l’attuale ciclo di omologazione Nedc, eseguito in laboratorio in condizioni ideali, il nuovo Wltp, sempre da laboratorio ma più realistico, oppure il Nedc correlato, che è una via di mezzo.

L’altro nodo è la dotazione del fondo legato agli incentivi, che vale solo 300 milioni di euro l’anno e che se fosse impiegato sia pur solo per finanziare auto elettriche, come puntualizza Il Sole 24 Ore, si esaurirebbe dopo appena 50mila esemplari venduti.

“Prima di tutto, non esiste nessuna nuova tassa per auto già in circolazione”, ha sottolineato il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio. “Chi ha un Euro3 o qualsiasi altra macchina non pagherà un centesimo in più. Si tratta “di premiare chi decide di comprare un’auto nuova meno inquinante, dandogli un incentivo fino a 6000 euro. Questa è l’idea della norma pensata dal governo, che disincentiva chi sceglie un’auto più inquinante”.

Questa norma è passata così in legge di Bilancio ma si può migliorare al Senato. Ora ci mettiamo tutti intorno a un tavolo per migliorare questa norma. L’obiettivo di questo governo è anche non danneggiare le famiglie”.

Nel frattempo l’Anfia, l’associazione della filiera automobilistica, l’Unrae, l’associazione delle case estere in Italia e i sindacati si sono già fatti sentire ed hanno espresso critiche all’iniziativa. Ma se verrà organizzato un tavolo di confronto con il Governo, saranno pronti a discutere.