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Dragonero – Il Ribelle: L’assalto degli Sparvieri, colpo al cuore dell’Impero

Il numero cento, in casa Bonelli, è sempre stato l’albo delle celebrazioni, il glorioso traguardo che meritava la meraviglia del colore laddove solitamente tutto era nel tradizionale bianco e nero. Oltre a un cambio cromatico, le storie che sfoggiavano il 100 sulla costina avevano un sapore unico, erano piccole poesia che celebravano il personaggio, come accaduto con La storia di Dylan Dog, o che giocando con i punti saldi della saga ne lasciavano emergere future evoluzioni, scelta fatta ad esempio per Il numero 100 di Nathan Never. Quando Dragonero è divenuto Dragonero – Il Ribelle, una delle reazioni della community dei lettori è stata la preoccupazione che questo passo indietro allontanasse ulteriormente il numero della celebrazione, quel numero cento che sarebbe dovuto arrivare in edicola a settembre 2021. Ovvero, ora, un ruolo che sarebbe dunque toccato a L’assalto degli Sparvieri, che sulla costina non ha un bel cento, bensì il ventitre della numerazione di Dragonero – Il Ribelle.

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E ovviamente, è in bianco e in nero. Facile supporre che qualcuno storcerà il naso, ma pur accettando ogni opinione, bisogna riconoscere che la saga di Ian Aranill ha già in precedenza scardinato alcune leggi apparentemente ferree della redazione di Via Buonarroti. Il colore, ad esempio, è arrivato ben prima del numero cento, stupendo e deliziando noi lettori con un Erondar ancor più vivido e appassionante. Ci sono stati spin off, da Dragonero Adventures a Senzanima, abbiamo visto tanti segnali che hanno identificato Dragonero, inteso come saga, come una serie dalla doppia anima, tradizionale e innovatrice al contempo, mantenendo saldo il livello qualitativo tipico bonelliano ed esplorando al contempo nuove soluzioni.

L’assalto degli Sparvieri: missione ad alto rischio per i Ribelli

Per quanto, da lettore, il numero 100 sia un volume che ha un fascino particolare, leggere L’assalto degli Sparvieri senza vedere quella cifra sulla copertina non è stato un dramma. Non ho visto un tradimento degli autori, non mi è mancato il colore (merito anche di Antonella Platano, semplicemente perfetta). Mi sono invece goduto un punto nodale della trama della saga, ho visto in questo numero ventitre di Dragonero – Il ribelle uno di quei turning point che scuotono le convinzioni dei lettori, mettendo in moto nuove dinamiche e svelando segreti che scuotono nel profondo le nostre convinzioni.

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Perché ancora una volta, leggendo L’assalto degli Sparvieri mi è sembrato di avere alle spalle Enoch e Vietti che, sogghignanti, si godevano le reazioni stupite di un lettore preso alla sprovvista. Per mesi ci hanno preparati a una visione più ampia della saga, alternando macchinazioni palesi a sotterfugi di corte, confondendoci con comportamenti incomprensibili di alcuni personaggi che a partire da L’assalto degli Sparvieri potrebbero assumere una nuova rilevanza. Soprattutto, la sensazione è di trovarsi davanti all’albo che potrebbe rappresentare il primo passo di una resa dei conti a lungo evocata dai lettori più desiderosi di azione.

Ian e Myrva decidono di utilizzare un’invenzione proibita dai Tecnocrati per tentare una missione impossibile: rapire il principe Nahim dal palazzo imperiale. Per compiere questa ardita impresa, intendo usare gli Sparvieri, piccoli mezzi aerei che, tramite le giare soffianti, consentono agli incursori di arrivare sui loro obiettivi rapidi e non intercettati. Per adempiere a questo incarico, Ian, che in precedenza aveva già usato questi mezzi, decide di chiedere aiuto ai vecchi compagni d’arme con cui aveva in passato portato questi incredibili veivoli.

Quella che dovrebbe essere un’operazione ardita, una volta giunti nel palazzo imperiale, si trasforma presto in una missione di tutt’altra natura. Dire di più sarebbe un torto, ma ancora una volta la trama di un albo di Dragonero – Il Ribelle rivela come la costruzione della saga di Ian Aranill sia stata minuziosamente curata da Enoch e Vietti, che dimostrano come il loro impianto narrativo sia non solamente solido ma anche capace di sorprendere costantemente il lettore. Non che in passato si abbia avuto modo di dubitare di questa loro capacità, ma l’ultimo periodo di Dragonero – Il Ribelle ha reso questo loro desiderio di ampliare il racconto delle imprese di Ian la scintilla vitale di storie emozionanti come Le Gazze Ladre  e Quando cantano le onde. Momenti che pur sembrando un rallentamento dell’incedere della trama orizzontale della saga si sono rivelati dei tasselli importanti della serie, capaci di mostrare nuovi lati dei protagonisti.

