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Il circo della notte, recensione: storia di magie oscure e figlie del diavolo

Vivono nella notte, si manifestano come se fossero persone comuni in grado di ingannare le persone con qualche trucco apparentemente da quattro soldi, ma c’è dell’altro. La regina della letteratura fantasy americana, Erin Morgenstern, dopo il suo successo con il precedente romanzo Il mare senza stelle, torna negli scaffali delle librerie dal 15 luglio Il circo della notte,  romanzo pubblicato da Fazi Editore che sa colpire e stuzzicare il lettore sin dalla copertina, ben illustrata e accattivante. Ma come ben sappiamo, non si giudica un libro dalla copertina, dunque addentriamoci insieme nella recensione, senza troppe anticipazioni, di questo libro ambientato a cavallo tra il diciannovesimo e ventesimo secolo, tra magie oscure, bambine abbandonate e un segreto dopo l’altro da scoprire.

il circo della notte

Il circo della notte, storia di una “figlia del diavolo”

Appare senza preavviso, all’improvviso. La notizia si diffonde in un lampo, e una folla impaziente già si assiepa davanti ai cancelli, sotto l’insegna in bianco e nero che dice: Le Cirque des Rêves. Apre però solo al crepuscolo e chiude all’aurora. È il circo dei sogni, il luogo dove realtà e illusione si fondono e l’umana fantasia dispiega l’infinito ventaglio delle sue possibilità, il regno di Prospero l’Incantatore, nome d’arte di un tale Hector Bowen che si trova coinvolto nell’addestramento di Celia, sua figlia, a circa sei anni.

Un esercito di appassionati insegue dovunque questo circo per ammirare le sue straordinarie attrazioni: acrobati volanti, contorsioniste, l’albero dei desideri, il giardino di ghiaccio e tanto altro ancora. Ma dietro le quinte di questo spettacolo senza precedenti, due misteriosi rivali ingaggiano la loro partita finale, una magica sfida tra due giovani allievi scelti e addestrati, di cui seguiamo le vicende nel corso del libro, che si snoda di anno in anno, dal 1873 ai primi anni del 1900. Il loro unico scopo è quello di dimostrare una volta per tutte l’inferiorità dell’avversario. Contro ogni attesa e contro ogni regola, i due giovani però si scoprono attratti l’uno dall’altra: l’amore di Marco e Celia è una corrente elettrica che minaccia di travolgere persino il destino, oltre a poter distruggere il delicato equilibrio di forze a cui il circo deve la sua stessa esistenza. Ma quale sarà l’epilogo di questa avventura a tratti dark e horror, ma mai del calibro di Edgar Allan Poe?

Una trama ricca e complessa

La trama de Il circo della notte è composta da diversi filoni narrativa che, almeno nella prima parte, sembrano scollegati tra loro, ma riescono poi a unirsi come affluenti in un unico corso d’acqua, dove la storia principale si focalizza sulle vicende che legano Celia e Marco, in modo particolare sulla sfida a cui li hanno vincolati i loro maestri, Alexander e Prospero, due maghi diversi per natura. L’uno crede che chiunque la possa apprendere con la sola applicazione nello studio, l’altro è convinto che la magia sia un’abilità innata ed ereditaria. Entrambi però, da lungo tempo, si impegnano a preparare degli allievi, affinché si scontrino e si possa decretare il metodo migliore tra i due elencati.

La seconda storia è incentrata su Bailey, un giovane pieno di dubbi sul proprio futuro, ma inspiegabilmente attratto dal Cirque des Rêves. Questa storyline è inizialmente in ombra rispetto alla principale, ma con il prosieguo del romanzo diventa anch’essa fondamentale ai fini della trama, in quanto le storie dei due sfidanti e di Bailey si rincorrono in un continuo climax ascendente, fino a unirsi.

il circo della notte

Non mancano nemmeno dei capitoli dedicati al lettore stesso, consentendo di scoprire più da vicino la realtà del Cirque des Rêves, ma dietro questa storia si cela un narratore del tutto inaspettato, di cui non vi anticipiamo nulla.

Infine, i personaggi risultano sempre descritti a tutto tondo e ben caratterizzati, anche quando si tratta di comprimari e figure meno importanti nella storia. La presenza del circo rende ancora più particolare la narrazione, essendo quasi una entità a sé stante, la somma di tutti coloro che vi si esibiscono e lo visitano. Gli altri elementi più significativi, a livello di narrazione, sono gli inattesi colpi di scena, che caratterizzano soprattutto la seconda metà del romanzo; la tensione che grava sulla sfida tra Celia e Marco, capace di mantenere anche il lettore in uno stato d’ansia; la particolare importanza data ai colori, sempre scelti con l’intenzione di dare un determinato messaggio.

Un romanzo ben curato, anche nella resa grafica

Il circo della notte si presenta diviso in cinque parti, ciascuna introdotta da una breve prefazione, da citazioni d’autore (da Oscar Wilde a Friedrick Thiessen) e da pagine illustrate, con prevalenza di colore nero e delicate stelle che percorrono la pagina, riprendendo l’atmosfera onirica e misteriosa della notte, il principale momento del giorno in cui si svolgono i fatti più importanti e densi del romanzo.

Infine è molto raro imbattersi in un romanzo capace di intrigare al punto di far scordare (o quasi) dubbi e questioni circa dettagli lasciati volutamente in sospeso (una pecca che però, per chi ha memoria, rimane impressa nella mente). Il maggior pregio de Il circo della notte è quello di recuperare date e luoghi precisi, dandoci indicazioni puntuali per orientarci nel tempo e nello spazio, ma al contempo riesce a darci la sensazione di essere ambientato nel mondo dei sogni.

il circo della notte

Proprio per la complessità e il numero elevato di capitoli presenti nel libro, sarebbe stato utile potersi orientare grazie alla presenza di un classico indice, ma questo manca nel volume, dunque dovremo orientarci man mano che procediamo nella lettura per poter recuperare eventualmente un passaggio precedente o successivo.

Oltre a questo piccolo neo però, non abbiamo notato altre imperfezioni o “difetti” della pubblicazione di Fazi Editore, che ci regala un libro curato sia nella grafica, per quanto ripetitiva nella separazione di ogni parte, sia nella traduzione della versione originale, regalandoci oltre cinquecento pagine di narrazione ricca di dettagli, approfondimento degli stati d’animo vissuti dai protagonisti e situazioni mai didascaliche e sempre ben descritte.

Il circo della notte


Il circo della notte conferma l'abilità di Erin Morgenstern nella sua capacità descrittiva, tra personaggi e situazioni, restituendoci un romanzo ricco di suspence, dettagli e mondi onirici davvero stuzzicanti e attraenti per gli amanti del dark fantasy, non disdegnando inoltre una buona quantità di magia. Ottima anche la caratterizzazione grafica dedicata all'introduzione a ciascuna delle cinque parti, ognuna ricca di capitoli con indicazioni spazio-temporali utili al lettore per meglio comprendere l'incedere della narrazione. Un romanzo caldamente consigliato a chi sia alla ricerca di una lettura fresca, accattivante e veloce, nonostante le cinquecento pagine di storia che vi attendono.

Pro

  • buona traduzione dalla versione originale
  • grafiche di copertina e nelle pagine interne curate...

Contro

  • assenza di indice
  • ...ma ridondanti e prive di "variazioni sul tema" da una parte all'altra