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Geist Maschine: il futuro secondo LRNZ

L’ultima volta che su Cultura Pop avevamo parlato di Geist Maschine, eravamo a Lucca Comics & Games 2019. In un’intervista a Lorenzo Ceccotti, alias LRNZ, il nostro Raffaele aveva domandato all’autore romano quanto avremmo dovuto attendere per goderci la sua nuova creazione. Dall’anno inizialmente preannunciato siamo passati a due, ma è un ritardo comprensibile, considerato gli ultimi mesi vissuti. Anzi, a ben vedere la presenza di una pandemia ci consente di apprezzare al meglio alcuni dei tratti essenziali di Geist Maschine, che finalmente ha raggiunto le fumetterie grazie a BAO Publishing con il suo primo volume.

geist machine

Una lavorazione ‘pubblica’, quella di Geist Maschine. LRNZ ha voluto, infatti, dare vita al suo progetto mostrando il percorso realizzativo in diretta su Twitch, coinvolgendo direttamente i lettori che quindi hanno avuto uno sguardo privilegiato all’artista, vedendolo mentre realizza la sua opera. Un concept intrigante, inclusivo, che LRNZ ha vissuto come una sfida personale, vedendo la presenza di spettatori come un invito a dare il meglio, evitando distrazioni o concedendosi tentativi che potevano essere cancellati. Buona la prima, o quasi insomma, sotto lo sguardo attento degli appassionati, testimoni silenziosi non coinvolti direttamente nello sviluppo della trama o dell’impianto visivo di Geist Maschine.

Geist Maschine: il futuro tra rovine e natura feroce

Geist Maschine sembra inserirsi all’interno di un più ampio discorso riscontrabile nell’arte di LRNZ. La presenza della tecnologia nelle sue opere, come Golem o Astrogamma, non è mai fine a se stessa, ma viene declinata in un’analisi fortemente intima dei personaggi e del mondo circostante, una visione che consente all’artista romano di poter presentare diversi punti di vista. Una funzione narrativa che spesso trova una sinergia con un’anima ecologista, che nuovamente torna prepotente in Geist Maschine. Facendo un parallelo con l’opera a oggi più apprezzata di LRNZ, Golem, se in precedenza era il dominio tecnologico a vedere nella natura una via di fuga, con Geist Maschine abbiamo una visione speculare, consentita da un intelligente uso della sci-fi post apocalittica.

Il mondo in cui ci accoglie LRNZ infatti è una landa sopravvissuta a una non meglio precisata tragedia, che ha portato la civiltà umana sull’orlo dell’estinzione, piagata ora da una malattia, il mundomorbo, scaturita dalle ceneri dell’apocalisse che ha sconvolto il mondo. Una condizione che ha consentito alla natura di riappropriarsi della Terra, andando a inglobare le rovine del mondo tecnologico degli uomini. In questo futuro troviamo due bambini, Len e Sol, che accompagnati dalla madre e un altro uomo stanno cercando di raggiungere Otan, leggendaria città in cui l’umanità preserva la civiltà perduta.

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Il viaggio verso questa El Dorado è impervio, e lungo il tragitto i due giovani vedono morire la madre e il loro compagno, reclamati da una natura ferina e selvaggia non più intimorita dagli uomini. A salvarli è Aiden, adolescente solitario che ha trovato nel suo isolamento una dimensione di vita consona. Reticente, decide di aiutare Sol e Len, palesemente incapaci di sopravvivere nella Terra selvaggia, cercando di ricreare con loro un nucleo umano di cui, apparentemente, Aiden sente la mancanza. Perduto il rifugio durante il salvataggio dei due fratelli, il terzetto trova un nuovo riparo all’interno di una strana struttura metallica, ignari di quale sia la natura della loro nuova casa.

A rendere subito appassionante la lettura di Geist Maschine è la caratterizzazione emotiva di questi tre personaggi. Con maestria, LRNZ ci pone subito in una situazione dal ritmo rapido, mostrandoci il minimo necessario dei due adulti che accompagnano Sol e Len, creando un fertile terreno emotivo su cui poi far fiorire l’animo dei due ragazzini. Nonostante la tragedia appena vissuta, i due fratelli non perdono il loro innato ottimismo e un’ingenua apertura agli altri, che viene efficacemente contrastata dalla visione più cinica ed egoista di Aiden. Due opposte concezioni della vita che trovano modo di intrecciarsi, generando dialoghi spontanei e venati di una maturità imposta dalle contingenze, che condizionano inevitabilmente i tre giovani protagonisti. Un’evoluzione personale che si dipana senza fretta, concedendo a ciascuno il giusto spazio per mostrarsi e vivere la propria crescita, portandoci al punto di sentirli vivi e realistici, giusto in tempo per introdurre una quarta figura, Eirene, ragazzina in fuga che sconvolgerà il delicato equilibrio familiare appena instaurato dai tre ragazzi.

