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Guida delle montagne russe europee: ecco i roller coaster migliori

In Europa tra parchi tematici, meccanici e luna park si contano ben 823 strutture. Un numero enorme, anche se ovviamente quelli che vale la pena visitare sono circa la metà. Ad un così elevato numero di strutture corrisponde un’enorme quantità di roller coaster, tipologia d’attrazione estremamente richiesta all’interno di un parco, piccolo o grande che sia. Questo ha portato alla presenza, ad oggi, di 1296 montagne russe operative in territorio europeo. Dal junior coaster più piccolo a montagne russe che superano i cento metri d’altezza la vastità dell’offerta è sconfinata. Non è facile orientarsi in un territorio così articolato. Questo articolo si pone l’obiettivo di proporre tra tanti, i roller coaster più iconici. Il top del top nelle loro categorie, quelli per i quali vale la pena fare un viaggio di proposito e che ripagano da soli il costo del biglietto d’ingresso.

Questo elenco ha sia una componente oggettiva data dalle caratteristiche costruttive e progettuali sia una componente soggettiva basata sulla personale esperienza. E’ evidente come davanti ad una moltitudine del genere, nella quale si incontrano peraltro prodotti molto simili tra loro sceglierne uno rappresentativo non è semplice, tuttavia si può affermare con certezza che non rimarrete delusi da nessuno di quelli proposti che spiccano tra tutti per delle peculiarità uniche non sempre legate al possesso di un record specifico.

Katun – Mirabilandia

Si trova a Mirabilandia (Ravenna) ed è un coaster così bello che nonostante i suoi 19 anni detta ancora legge nel mondo dei parchi divertimento. Rientra tra i primi cinque inverted coaster migliori del mondo. 1200 metri di lunghezza, discesa di 45 metri, 104 km/h di velocità massima e sei inversioni costituiscono un mix perfetto. In particolare è grazie allo sviluppo molto esteso che si riesce ad ottenere il giusto equilibrio di forze, con il risultato di un’esperienza godibile e ripetibile mai troppo intensa.

Red Force – Portaventura

Si trova presso il resort Portaventura, ad un’ora da Barcellona. È una montagna russa che sfoggia uno tra i più grandi orgogli italiani: il marchio Ferrari. Ad un nome così prestigioso non poteva che essere associato dunque un prodotto di altissimo livello. Si tratta di un launched  coaster prodotto dalla Intamin la cui lunghezza di soli 800 metri non gioca alcun ruolo. Ciò che conta è l’altezza di ben 112 metri -il più alto d’Europa- e la velocità massima di 180 km/h -il più veloce d’Europa-, raggiunta in 5 secondi. Un record ragguardevole, tanto da rendere obbligatorio l’utilizzo di occhiali protettivi in prima fila. In particolare l’accelerazione 0-100 km/h è di 2,7 secondi, non quanto un’auto di formula uno e non è neanche tra i coaster con la migliore accelerazione in assoluto, ma si difende benissimo. Dunque se c’è chi fa meglio, perché metterlo in classifica ? La risposta sta tutta nella discesa una volta raggiunta l’altezza massima. Una sensazione semplicemente unica, impossibile da trovare altrove, anche in montagne russe con lo stesso layout ma altezza inferiore. Una pietra miliare per il settore. Prima della sua inaugurazione, nessun altro roller coaster europeo aveva mai raggiunto anche solo lontanamente una simile vetta. Il secondo classificato in altezza si ferma infatti ad “appena” 82 metri.

Hyperion – Energylandia

E’ un mega coaster prodotto dalla Intamin e si trova nel parco polacco Energylandia (ad un’ora da Cracovia). E’ un modello molto costoso. Alla portata di pochi, ed infatti oltre questo se ne contano soltanto altri due, famosissimi: Silver Star (Europa Park) e Shambhala (Portaventura), prodotti dalla ditta B&M. Entrambi hanno fatto storia in Europa, fino all’arrivo lo scorso anno di Hyperion. E’ lungo 1450 metri, alto 77 metri, presenta una discesa con pendenza di 85° ed 82 metri d’altezza grazie alla presenza di un tunnel sotterraneo con effetto near miss (termine tecnico del settore che sta ad indicare l’impressione di andare a scontrarsi contro un ostacolo nonostante vi siano enormi margini di sicurezza grazie ad un gioco di prospettive), alla fine della quale raggiunge la velocità di 142 km/h. La massima forza G sperimentabile a bordo è di 4,8 G positivi. Novità assoluta per la tipologia è la presenza di un’inversione. Il salto di qualità risulta in definitiva netto, anche per quanto riguarda i momenti di air time (assenza di gravità).

Infine una precisazione su questa tipologia. Grandi, grossi, alti e veloci non devono affatto spaventare. Anzi, più i coaster sono estesi in termini di dimensioni occupate, più risultano fluidi e godibili, non intensi. Invece un coaster compatto solitamente è soggetto a forze G maggiori, e risulta più intenso. Chiaramente ogni prodotto è storia a se, ma la regola generale è questa, mai smentita dalla pratica. Bisogna soltanto superare l’ostacolo psicologico.

