Cinema e Serie TV

Che cos’è il Mid-season finale?

Le modalità produttive di quella che è la grande macchina seriale, in particolare quella statunitense, è da sempre foriera di novità e strategie utili ai fini del coinvolgimento dei propri spettatori, ma anche a puro scopo di marketing, per attirare l’attenzione sui propri titoli. Una di queste riguarda proprio la concezione del lancio dei singoli episodi, soprattutto quando trasmessi in TV, con una interruzione brusca e improvvisa della loro messa in onda, nonostante facciano parte della stessa stagione. Non perché i registi, o per meglio dire gli showrunner, abbiano intenzione di farvi temere la chiusura anticipata di una serie, niente paura: si tratta solo di quel “fenomeno” chiamato mid-season finale, un escamotage tanto utile alla produzione quanto agli spettatori per non perdersi nessun episodio nei periodi dell’anno più particolari. Vediamo subito insieme di cosa si tratta.

Per scoprire la definizione della figura di Showrunner, vi spieghiamo nel nostro glossario il significato di questo termine.

Definizione

Il mid-season finale è un fenomeno recente, introdotto nei primi anni Duemila con la variante più recente di fall finale o winter finale, per la produzione televisiva seriale. Il termine indica in particolare l’ultimo episodio mandato in onda che si colloca a metà di una stagione, solitamente trasmettendolo subito prima dell’interruzione dovuta al periodo delle vacanze natalizie o prima di altre “feste comandate” che il calendario annuale impone. Ad ogni buon conto, il significato “in soldoni” è uno: la tua serie preferita se ne va in pausa per un mese o più.

Il Trono di Spade

Non si tratta però di un mero taglio alla messa in onda o di una interruzione qualsiasi: proprio come il finale di stagione vero e proprio, il mid-season finale spesso include un evento improvviso che determina variazioni, nuovi volti del cast con l’introduzione di guest star, o colpi di scena a livello narrativo. Non è nemmeno da escludere un finale di puntata trattato secondo la tecnica del cliffhanger, che viene successivamente recuperato e risolto nella ripresa della stagione dopo questo “iato” di trasmissione.

Non sei sicuro del significato di cliffhanger? Recuperiamo insieme la definizione di questo termine nel nostro glossario.

L’osservazione corretta che potrebbe sorgere a questo punto potrebbe essere: perché viene fatto uso della variante cosiddetta winter finale o fall finale? Questa tecnica viene messa in atto dai canali televisivi per aumentare l’attenzione degli spettatori, ma anche per incoraggiare la visione degli episodi di una serie, che assurgono così allo status di “evento” speciale e imperdibile, come accade ad esempio alle puntate mandate in onda subito prima delle vacanze natalizie.

The Walking Dead copertina

Questa messa in pratica però non è stata scevra di critiche verso i canali televisivi, rivolgendole soprattutto al coinvolgimento della struttura narrativa di una serie che subisce così variazioni di ritmo rispetto allo svolgimento originale della storia, piuttosto che mandare in onda senza interruzioni e lasciando allo spettatore un unico finale di stagione, secondo la fruizione tradizionale di questi contenuti.

Proprio la questione del ritmo narrativo e di lancio degli episodi è uno dei fulcri di questa querelle, poiché come ogni questione vi è sempre l’altro lato della medaglia. I prodotti che vengono pubblicizzati così tanto, stanno seguendo pedissequamente il cambiamento che sta vivendo il medium televisivo, accanto alla fruizione del pubblico della serialità. Il binge-watching è diventato così popolare perché il pubblico ha, da un lato, poca attenzione da riservare alla visione dei contenuti, dall’altro si fa sempre più pressante il desiderio di vedere tutto e subito.

