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Il compleanno del maestro dell’horror, Edgar Allan Poe

Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte. Non possiamo che cominciare con questa citazione il nostro approfondimento dedicato a uno dei più grandi e influenti scrittori statunitensi della storia, nonché iniziatore del racconto poliziesco, della letteratura dell’orrore e del giallo psicologico, scrivendo anche storie di fantascienza e avventura. Ha anticipato il simbolismo e il “maledettismo”, è stato considerato il primo scrittore alienato d’America ha lottato a lungo contro problemi finanziari e personali, ha abusato di alcolici e in seguito sostanze stupefacenti. Il grande incompreso protagonista è nientepopodimeno che Edgar Allan Poe, nato il 19 gennaio 1809 e che viene ricordato il giorno dei suoi 212 anni. Cosa ricordiamo della sua produzione? Quante opere abbiamo letto e quali invece ci mancano ancora da scoprire?

Come si diventa “Allan Poe”, tra studi abbandonati, debiti e vizi

Edgar Poe nacque a Boston, Massachusetts, il 19 gennaio 1809, come secondogenito dell’attrice inglese Elizabeth Arnold Hopkins Poe e dell’attore David Poe Jr. Edgar potrebbe aver preso il nome da un personaggio dell’opera King Lear di William Shakespeare, che proprio la coppia stava recitando nel 1809. Suo padre però abbandonò la famiglia l’anno successivo, nel 1810, e sua madre morì un anno dopo di tubercolosi polmonare. Poe, rimasto orfano, fu portato nella casa di John Allan, un mercante di successo in quel di Richmond, in Virginia, che commerciava un’ampia varietà di beni, tra cui stoffe, grano, pietre tombali, tabacco e schiavi. Gli Allan servirono come famiglia adottiva e gli diedero il nome di Edgar Allan Poe, anche se non lo adottarono mai formalmente.

La famiglia Allan lo fece battezzare nella Chiesa episcopale nel 1812 e successivamente salparono per il Regno Unito nel 1815, dove Poe frequentò per un breve periodo la scuola di grammatica a Irvine, in Scozia (dove Allan nacque) prima di ricongiungersi alla famiglia a Londra nel 1816. Lì studiò in un collegio a Chelsea fino all’estate del 1817, per poi iscriversi alla scuola del reverendo John Bransby’s Manor House School a Stoke Newington. Nel 1824, l’autore servì come luogotenente della guardia d’onore della gioventù di Richmond mentre la città celebrava la visita del marchese de Lafayette.

Edgar Allan Poe

Nel marzo 1825 morì William Galt, lo zio di Allan e benefattore commerciale. Si diceva essere uno degli uomini più ricchi di Richmond, tanto da lasciare ad Allan diversi acri di proprietà immobiliari. L’eredità fu stimata in 750.000 dollari (equivalente a circa 17.000.000.000 di dollari oggi). Nell’estate del 1825, Allan celebrò la sua grande ricchezza acquistando una casa di mattoni a due piani chiamata Moldavia. Poe continuò gli studi presso l’Università della Virginia nel febbraio 1826 per studiare lingue antiche e moderne. All’epoca, l’università era stata appena inaugurata e basata sugli ideali del suo fondatore, Thomas Jefferson. Aveva regole severe contro il gioco d’azzardo, i cavalli, le armi, il tabacco e l’alcool, ma queste venivano perlopiù ignorate. Jefferson infatti aveva messo in atto un sistema di autogoverno degli studenti, che permetteva loro di scegliere i propri studi, di organizzarsi per l’imbarco e di denunciare alla facoltà tutte le irregolarità commesse. Il sistema però, unico nel suo genere, era ancora nel caos, e c’era un alto tasso di abbandono scolastico.

