Cinema e Serie TV

Recensione Gotham, la serie TV di Batman

firma horrorbakery

Si è da poco conclusa negli Stati Uniti la prima stagione di Gotham, la serie TV che racconta le peripezie di un giovane Jim Gordon in una Gotham soggiogata dal crimine organizzato prima dell'avvento del Cavaliere Oscuro. Creata da Bruno Heller, già autore di The Mentalist, la serie poliziesca ambientata nell'affascinante universo di Batman aveva un ottimo potenziale.

 

Noi avevamo inizialmente sperato in un prodotto che fosse vicino alla serie a fumetti Gotham Central come atmosfere e maturità; quest'idea ci aveva letteralmente elettrizzati e mai avremmo potuto immaginare la delusione che Gotham ci avrebbe procurato.

Il punto più debole che si riscontra fin dai primi episodi è lo spessore dei personaggi, aspetto che nei fumetti è invece uno dei maggiori punti di forza. Gran parte dei mostri sacri della continuity del Cavaliere Oscuro risulta completamente snaturata e il piattume regna sovrano a cominciare dal protagonista, il monoespressivo Jim Gordon interpretato da Benjamin McKenzie, che in The O.C. abbiamo visto nel ruolo di Ryan.

Anche la superficialità con cui sono resi il piccolo Bruce Wayne e il suo Rambo Alfred lascia davvero perplessi ma tra i comprimari di Gordon il peggiore è senz'altro Barbara, un personaggio scialbo degno di una soap come Beautiful.

Gotham Personaggi 2

Per quanto riguarda i villain, solo Joel Schumacher con Batman Forever e Batman & Robin era riuscito a fare di peggio. È incredibile come questa serie riesca a trasformare personaggi del calibro del Pinguino, l'Enigmista, Cappuccio Rosso e Selina Kyle in un carrozzone di pagliacci; soprattutto la new entry Fish Mooney più che una pericolosa criminale sembra una macchietta.

Questo è colpa non solo della caratterizzazione inconsistente ma anche di una recitazione caricaturale.

Fortunatamente qualcosa che si salva da questo punto di vista c'è: i boss Carmine Falcone e Sal Maroni sono ben interpretati da John Doman e David Zayas, lo stesso vale per la fugace apparizione di un ghignante Cameron Monaghan, giovane e promettente volto che abbiamo già apprezzato nell'ottima serie Shameless.

Best Actor Gotham

Purtroppo, questo manipolo di bravi attori non può salvare Gotham dal baratro, dal momento che per ventidue episodi la struttura si ripete con lo stampino nella totale mancanza di ritmo: abbiamo l'anonimo cattivone di turno che sembra mettere in pericolo la città e una velocissima catena di eventi che conclude tutto in quattro e quattr'otto.

Ogni puntata è un susseguirsi di situazioni al limite del ridicolo la cui leggerezza risulterebbe paradossale anche in un episodio dei Power Rangers.

Concludiamo ponendo attenzione su un ultimo aspetto: la Gotham del titolo, che dovrebbe essere protagonista, è una qualunque metropoli americana senza alcuna personalità. In poche parole, noi non siamo riusciti a trovare quasi niente di buono in questo prodotto indifendibile.