Schwur des Kärnan – Hansa Park

Questo roller coaster dal nome tedesco difficilmente pronunciabile è un gioiello raro, anzi unico al mondo. Si trova nel parco tedesco Hansa Park nell’estremo nord della Germania, non lontano da Lubecca. Presenta una lunga serie di unicità e peculiarità che hanno portato il parco che lo ospita da piccolo parco regionale a meta internazionale. Costruito dalla Gerstlauer, presenta un’altezza di 73 metri con discesa inclinata a 90° con velocità di punta pari a 127 km/h. La caratteristica distintiva più grande è il tipo di vagone utilizzato. Non c’è un classico treno lungo da non meno di 24/28 posti, piuttosto uno molto compatto con sole quattro file per un totale di 16 posti. In una montagna russa, il tipo di vagone utilizzato è tutto. L’utilizzo di uno compatto comporta numerosi benefici, in particolare l’agilità, il che consente di realizzare un tracciato dalle figure molto particolari e la tenuta della velocità. L’attrito con i binari e con l’aria è decisamente minore a beneficio dell’intensità che non scema lungo il percorso, anzi con un sapiente sviluppo articolato in altezza è un crescendo di sensazioni forti.

Le sorprese non finiscono qui, ma si estendono anche al comparto scenografico. Ad una importante tematizzazione medioevale di contorno si aggiunge la caratteristica di una salita verticale (e discesa anche) interamente al chiuso dentro una torre. Nessun altro coaster così grande al mondo presenta questa peculiarità, che ha richiesto un impegno economico pari a quello di acquisto del solo roller coaster. Adesso avvisiamo i lettori che non vogliono anticipazioni che seguirà un importante spoiler. Chi non  volesse rovinarsi la prima esperienza è il caso passi adesso al prossimo coaster e salti il paragrafo tra le linee.

In questo coaster sono state inserite due novità mondiali. Solitamente dopo i freni finali il giro finisce. Qui invece dopo i freni finali è presente un’inversione interamente al chiuso totalmente nascosta nel buio. La seconda novità è insospettabile, ed è presente durante la salita. Ad un certo punto la catena viene staccata dall’albero motore ed il treno precipita per decine di metri all’indietro in una caduta controllata, per poi riprendere regolarmente la salita.

Ed è così che questa montagna russa fa la storia, viene premiata, ricordata ed apprezzata.

Wildfire – Kolmården

E’ un Hybrid coaster situato in uno zoo sperduto della Svezia(Kolmården) a 150 km da Stoccolma.

Il suo arrivo è stata una vera e graditissima sorpresa per tutta Europa. Questo genere di modelli stanno avendo, a ragione, un incredibile successo negli USA. Con qualche anno di ritardo, anche nel vecchio continente si comincia a fare sul serio. Nessuno avrebbe mai immaginato che uno zoo si cimentasse in un’impresa di tale portata, eppure lo ha fatto con esito eccellente.

Windfire è alto 56 metri e lungo 1265 metri. Raggiunge una velocità di 115 km/h e presenta tre inversioni. A bordo è possibile inoltre sperimentare una forza fino a 4 G positivi. Il tutto immersi nella splendida cornice di una fitta foresta. In Europa è presente un altro coaster di questa tipologia ma su scala più ridotta

gli scenari tuttavia potrebbero cambiare presto con l’arrivo di Zadra.

Big Thunder Mountain – Disneyland Paris

Si trova a Disneyland Paris. E’ forse il roller coaster più famoso del mondo. Lo stesso concept è presente nel parco californiano, ad Orlando e Tokyo, ma la versione parigina asfalta letteralmente tutte le altre. Essa presenta infatti un percorso di 1500 metri, che ne fa il family coaster più lungo del mondo, nonché quello con la portata oraria maggiore e la scenografia più bella grazie anche alla spettacolare collocazione al centro del lago.

Inaugurato nel 1992 rappresenta un concept talmente perfetto da essere destinato a durare per sempre. Basti pensare che la versione californiana è operativa dal 1979 e da sempre ogni giorno è l’attrazione con più coda. Tra i pregi troviamo anche il design particolarmente intelligente che ne consente la fruizione anche ai bambini a partire da un metro. Insomma, un successo a tutto tondo. Tutte le mode passano, ma Big Thunder Mountain resta e comanda.

Una curiosità: l’attrazione che provate oggi non è quella che è stata costruita per l’inaugurazione. Nel 2013 ha chiuso per ben 14 mesi per una totale ristrutturazione e rifacimento che ha incluso anche la completa sostituzione di treni e binari, un lavoro enorme e con pochissimi precedenti. Quando le attrazioni arrivano a fine vita normalmente vengono smantellate e sostituite con qualcosa che attiri più ospiti. BTM rientra in un ristrettissimo elenco di attrazioni che fanno eccezione.