Durante il suo periodo lì, Poe perse i contatti con Sarah Elmira Royster, la ragazza con cui si era fidanzato prima di entrare in università, e si allontanò anche dal padre adottivo a causa di debiti di gioco. Dal suo punto di vista, Allan non gli aveva dato abbastanza soldi per iscriversi alle lezioni, acquistare testi e vivere decorosamente nel dormitorio, così il padre adottivo inviò altri soldi e vestiti, ma i debiti di Poe aumentarono. Poe rinunciò all’università dopo un anno, ma non si sentì il benvenuto al ritorno a Richmond, soprattutto quando venne a sapere che la Royster aveva sposato un altro uomo, Alexander Shelton. Si recò a Boston nell’aprile del 1827, mantenendosi con diversi lavori come impiegato e scrittore per alcuni giornali, e iniziò a usare lo pseudonimo Henri Le Rennet durante questo periodo.

Vite burrascose e pubblicazioni di insuccesso

Non riuscendo a mantenersi, Poe si arruolò nell’esercito degli Stati Uniti come soldato semplice il 27 maggio 1827, usando il nome Edgar A. Perry. Affermava di avere 22 anni anche se ne aveva 18 e servì per la prima volta a Fort Independence nel porto di Boston per cinque dollari al mese. Nello stesso anno pubblicò il suo primo libro, una raccolta di 40 pagine di poesie dal titolo Tamerlano e altre poesie, di cui furono stampate solo 50 copie, e il libro non ricevette praticamente nessuna attenzione. Il reggimento di Poe fu inviato nel frattempo a Fort Moultrie a Charleston, nella Carolina del Sud, e viaggiò in nave sul brigantino Waltham l’8 novembre 1827. Poe fu promosso ad artigliere, la sua paga mensile fu raddoppiata e servì per due anni raggiungendo il grado di Sergente Maggiore per l’Artiglieria (il grado più alto che un sottufficiale potesse raggiungere). Cercò inoltre di terminare anticipatamente il suo arruolamento di cinque anni e rivelò il suo vero nome e le sue circostanze al suo ufficiale in comando, il tenente Howard, che avrebbe permesso a Poe di essere congedato solo se si fosse riconciliato con Allan.

Edgar Allan Poe

Quest’ultimo però, a fronte di una lettera scritta da Poe, rimase indifferente e passò diversi mesi ignorando le suppliche di Poe; Allan potrebbe non aver scritto a Poe nemmeno per renderlo consapevole della malattia della sua madre adottiva. Frances Allan infatti morì il 28 febbraio 1829 e Poe si recò in visita il giorno dopo la sua sepoltura. Forse ammorbidito dalla morte della moglie, Allan accettò di sostenere il tentativo di Poe di essere congedato per ricevere un appuntamento all’Accademia Militare degli Stati Uniti a West Point, New York. Poe fu finalmente dimesso il 15 aprile 1829, dopo essersi assicurato un sostituto per terminare il suo mandato di arruolato. Prima di entrare a West Point, tornò a Baltimora per un certo periodo di tempo per stare con la zia vedova Maria Clemm, la figlia Virginia Eliza Clemm (cugina di primo grado di Poe), suo fratello Henry e la nonna invalida Elizabeth Cairnes Poe.

Nel settembre di quell’anno Poe ricevette “le primissime parole di incoraggiamento che ricordo di aver sentito” in una recensione delle sue poesie da parte dell’influente critico John Neal, spingendo Poe a dedicare una delle poesie a Neal nel suo secondo libro Al Aaraaf, Tamerlano e Poesie minori, pubblicato a Baltimora nel 1829. Poe si recò a West Point e si iscrisse come cadetto il 1° luglio 1830, e nell’ottobre dello stesso anno sposò la sua seconda moglie Louisa Patterson. Il matrimonio e le aspre liti con Poe per i figli nati da Allan a causa di relazioni extraconiugali portarono il padre adottivo a rinnegare Poe, che decise di lasciare West Point andando di proposito davanti alla corte marziale. L’8 febbraio 1831 fu processato per grave negligenza del dovere e disobbedienza agli ordini per essersi rifiutato di frequentare le formazioni, le lezioni o la chiesa.

