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Lucca Changes: Leo Ortolani racconta la sua esperienza durante la pandemia

La prima giornata di Lucca Changes si è chiusa con un’intervista al famoso Leo Ortolani, autore storico di Rat-Man, tenuta da un altro famoso fumettista, Roberto Recchioni, che quest’anno collabora in prima persona alla realizzazione di quest’edizione di Lucca Comics & Games. Ortolani, come molti sanno, è sceso in prima linea durante lo scorso lockdown, proponendo sui suoi social una striscia al giorno per ironizzare e aiutare la gente a distrarsi un minimo dalla drammatica situazione. Le strisce sono poi state raccolte dall’editore Feltrinelli in un libro chiamato Andrà tutto bene uscito lo scorso luglio.

Proprio da quest’argomento è iniziata la conferenza, sottolineando il fatto che l’autore ha ricominciato da pochi giorni a pubblicare delle nuove vignette, sempre a tema pandemia, dove spesso è presente Covidio, la versione parodistica del virus del Covid. Ortolani ha raccontato di come ha vissuto e di come continua a vivere l’esperienza della pandemia, e di come il suo disegnare queste vignette sia anche un modo per esorcizzare l’ansia derivata da questa situazione. L’ironia delle vignette di Ortolani è stata apprezzata da tutti senza nessuna polemica nonostante i temi trattati, come Recchioni ha fatto notare; il motivo, su cui concordano entrambi gli autori, è che Ortolani scherzava su fatti che lo coinvolgono in prima persona, ponendosi allo stesso livello del pubblico che lo legge.

Oltre a ciò si è anche parlato del suo futuro lavorativo. Dopo Bedelia, appena uscito per Bao Publishing, ora Ortolani si sta concentrando su una nuova storia a tema spaghetti western che uscirà per Panini nel 2021. Ha anche anticipato di stare lavorando a un nuovo volume di divulgazione scientifica, specificando però, soltanto nelle vesti di illustratore. La passione per lo spazio e per la scienza è un altro argomento molto legato all’artista di Rat-Man: negli anni scorsi infatti sono arrivati ben due volumi su questo tema che coinvolgevano due importanti astronauti come Paolo Nespoli in C’è spazio per tutti (Panini) e Luca Parmitano in Luna 2069 (Feltrinelli Comics). La passione per quest’argomento, ha rivelato, è nata da alcune grandi saghe fantascientifiche come Spazio 1999 e Star Trek, senza dimenticare capolavori del cinema come 2001: Odissea nello spazio di Kubrick.

Parlando spesso della sua famiglia, Recchioni ha chiesto all’autore se vedremo mai un seguito di Due figlie ed altri animali feroci, uscito lo scorso anno in una nuova edizione per Bao Publishing, con dei possibili racconti su com’è vivere con due figlie adolescenti. Al momento l’intenzione non c’è, rivela l’artista, per via di molti altri impegni lavorativi e anche familiari per l’appunto. Non è esclusa comunque la possibilità che in un futuro prossimo possa arrivare una nuova storia.

I due autori hanno poi discusso di come lo stile di disegno di Ortolani sia cambiato ed evoluto nel corso del tempo, con il creatore di Rat-Man che ha fatto sapere di preferire ancora i metodi tradizionali a quelli più moderni fatti tramite strumenti digitali, dato che al momento non è ancora molto pratico nel loro utilizzo. Ortolani ha poi risposto di continuare ad amare il personaggio di Rat-Man e la dimostrazione è che non lo ha mai abbandonato dopo la conclusione della sua opera magna conclusasi nel 2017. Ha poi aggiunto  che sicuramente in futuro lo vedremo ricomparire come ha sempre fatto finora.

In conclusione alla domanda di Recchioni, se saprebbe scegliere una sola storia da portare con sé in assoluto, Ortolani ha risposto di non saper scegliere con facilità. Probabilmente rivela che sarebbe Rat-Man, ma nel suo complesso e non prendendo una parte specifica, perché rappresenta un po’ la sua storia con il fumetto.

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