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Enoch, con L’Assalto degli Sparvieri, riesce a cogliere tutte le emozioni che i protagonisti vivono in questa missione. Dall’ansia prima del lancio alla tensione furiosa degli scontri, giocando mirabilmente sullo stupore dei lettori con rivelazioni sorprendenti svelate subito dopo apparenti momenti di quiete. Una tranquillità pacata e misurata in L’assalto degli sparvieri, che per sua natura è un albo adrenalinico e nervoso, in cui si alternano con impeccabile precisione scontri e rivelazioni. Dalla verve narrativa di Enoch emergono le risposte alle tante domande degli ultimi mesi, solo per lasciare spazio a nuovi interrogativi e perplessità che diventano le potenziali fondamenta del prossimo periodo di Dragonero – Il Ribelle.

La bellezza della bicromia e una copertina imperdibile

Visto il tenore della storia, L’assalto degli Sparvieri consente di apprezzare ulteriormente la cura degli autori nel concepire l’aspetto tecnologico e meccanico dei mezzi utilizzati dai personaggi. Enoch e Vietti non mancano di stupire con idee tecnologicamente coerenti con l’ambientazione e al contempo sorprendenti, capaci di evocare una supremazia bellica e tattica che sia ragionata e mai forzata per scopi narrativi, ma che mostri sempre una sua valenza concreta e allineata alla continuità della serie. Gli Sparvieri rientrano in questa concezione, pure lasciando emergere una familiarità con il veivolo visto in Nausicaa nella valle del vento, mostrano un concept tecnico curato, in cui si valorizzano meccanismi e funzionamento, resi graficamente in modo sublime da Platano e Pagliarani.

Si accennava prima al fatto che fortunatamente questo numero sia in bianco e nero e non a colori. Senza nulla togliere ai coloristi della serie, che hanno sempre mostrato una visione cromatica appassionante, il lavoro di Antonella Platano con la bicromia è, senza mezzi termini, perfetto. Sia che si tratti di mozzare il fiato con doppie pagine che di ritrarre i momenti più concitati di questa temeraria incursione, la Platano non perde mai lucidità, imprime il movimento laddove sembra impossibile e crea una visione acida e foriera di future disgrazie dove necessario. L’assalto degli Sparvieri è, probabilmente, uno degli albi più intensi, narrativamente ed emotivamente, dell’ultimo anno di Dragonero – Il Ribelle, e questa sua centralità ha trovato nel lavoro di Antonella Platano la giusta cura realizzativa.

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Merito che va, ancora una volta, attribuito anche al duo Pagliarani – Francescutto, che sembrano oramai decisi a superarsi costantemente, copertina dopo copertina. Per L’assalto degli Sparvieri, Pagliarani imprime alla sua tavola un punto di vista che esalta il movimento degli Sparvieri, una prospettiva aerea angolata in cui troneggia il palazzo imperiale. La posizione di virata ascendente di Ian è la perfetta occasione per apprezzare il lavoro da cesellatore di Pagliarani: non solo ogni elemento dello sfondo viene arricchito di particolari, ma lo Sparviero su cui vola Ian mostra tutta la serie di meccanismi, leve e articolazioni che ne consentono il funzionamento, quasi che si tratti di un manuale tecnico del veivolo. Una valorizzazione del singolo ingranaggio che viene ulteriormente esaltata dalla colorazione di Francescutto, che compie una vera magia nel riuscire a trasmettere la sensazione di una missione notturna in una tavola con uno sfondo bianco. La colorazione nelle sfumature di blu dello sfondo, contrastata dall’accesso incendio che devasta il palazzo imperiale trasmette questo senso di furtività misto al compimento di un atto capace di ferire nel profondo il potere imperiale.

Completano L’assalto degli Sparvieri il vivace Cronache dell’Erondar di Luca Barbieri e il lettering di Marina Sanfelice, che con la sua puntuale, invisibile perfezione dona voce ai protagonisti dell’albo.

Gli eventi di Assalto degli Sparvieri avranno un sicuro impatto sul futuro di Ian, aprendo finalmente a uno scontro risolutore tra impero e ribelli, con nuove figure che potranno dare un apporto non indifferente alla battaglia finale.

Dall’ombra insorgiamo. Nel silenzio colpiamo.

Dragonero – Il Ribelle: L’assalto degli Sparvieri

Enoch, con L’Assalto degli Sparvieri, riesce a cogliere tutte le emozioni che i protagonisti vivono in questa missione. Dall’ansia prima del lancio alla tensione furiosa degli scontri, giocando mirabilmente sullo stupore dei lettori con rivelazioni sorprendenti svelate subito dopo apparenti momenti di quiete. Una tranquillità pacata e misurata in L’assalto degli sparvieri, che per sua natura è un albo adrenalinico e nervoso, in cui si alternano con impeccabile precisione scontri e rivelazioni. Dalla verve narrativa di Enoch emergono le risposte alle tante domande degli ultimi mesi, solo per lasciare spazio a nuovi interrogativi e perplessità che diventano le potenziali fondamenta del prossimo periodo di Dragonero – Il Ribelle.

Pro

  • Punto di svolta nella Ribellione
  • Avventura appassionante e perfettamente scandita
  • I disegni di Antonella Platano son una gioia per gli occhi
  • Copertina spettacolare

Contro

  • Non pervenuti