Edgar Allan Poe

Poe partì per New York nel febbraio del 1831 e pubblicò un terzo volume di poesie, intitolato semplicemente Poesie. Il libro fu finanziato con l’aiuto dei suoi compagni cadetti di West Point, molti dei quali donarono 75 centesimi alla causa, raccogliendo un totale di 170 dollari. Il volume è stato stampato da Elam Bliss di New York, etichettato come “Seconda edizione”, e con una pagina che diceva: “Al Corpo dei Cadetti degli Stati Uniti questo volume è rispettosamente dedicato“. Il libro ristampò ancora una volta le lunghe poesie “Tamerlano” e “Al Aaraaf“, ma anche sei poesie inedite, tra cui le prime versioni di “To Helen“, “Israfel” e “The City in the Sea“. Poe tornò infine a Baltimora da sua zia, suo fratello e suo cugino nel marzo del 1831, anno in cui morì il fratello.

I matrimoni difficili e i continui cambi di rotta

Dopo la morte del fratello, Poe ha iniziato a tentare più seriamente di iniziare la sua carriera di scrittore, ma ha scelto un periodo difficile nell’editoria americana per farlo. È stato uno dei primi americani a vivere scrivendo da solo ed è stato ostacolato dalla mancanza di una legge internazionale sul copyright. Gli editori americani spesso producevano copie non autorizzate di opere britanniche piuttosto che pagare per nuove opere degli americani e l’industria fu anche particolarmente colpita dal Panico del 1837, una difficile crisi finanziaria. In questo periodo si assistette a un boom di crescita dei periodici americani, alimentato in parte dalle nuove tecnologie, ma molti non durarono oltre pochi numeri. Gli editori spesso si rifiutarono di pagare i loro scrittori o li pagarono molto più tardi di quanto promesso, e Poe ricorse ripetutamente a umilianti richieste di denaro e di altra assistenza.

Dopo i primi tentativi di scrittura di poesie, Poe aveva rivolto la sua attenzione alla prosa, probabilmente basata sulle critiche di John Neal sulla rivista The Yankee. Ha inserito alcuni racconti in una pubblicazione di Philadelphia e ha iniziato a lavorare al suo unico dramma politico. Il Baltimore Saturday Visiter gli assegnò un premio nell’ottobre del 1833 per il suo racconto MS. La storia lo portò all’attenzione di John P. Kennedy, che aiutò Poe a pubblicare alcune delle sue storie e lo presentò a Thomas W. White, editore del Southern Literary Messenger di Richmond. Poe divenne vicedirettore del periodico nell’agosto del 1835, ma White lo dimise nel giro di poche settimane per essersi ubriacato sul lavoro. Poe tornò a Baltimora dove ottenne la licenza di sposare sua cugina Virginia il 22 settembre 1835, ma il matrimonio venne celebrato ufficialmente solo l’anno dopo. Nel 1835 lui aveva 26 anni e lei 13.

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Inoltre riuscì a farsi reintegrare da White dopo aver promesso una buona condotta, e tornò a Richmond con Virginia e sua madre. Rimase al giornale fino al gennaio 1837, periodo durante il quale la sua diffusione passò da 700 a 3.500 numeri. Poe pubblicò inoltre diverse poesie, recensioni di libri, critiche e racconti sul giornale. Il 16 maggio 1836, lui e Virginia tennero una cerimonia di matrimonio presbiteriano nella loro pensione di Richmond, con un testimone che attestava falsamente l’età della Clemm di 21 anni.