La valenza emotiva viene trasmessa da ogni elemento di Geist Maschine. Può sembrare un’inezia ma anche il lettering “artigianale”, fatto manualmente, contribuisce a trasmettere un senso di umanità dei personaggi, che sono ritratti con il consueto stile di LRNZ. In diverse tavole, l’espressività dei volti dei protagonisti colpisce per il realismo di sguardi e pose del corpo, ma a creare una sinergia con il lettore è anche un linguaggio narrativo comune, che trae ispirazione dai grandi maestri. Difficile leggere Geist Maschine e non rivedere le influenze di Conan, il ragazzo del futuro o di Miyazaki, specie in alcuni siparietti comici in cui le pose dei personaggi e la loro gestualità richiama fortemente al contesto nipponico.

Un’emozionante racconto sci-fi

Un’influenza che richiama anche la realtà, considerato che LRNZ ambienta la sua storia in un contesto urbano a lui noto, la sua Roma, declinandolo secondo i dettami post-apocalittici. Una scelta coerente, che consente all’autore di muoversi a suo agio in un mondo immaginario che percepisce come autentico, familiare, dove trovano spazio elementi quotidiani che suggestionano ulteriormente il lettore. L’opera di world building di Geist Maschine è curata e iperdettagliata, si percepisce un richiamo concettuale nella commistione tecnologia – natura a opere come il citato Conan, il ragazzo del futuro. Lo stesso mecha design che domina la splendida copertina del volume di BAO Publishing è un eco del racconto fanatascientifico di Miyazaki, che LRNZ sviluppa in un modo credibile grazie alla collaborazione dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, polo d’eccellenza nello studio della robotica. Il risultato è la presenza di mech di diverse forme, concepiti secondo dettami tecnologici che vanno contro la tradizionale concezione della sc-fi, che LRNZ rielabora per trasformare queste titaniche macchine in elementi essenziali del proprio racconto, all’insegna di una ricerca di verosimiglianza che caratterizza Geist Maschine. Da notare, come il nome dato a questo metallico titanico sia nuovamente un’eco della narrativa nipponica, da sempre affascinata dai nomi occidentali, una tendenza che LRNZ raccoglie inserendola nel suo corpus narrativo.

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Geist Maschine trova un’accattivante vitalità nella concezione grafica di LRNZ. Sin dai suoi primi lavori, Ceccotti ha mostrato un’identità artistica inconfondibile, ribadita anche recentemente sulle copertine de Il Confine. Uno stile che non rimane però statico, ma mostra di sapersi avvolgere con sensibilità attorno al cuore della storia. Per Geist Maschine questo si traduce in un linguaggio visivo incarnato da una gabbia libera, composta da un’immagine principale, spesso utilizzata anche come sfondo dell’intera tavola, in cui si inseriscono vignette che integrino la narrazione. Contesto e dettaglio, con un’assenza di quello spazio bianco che tradizionalmente richiede al lettore di contribuire con la propria fantasia alla scansione temporale della storia, ma che LRNZ non perde mai di vista dando alla sua narrazione la giusta ritmica, passando con agilità da momenti di calma ad altri più dinamici.

Il primo volume di Geist Maschine si rivela promettente, con un cliffhanger finale che ci lascia una buona sensazione sull’evoluzione di questa trilogia. Ammirevole anche lo studio grafico della copertina di questo volume, che assieme ai contenuti extra testimonia la cura di BAO Publishing nel presentare l’inizio di questa saga.

Geist Machine vol. 1

Geist Machine si traduce in un linguaggio visivo incarnato da una gabbia libera, composta da un’immagine principale, spesso utilizzata anche come sfondo dell’intera tavola, in cui si inseriscono vignette che integrino la narrazione. Contesto e dettaglio,reso appassionante dalla caratterizzazione emotiva dei personaggi

Pro

  • Concept narrativo avvincente
  • Ritmo narrativo appassionante
  • Mech design innovativo
  • Edizione di BAO Publishing graficamente accattivante

Contro

  • Non pervenuti