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Tesla Autopilot, ecco come usarlo senza pilota alla guida

Negli ultimi giorni si è parlato molto di Tesla e del suo software di supporto alla guida Autopilot, in seguito all’ennesimo incidente che ha causato la morte di due persone che si trovavano a bordo di una Model S. Secondo l’agente di polizia Mark Herman della contea di Harris, in Texas, al momento dello schianto quasi sicuramente l’auto stava procedendo senza che nessuno fosse seduto al posto di guida.

La testata Consumer Reports, stimolata da questa ennesima tragica notizia, ha deciso di condurre un esperimento per capire quanto sia facile ingannare l’Autopilot affinché l’auto guidi da sola senza che qualcuno sia seduto al posto di guida. Il test è stato eseguito su un tracciato privato e si è svolto in questo modo: durante la normale marcia, il pilota ha attivato l’Autopilot e ha ridotto la velocità dell’auto a zero utilizzando i pulsanti presenti sul volante; una volta fermata l’auto, al volante è stata appesa una catena per simulare il peso delle mani del guidatore, dopodiché – senza aprire le portiere, perché ciò farebbe disattivare Autopilot – il pilota si è spostato sul sedile del passeggero e ha ricominciato a “dare gas” utilizzando nuovamente i pulsanti sul volante.

Durante i vari tragitti percorsi in questo modo, l’auto non ha mai dato segno di accorgersi del fatto che il pilota non era presente: nessun sensore di peso sul sedile o sul volante ha avvisato l’auto della mancanza di un pilota, e aggirare i pochi blocchi di sicurezza ideati da Tesla è stato incredibilmente facile.

CR afferma che da questo punto di vista produttori come GM e Ford hanno già superato Tesla, installando sulle proprie auto dotate di sistemi di assistenza alla guida tutta una serie di sensori che si occupa di monitorare lo stato di attenzione di chi si trova alla guida, per scongiurare ulteriormente la possibilità di incidenti. Considerato che in caso di situazione anomala Autopilot potrebbe spegnersi in un istante per ridare il controllo a chi si trova al posto di guida, l’idea di spostarsi e fare altro in macchina durante la marcia non è assolutamente da prendere in considerazione.

Autopilot commette errori, e quando si trova di fronte a una situazione che non sa gestire, si può spegnere immediatamente. Se il pilota non reagisce rapidamente, ecco che avviene un incidente.” Queste le parole riferite da Jake Fisher, senior director della sezione auto testing di Consumer Reports, che si è occupato di realizzare questi test.

Come fare, quindi, a migliorare questo sistema ed evitare questi incidenti? Diversi produttori, come BMW, Ford, GM e Subaru utilizzano videocamere a bordo, che si occupano di seguire il movimento degli occhi o della testa del guidatore, per assicurarsi che quest’ultimo sia attento alla strada; in alcuni casi addirittura il veicolo è in grado di rallentare in sicurezza fino a fermarsi, se rileva che il pilota non è attento alla strada. Nonostante alcuni modelli di Tesla siano dotati di una videocamera interna all’abitacolo, questo tipo di tecnologia non viene utilizzato sulle auto di Elon Musk. Un primo passo, molto semplice da implementare, sarebbe quello di inserire dei sensori di peso nei sedili, programmando l’auto a reazioni ben precise qualora il pilota si dovesse spostare dal sedile designato.

A partire dal 2023 Euro NCAP valuterà le auto anche in base ai sistemi di controllo del guidatore di cui dispone, e la NHTSA americana seguirà la stessa strada, con un unico obiettivo, quello di rendere le nostre strade più sicure per tutti. Da un’azienda come Tesla, che è riuscita a rendere appetibili le auto elettriche su un mercato che era ancora interamente concentrato sui motori termici, ci aspettiamo un netto miglioramento da questo punto di vista.

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