Il romanzo di Poe, The Narrative of Arthur Gordon Pym of Nantucket, fu pubblicato e ampiamente recensito nel 1838 e nell’estate del 1839, Poe divenne vicedirettore della rivista Gentleman’s Magazine di Burton. Pubblicò numerosi articoli, racconti e recensioni, rafforzando la sua reputazione di critico incallito che aveva stabilito al Messenger. Sempre nel 1839, la raccolta Tales of the Grotesque and Arabesque fu pubblicata in due volumi, anche se ne ricavò pochi soldi e ricevette recensioni contrastanti. Nel giugno del 1840, Poe pubblicò un prospetto che annunciava la sua intenzione di aprire un proprio giornale chiamato The Stylus, anche se in origine intendeva chiamarlo The Penn. Acquistò gli spazi pubblicitari per il suo prospetto nel numero del 6 giugno 1840 del Saturday Evening Post di Philadelphia: “Prospetto del Penn Magazine, una rivista letteraria mensile che sarà edita e pubblicata nella città di Philadelphia da Edgar A. Poe“. La rivista però non fu mai prodotta prima della morte di Poe.

Poe lasciò il Burton’s dopo circa un anno e trovò un posto come scrittore e co-redattore presso l’allora molto fortunato mensile Graham’s Magazine. Nell’ultimo numero di Graham’s per il 1841, Poe fu tra i cofirmatari di una nota editoriale di celebrazione dell’enorme successo che la rivista aveva ottenuto nell’anno passato:

Forse i redattori di nessuna rivista, né in America né in Europa, si sono mai seduti, alla fine di un anno, a contemplare il progresso del loro lavoro con più soddisfazione di quanto non facciamo noi adesso. Il nostro successo è stato senza precedenti, quasi incredibile. Possiamo affermare senza timore di contraddizioni che nessun periodico ha mai assistito allo stesso incremento in un periodo così breve“.

In questo periodo, Poe cercò di assicurarsi una posizione nell’amministrazione del presidente John Tyler, sostenendo di essere un membro del Whig Party e sperando di essere nominato alla United States Custom House di Philadelphia con l’aiuto del figlio del presidente Tyler, Robert. Lo scrittore però non si presentò a un incontro con Thomas per discutere la nomina a metà settembre 1842, sostenendo di essere stato malato, anche se Thomas credeva che le cause fossero la sua ennesima ubriacatura. A Poe fu promesso un appuntamento, ma tutti i posti furono occupati da altri.

Gli ultimi anni di una “povera anima”

Una sera del gennaio 1842, Virginia mostrò i primi segni di tubercolosi, mentre cantava e suonava il pianoforte, che Poe descrisse come la rottura di un vaso sanguigno nella sua gola. Si riprese solo parzialmente, e il marito cominciò a bere più pesantemente per via dello stress della sua malattia. Lasciò il Graham e cercò di trovare una nuova posizione: tornò a New York dove lavorò brevemente all’Evening Mirror prima di diventare direttore del Broadway Journal, e più tardi suo proprietario. Lì Poe si alienò dagli altri scrittori accusando pubblicamente Henry Wadsworth Longfellow di plagio, anche se Longfellow non rispose mai. Il 29 gennaio 1845, la sua poesia The Raven apparve sull’Evening Mirror e divenne parecchio popolare. Rese Poe famoso quasi istantaneamente, anche se fu pagato solo 9 dollari per la sua pubblicazione: A Whig Journal con lo pseudonimo di Quarles.

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Il Broadway Journal però fallì nel 1846 e Poe si trasferì in un cottage a Fordham, New York, in quello che oggi è il Bronx. Quella casa è ora nota come Edgar Allan Poe Cottage,e lì Poe fece amicizia con i gesuiti del St. John’s College, ora diventata la Fordham University. Virginia morì al cottage il 30 gennaio 1847: i biografi e i critici suggeriscono spesso che il tema frequente di Poe sulla “morte di una bella donna” deriva dalla perdita ripetuta di donne durante la sua vita, compresa la moglie. Una serie di mancanze che lo resero sempre più instabile e non gli concesse di far funzionare nemmeno gli ultimi tentativi di relazione. Ha tentato di corteggiare la poetessa Sarah Helen Whitman che viveva a Providence, nel Rhode Island; il loro fidanzamento fallì, presumibilmente a causa dell’alcolismo e del comportamento irregolare di Poe. L’uomo dunque è tornato a Richmond e ha ripreso la relazione con la sua fidanzata d’infanzia Sarah Elmira Royster, ma il 3 ottobre 1849, Poe fu trovato in delirio per le strade di Baltimora, “in grande difficoltà e bisognoso di assistenza immediata“, secondo Joseph W. Walker, che lo trovò e lo portò al Washington Medical College, dove morì domenica 7 ottobre 1849, alle 5:00 del mattino.

