Giochi in scatola

Modern Art – Il classico boardgame d’aste ritorna in forze

Il mondo del Mercato dell’arte è spietato, basti guardare tutte quelle situazioni in cui le autorità del settore si ritrovano ad autenticare a cuor leggero dei falsi in modo da far felici fondazioni o collezionisti spietati. Il Modern Art di Reiner Knizia ha sempre canzonato, non senza un tocco di cinismo, queste dinamiche finanziarie, portando avanti un discorso che recentemente è stato accolto da CMON, azienda che ne ha rimaneggiato le estetiche in un’edizione completamente rinnovata che è giunta anche in Italia grazie ad Asmodee.

Modern Art – Ambientazione

Da 3 a 5 giocatori interpretano ruoli dirigenziali in altrettanti musei moderni d’altissimo profilo. Ufficialmente non viene fornito alcun nome di istituzioni o luoghi di interesse riconducibili alle illustrazioni presentate, tuttavia i riferimenti sono palesi e non è affatto difficile identificare gli archetipi come il Guggenheim Museum di New York, il TATE di Londra, il MASP di San Paolo, il Centro Pompidou di Parigi e il Reina Sofia di Madrid. Ai fini del gioco si tratta di una distinzione puramente estetica, la quale sfocia però verso una dimensione “ruolistica”, soprattutto se i partecipanti alla partita hanno effettivamente avuto modo di visitare personalmente alcuni dei palazzi in questione.

Un’immedesimazione profonda utile anche ai fini della giocabilità, visto che i “direttori” dovranno manipolare spietatamente il Mercato dell’arte per portare risorse finanziarie nelle proprie casse. Esatto, non vince chi ha la collezione migliore o un vasto archivio, vince chi ha accumulato più soldi e le tele messe all’asta non sono altro che un mezzo con cui raggiungere il dominio economico.

Il setup

Ogni giocatore riceve uno “schermo museo” dietro al quale nasconde i 100.000 dollari che rappresentano il suo budget d’acquisto di inizio partita, quindi ogni stabilimento riceve un numero di “carte dipinto” che varia a seconda del numero di giocatori in campo. In bella vista viene disposto il tabellone di gioco che indica, a partire dal secondo round, le quotazione dei cinque artisti di cui ci si contende la conquista.

Il giocatore più giovane prende possesso del martelletto d’asta e si è pronti a giocare.

Le regole

A turno, i giocatori mettono all’asta una delle carte dipinto che conservano nei loro magazzini. L’obiettivo è quello di farne salire le quotazioni e ottenerne profitto, per farlo ogni strategia è legittima, anche al costo di investirvi sopra i propri soldi, anche perché l’acquisto del quadro si traduce in ogni caso nella sua esposizione. Chi vince l’asta, insomma, lo mette in mostra nel proprio spazio, stendendo la carta davanti allo schermo museo.

Esistono cinque diversi tipi di aste ognuna ben segnalata dalla carta giocata e ognuna caratterizzata da peculiarità specifiche che possono imporre strategie commerciali e strategiche profondamente variegate. Di fatto, nel giocare la propria mano si finisce con lo scegliere una carta che combini autore e sistema d’asta che possano assecondare i propri obiettivi personali.
Una volta che viene messo all’asta il quinto dipinto di uno stesso artista, il round termina e vengono assegnate le quotazioni in base alla popolarità delle opere. Ogni quadro esposto in un museo deve quindi essere rivenduto per una cifra che spazia dai 30.000 dollari al nulla, a seconda di quanto sia alta la considerazione del Mercato nei confronti di un determinato autore.

Importante notare che le quotazioni dei vari round si stratifichino nel tempo, facendo crescere non poco il valore economico delle singole opere d’arte. Una volta concluso il quarto round, il gioco termina e si scopre chi sia riuscito a ottimizzare i propri atti speculativi.

Informazioni più approfondite sulle regole le potete trovare consultando il manuale digitale messo pubblicamente a disposizione di Asmodee. Come al solito lodiamo il distributore italiano per aver concesso libero accesso al file: si tratta di una pratica che sta diventando progressivamente comune, tuttavia non è mai scontata ed è sempre molto utile.