Smiler – Alton Towers

Si trova ad Alton Towers, un parco sperduto nelle campagne inglesi lontano da qualunque circuito turistico classico delle grandi città. Merita di essere nominato in quanto è il roller coaster con più inversioni al mondo: 14, il tutto in soli 1170 metri e con un’altezza che non supera i 30 metri ed una velocità che si ferma ad 85 km/h. E’ il più compatto del mondo con una superficie occupata di appena 4500 mq. Tutte queste caratteristiche unite lo rendono un prodotto concettualmente azzardato e sorprendente molto bello da guardare dall’esterno. C’è un però. Il record esiste sì, ma c’è il trucco: il coaster non ha una sola salita, bensì due, quindi è come se fossero due roller coaster attaccati. Da un lato questo aiuta a riprendersi dal primo round, dall’altro interrompe un po’ l’esperienza. Qui entrano in gioco i gusti personali nonché la resistenza a questo tipo di attrazioni, per qualcuno è un bene, per altri no. Per quel che mi riguarda, di sensazionale c’è solo la prima impressione e la vista che offre, ma una volta a bordo, risulta un coaster facilmente dimenticabile che si porta dietro delle storie delle quali adesso parleremo.

Curiosità:

  • Il nome potrebbe erroneamente portare ad associazioni con l’allegria ed il sorriso. Il tema del coaster è tuttavia completamente diverso: un sorriso diabolico, rappresentativo di comportamenti psicotici. Una scelta strana, difficilmente comprensibile per il pubblico italiano, ma gli inglesi sono famosi per il loro peculiare senso dell’umorismo.
  • The Smiler è un coaster nato con dei problemi. Se ne sono verificati sei senza conseguenze nel suo primo anno di vita. Bassa velocità e percorso compatto aumentano esponenzialmente il rischio che il coaster possa fermarsi in un punto preciso del tracciato, cosa che è avvenuta ben due volte nei primi mesi di vita e che ha richiesto la revisione dei treni e dei freni, con dei cambiamenti significativi.
  • Il rigidissimo inverno inglese ha causato delle discrepanze micrometriche di un paio di fondazioni per i piloni rispetto al progetto, il che ha portato a tensioni eccessive del binario, fino alla comparsa di lesioni e perfino la rottura di un perno. Il tutto è stato risolto in modo definitivo.
  • Il 2 Giugno 2015 è avvenuto un incidente che tutta l’Europa dei parchi ricorderà per sempre. Lo scontro di due vagoni causato da un errore umano. Un incidente unico nella storia, con una possibilità di verificarsi estremamente bassa e tendente all’impossibile, ma come la probabilità ci insegna il rischio zero non esiste. Due ragazze hanno subito la parziale amputazione delle gambe. L’attrazione è stata chiusa un anno, le presenze di visitatori sono crollate e le perdite nette si sono attestate a 65 milioni di euro. Cifra rivista al ribasso e comunque non definitiva in quanto l’incidente ha avuto ripercussioni anche sui mancati ospiti futuri anche all’interno di altri parchi del gruppo. Ed è da allora che la Merlin Entertainment ha ridotto drasticamente il budget per le nuove attrazioni. Sostanzialmente non si è mai ripresa dalla crisi. Crisi culminata con la recente uscita dalla borsa. Ricordiamo che questo gruppo era anche proprietario di Gardaland.

Taron – Phantasialand

Si trova a Phantasialand,  poco fuori Colonia. Per chi non conoscesse questo parco tematico, il suo nome è sinonimo di altissima qualità ed attrazioni spettacolari, in particolare montagne russe. L’ultimo gioiellino costruito si chiama Taron e si trova in un’area tematica chiamata Klugheim, ovvero un villaggio liberamente ispirato al periodo medioevale.

Si tratta di un launched coaster con due lanci uno più potente dell’altro. L’accelerazione è sempre stata un segreto. Nonostante siano passati quattro anni dalla sua inaugurazione, non è mai stata rivelata. Quello che posso dire per esperienza personale è che l’entità del secondo lancio è notevolissima, identica a quella di una macchina sportiva d’alto calibro intorno ai 2,3 secondi 0-100 km/h e ben superiore ad esempio ad un altro gigante presentato in precedenza: Red Force.

Per quanto riguarda le caratteristiche puramente tecniche è lungo 1320 metri e raggiunge i 117 km/h. Si sviluppa basso a non più di 30 metri relativi, che in realtà sembrano molto meno perché tutto il percorso è ribassato rispetto al livello della strada. Non presenta inversioni, è estremamente fluido e divertente, perfettamente ripetibile. Si distingue inoltre per la tematizzazione spettacolare e per il particolare design del tracciato, il quale non solo è perfettamente intrecciato ed incastrato nel villaggio, ma presenta ben 58 intersezioni, ovvero per 116 volte si vedrà un altro binario sopra o sotto quello nel quale si sta passando.

Curiosità: Phantasialand è uno dei pochi parchi al mondo che ha seri problemi di spazio. Ciò ha portato a creazioni ritenute impossibili per tutta una serie di problematiche tecniche e logistiche. A beneficiarne è l’esperienza complessiva dell’ospite, che si trova di fronte a qualcosa di sempre più affascinante, ma questa è un’altra storia e ne riparleremo.

Grazie a K’Nex è possibile costruire il proprio modellino funzionante di roller coaster in scala ridotta con uno dei numerosi kit.