Poe non fu abbastanza coerente e lucido da riuscire a spiegare come si trovò nelle sue terribili condizioni; inoltre indossava abiti che non erano suoi. Si dice che la notte prima della sua morte abbia ripetutamente chiamato il nome “Reynolds”, anche se non è chiaro a chi si riferisse. Alcune fonti dicono che le ultime parole dell’uomo furono: “Dio aiuti la mia povera anima“. Tutte le cartelle cliniche sono andate perdute, compreso il certificato di morte di Poe.

Edgar Allan Poe nella cultura pop

I giornali dell’epoca riportavano la morte di Poe come “congestione del cervello” o “infiammazione cerebrale”, eufemismi comuni per parlare di morte per cause allora disdicevoli come l’alcolismo. Le speculazioni hanno incluso il delirium tremens, le malattie cardiache, l’epilessia, la sifilide, l’infiammazione meningea, il colera e la rabbia. Una teoria del 1872 suggerisce che la morte di Poe sia stata causata dalla cooptazione, una forma di frode elettorale in cui i cittadini sono stati costretti a votare per un determinato candidato, che a volte ha portato alla violenza e persino all’omicidio. Tutto resta avvolto nel mistero, e di certezza rimane solo quello che è stato scritto dall’autore.

Un autore gotico e anticonformista

Le opere di narrativa più conosciute di Poe sono gotiche, aderendo alle convenzioni del genere per attrarre il gusto del pubblico del tempo e dai temi ricorrenti che riguardano da vicino la morte, compresi i suoi segni fisici, gli effetti della decomposizione, le preoccupazioni per la sepoltura prematura, la rianimazione dei morti e il lutto. Molte delle sue opere sono generalmente considerate parte del genere del romanticismo oscuro, una reazione letteraria al trascendentalismo che a Poe non piaceva molto. Egli si riferiva ai seguaci del movimento trascendentale come “Rana-Pondiani”, riferendosi allo stagno al parco Boston Common, e ridicolizzava i loro scritti come “pazzi per metafora”, cadendo nell'”oscurità per amore dell’oscurità” o nel “misticismo per amore del misticismo”.

Poe una volta scrisse in una lettera a Thomas Holley Chivers che non detestava i trascendentalisti, “solo i pretendenti e i sofisti tra loro”. Al di là dell’orrore, Poe ha scritto anche satire, racconti umoristici e bufale. Per suscitare la comicità, ha usato l’ironia e la stravaganza ridicola, spesso nel tentativo di liberare il lettore dal conformismo culturale. Metzengerstein è il primo racconto che Poe è noto per aver pubblicato come prima incursione nell’orrore, ma originariamente era inteso come una satira burlesca sul genere popolare. L’autore ha anche reinventato la fantascienza, introducendo nei suoi scritti le tecnologie emergenti come le mongolfiere in The Balloon-Hoax.

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Poe ha scritto gran parte del suo lavoro utilizzando temi rivolti specificamente ai gusti del mercato di massa: a tal fine, la sua narrativa includeva spesso elementi di pseudoscienze popolari, come la frenologia e la fisionomia. La sua scrittura rifletteva le sue teorie letterarie, che ha presentato nella sua critica e anche in saggi come Il principio poetico. Non gli piaceva il didascalismo e l’allegoria, anche se credeva che il significato in letteratura dovesse essere “un sottofondo appena sotto la superficie”. Le opere con significati evidenti, scriveva, cessano di essere arte. Credeva che l’opera di qualità dovesse essere breve e concentrarsi su un singolo effetto specifico. A tal fine, credeva che lo scrittore dovesse calcolare attentamente ogni sentimento e ogni idea.