Materiali

Modern Art si presenta con ottimi segnalini di cartoncino spesso, degli schermi museo funzionali e carte dipinto facilmente leggibili e discretamente resistenti. Il prodotto è in linea con il suo prezzo di vendita e  viene presentato con un martelletto in legno che risulta centrale nelle dinamiche di gioco e rende le partite molto più dinamiche ed effervescenti. Consigliamo come sempre l’uso di bustine protettive per le carte per evitare ogni possibile problema di logoramento.

Come bonus aggiuntivo, il manuale cartaceo contiene un breve protfolio dei creativi che hanno prestato il loro talento al gioco. Un’accortezza interessante e in linea con l’impostazione del titolo.

Moderm Vs Contemporary

Apriamo qui una piccola parentesi per rimarcare un elemento importante: il titolo non ha alcun interesse nel portare avanti un discorso sul cosa sia l’“arte” o sul come attestare la qualità di un’opera. Tutto è incentrato sul canzonare le dinamiche del mercato e, indirettamente, sul prendere in giro il capitalismo speculativo. Un punto che dovrebbe essere chiaro, tuttavia abbiamo notato che alcuni giocatori si ostinano fino alla fine a puntare sul consolidamento di esposizioni d’arte di qualità, arrivando al punto di salassarsi pur di ottenere intere collezioni. Un atteggiamento che tendenzialmente si ribilancia comunque non appena si comprendono appieno le dinamiche di vittoria.

Un simile distacco è dimostrato anche da un chiaro fraintendimento terminologico presente nel titolo, ovvero nel fatto che opere “contemporanee” vengano etichettate come “moderne”. Non solo, nel ripubblicare Modern Art, CMON ha deciso di delegare la creazione della grafica delle carte a cinque diversi illustratori, il che va a scoperchiare a sua volta un lungo e inconcludente dibattito sul fatto se sia lecito o meno considerare il mondo delle illustrazioni al pari di quello delle “arti belle”.

Queste riflessioni non vanno in alcun modo ad alterare la qualità del gioco stesso, tuttavia notiamo come si sia persa l’occasione per ibridare ludica e educazione proponendo una selezione di veri quadri moderni. Da Willem de Kooning a Arshile Gorky, le possibilità sarebbero state gigantesche.

Gioco adatto a…

L’originale Modern Art è una delle creazioni più note e primordiali del pluripremiato game designer tedesco Reiner Knizia, celebre perlopiù per i suoi Tigri e Eufrate e Alta Società, nonché per la sua propensione a quei titoli “german” in cui logica e strategia hanno un ruolo dominante. Considerando il contesto, dunque, questo titolo dedicato al mercato dell’arte si dimostra straordinariamente accessibile e versatile, alla portata di tutti.

Può invero essere giocato con spirito competitivo e logico, ma da il meglio di sé quando vissuto al pari di un frenetico party game. CMON, dal canto suo, fomenta nel manuale proprio questo approccio, suggerendo un uso pratico del martelletto da battitore e un’interpretazione scenografica dei meccanismi delle aste.

Conclusioni

Modern Art è chiaramente una di quelle “trappole” con cui i giocatori navigati finiscono con l’inglobare nel proprio mondo tutti coloro che sono abituati a giocare solamente a Monopoly e a Cards against humanity, una dimensione che ha i suoi pregi, ma anche qualche difetto.

Il titolo si presta in maniera graziosa a qualche partita occasionale, tuttavia non è uno di quei prodotti che attanaglia in infiniti rematch: risulta “intricato” per i giocatori in ricerca di un semplice svago e sin troppo immediato per coloro che vogliono puntare sulla strategia. Si tratta di un gioco che vive in un universo mediano che certamente può offrire un godibilissimo punto di contatto tra le parti. Fa da ponte e lo fa competentemente, divertendo e senza mai appesantire. Per un’esperienza più profonda, sempre di Knizia, è consigliabile puntare piuttosto su Ra.

Modern Art


Se avete voglia di una serata conviviale e ludica che si elevi al di sopra del Trivial Pursuit, Modern Art potrebbe rispondere alle vostre necessità. Le regole si spiegano in un attimo e, nel giro di un round, anche i neofiti le avranno afferrate pienamente. Aggiungeteci un po' di manierismo "ruolistico", giusto per fare scena, e vi passerete un'oretta e mezza stracolma di simpatia.

Pro

  • Un buon equilibrio tra party game e gioco da tavolo
  • Economico
  • Poche regole

Contro

  • Non particolarmente profondo
  • Non ci si gioca in meno di tre