Foto generiche

Questo è il motivo per cui, grazie al mid-season finale, la regia predispone non di uno, bensì di due finali di stagione, consentendo al pubblico di vivere questi due momenti quasi con la stessa carica emotiva. Non solo, qualora il “primo finale” dovesse registrare una performance minore di quanto ci si potrebbe aspettare, gli scrittori della serie sono ancora più chiamati a preparare un plot dal ritmo più incalzante e con nuove idee da sviluppare, ma senza dilungarsi troppo. 

I tre pilastri del mid-season finale

Le ragioni però non devono essere ricercate in un’ottica di puro coinvolgimento del pubblico da casa, per fare sì che i broadcaster non corrano il rischio di perdere audience e share e vedere le proprie cifre subire il calo fisiologico di attenzione durante momenti particolari dell’anno. Non dobbiamo guardare all’introduzione del mid-season finale solo in quest’ottica, ma anche dal lato della produzione della serie stessa.

Ci spieghiamo meglio: spesso questo “nuovo” finale a metà serie viene introdotto nei titoli che richiedono parecchio lavoro da parte del team registico: per citare alcuni esempi tratti dall’universo della serialità, prendiamo il caso di The Walking Dead, Vikings , The Killing o How I Met Your Mother.

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Tradizionalmente, la strategia del mid-season finale si applica agli show anche per guadagnare tempo e ottenere benefici in termini economici e di visibilità, come anticipavamo. Dividendo una stagione in due, una rete televisiva può sì raggiungere numeri alti di ascolti e di rating, ma di conseguenza può anche distribuire i suoi guadagni in modo da non far risaltare i cosiddetti “punti deboli” del proprio palinsesto durante l’anno.

Riassumiamo dunque i tre motivi tali per cui il mid-season finale è fondamentale: il primo è che non si perdono ascolti sulle reti TV, né gli spettatori perdono puntate trasmesse, in particolare durante i momenti di festa negli States, quali il Ringraziamento, il periodo tra gennaio e febbraio, se non addirittura verso fine marzo. Un caso emblematico è rappresentato da Game of Thrones, che non era andato in onda durante il weekend del Sunday of Memorial Day.

Trono di spade

Il secondo motivo è legato alla post-produzione, per dare loro tempo sufficiente per dedicarsi ai lavori. Come dicevamo, il mid-season finale si applica a quei prodotti dall’impegno narrativo ed economico piuttosto ingente, come The Walking Dead, forse la prima serie che ha introdotto il concetto di “divisione a metà” della messa in onda.

Per questi motivi, serve tempo per dedicarsi agli effetti speciali, la cui resa è necessariamente sempre più elevata in termini di accuratezza grafica, quindi perché mettersi fretta e rischiare di restituire un contenuto dallo standard qualitativo inferiore a quanto si potrebbe fare? In questo periodo inoltre, può succedere che vengano mostrati alcuni contenuti in logica di “teaser”, anticipazione di quanto ci attende, mentre la casa di produzione raccoglie le prime entrate economiche per finanziare i lavori alla seconda metà di stagione.

Vikings

Il terzo e ultimo punto riguarda l’aspetto emotivo, il famigerato hype tanto lodato dal fandom. A fronte di un pubblico decisamente ampio che adora un prodotto seriale, e i broadcaster ne sono consci, prendersi una pausa dalla messa in onda è una soluzione più che appoggiata e giustificata per generare conversazioni, speculazioni e quant’altro a fronte di eventi importanti lasciati in sospeso nell’ultima puntata trasmessa. Insomma, “nel bene o nel male, purché se ne parli” rimane una delle correnti di pensiero più in voga della storia, dall’alba dei tempi.

Qualora possa rimanere abbastanza discutibile in termini di andamento del ritmo della serie, l’introduzione del mid-season finale ha sicuramente le sue buone motivazioni, stando a quanto abbiamo illustrato finora. Sembra, almeno dal punto di vista produttivo, che possa servire per regalarci contenuti di qualità sempre maggiore. Del resto, l’attesa di una serie tv non è essa stessa la serie tv?

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