Poe descrive il suo metodo scrivendo l’opera sopracitata Il Corvo nel saggio La filosofia della composizione, e sostiene di aver seguito rigorosamente questo metodo. Ci si è chiesto, tuttavia, se abbia davvero seguito questo sistema. T. S. Eliot ha detto: “È difficile per noi leggere quel saggio senza riflettere sul fatto che se Poe avesse tracciato la sua poesia con un tale calcolo, avrebbe potuto fare un po’ più di fatica: il risultato non fa onore al metodo“.

Tra fantasia, media e realtà

Questo autore viene ricordato oggi quasi come un personaggio di fantasia, spesso rappresentando il “genio pazzo” o “artista tormentato” e sfruttando le sue lotte personali. Molte di queste rappresentazioni si fondono anche con i personaggi delle sue storie, suggerendo che lui e i suoi personaggi condividano un fondo di identità. Spesso, le sue rappresentazioni di fantasia utilizzano le sue capacità di risolvere i misteri in romanzi come The Poe Shadow di Matthew Pearl, ma poco rimane fisicamente presente al mondo che ci ricordi la sua eredità, se non le sue opere.

Nessuna casa d’infanzia è ancora esistente, compresa la tenuta della famiglia Allan in Moldavia. La casa più antica di Richmond, la Old Stone House, è ora aperta come museo di Edgar Allan Poe, anche se lui non ha mai vissuto lì. La collezione comprende molti oggetti che l’autore ha usato durante il suo periodo con la famiglia Allan, e presenta anche diverse rare prime stampe di opere di Poe. La 13 West Range è la stanza del dormitorio che si ritiene Poe abbia usato durante gli studi all’Università della Virginia nel 1826; è conservata e disponibile per le visite. La sua manutenzione è ora supervisionata da un gruppo di studenti e personale noto come la Raven Society, in onore di uno dei suoi componimenti più famosi e indicativi di una produzione complessa e dannata, come la sua intera esistenza.

Edgar Allan Poe nella cultura pop

Rimane però la sua notevole influenza in televisione e nel cinema; molti sono adattamenti dell’opera di Poe, altri si limitano a farne riferimento. I Simpson hanno fatto diversi riferimenti alle opere di Poe: l’episodio originale di Treehouse of Horror contiene un segmento in cui James Earl Jones legge la poesia di Poe The Raven, con Homer che interpreta il narratore, Marge che fa una breve apparizione cameo nel ruolo di Lenore e Bart nel ruolo del corvo. La poesia è presentata alla lettera, anche se alcuni versi sono tagliati, e Poe è stato in realtà accreditato come co-sceneggiatore del segmento (insieme a Sam Simon).

O ancora, nell’episodio di South Park Goth Kids 3: Dawn of the Posers, i ragazzi goth e vampiri hanno convocato il fantasma di Edgar Allan Poe (che nell’episodio è ritratto come un goth) per aiutare a fermare l’invasione emotiva, mentre nell’episodio di SpongeBob Squeaky Boots, la famosa spugna gialla riceve un paio di fastidiosi stivali che scricchiolano, ma Mr. Krubs glieli ruba e li nasconde sotto le assi del pavimento del Krusty Krab. L’episodio fa riferimento al racconto breve di Poe The Tell-Tale Heart. Un riferimento come tanti altri che hanno costellato film e serie TV, tra progetti che hanno visto la luce e altri rimasti più nell’ombra, come la serie TV del 1995 di Edgar Allan Poe Tales of Mystery & Imagination, o come l’animo stesso di Edgar.

Recuperiamo insieme l’opera Obscura. Tutti i racconti dedicata a Poe e in italiano.