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Sherlock Holmes – Prima con Delitto: la recensione del librogame


Sherlock Holmes – Prima con Delitto
Genere
Giallo
Formato
Copertina flessibile
Autore
Alberto Orsini
Editore
Watson Edizioni
Collana
GAMEBOOK

Sherlock Holmes – Prima con Delitto è il secondo librogame edito da Watson Edizioni. La casa editrice sembra aver preso gusto a proporre librogame ambientati nella Londra Vittoriana, poiché dopo Jekyll e Hyde abbiamo ora a che fare con il detective per eccellenza, Sherlock Holmes.
Scritto da Alberto Orsini, il volume è accompagnato dalle illustrazioni interne di Pietro Rotelli e dalla copertina di Vincenzo Pratticò.
Su quest’ultima spicca, oltre ai chiaramente riconoscibili Holmes e Watson, anche un’avvenente ragazza, nient’altro che Rebecca Hurley, il personaggio che interpreteremo. Va infatti chiarito che, a discapito del titolo, il protagonista di questo librogame non è Sherlock Holmes in persona. Come si legge in quarta di copertina, del resto, in questo romanzo investigativo “LA protagonista sei tu”.

L’erede spirituale degli Sherlock Holmes Solo Mysteries

Il volume si apre con l’ottima prefazione di Francesco Di Lazzaro, dove si legge che Sherlock Holmes – Prima con Delitto è un esplicito omaggio alla serie Sherlock Holmes Solo Mysteries della ICE, edita in Italia dalla EL con il semplice titolo Sherlock Holmes.
Il librogame, infatti, attinge a piene mani da quest’ultima, sin dall’introduzione, che i più esperti e nostalgici lettori di librogame riconosceranno senza dubbio: “Tra le nebbie della Londra vittoriana, al tavolo di un pub, nella confortevole atmosfera dei salotti più esclusivi, nei sordidi bassifondi sulle rive del Tamigi, dietro il fumo azzurrognolo della pipa spunta un profilo inconfondibile: Sherlock Holmes!”. L’avete riconosciuta? E’ proprio la quarta di copertina della storica serie EL.
A discapito del titolo, negli Sherlock Holmes Solo Mysteries il personaggio giocante non è Sherlock Holmes, né tanto meno il Dottor John Watson. Il lettore interpreta quindi un personaggio terzo, vuoi il cugino di Watson, un detective in erba, o qualcun’altro coinvolto direttamente nel caso in questione. Holmes e Watson svolgono invece, di volta in volta, il ruolo di mentori e consulenti del protagonista.
Anche in Prima con Delitto, tale tradizione viene mantenuta. Protagonista della storia è infatti la giovane Rebecca Hurley, niente meno che la sorella di James Hurley, cugino del Dottor Watson e protagonista del primo e sesto episodio dei Solo Mysteries.
Tale scelta potrebbe fare storcere il naso a chi si aspettava di interpretare il famoso detective di Baker Street, ma viene giustificata con il fatto che le abilità di Sherlock Holmes sono superiori a quelle di un uomo (o una donna) comune e che sarebbe stato quasi impossibile rispecchiare tali capacità in un librogame, senza renderlo sbilanciato in favore di Holmes.

Sherlock Holmes - Prima con Delitto

Rebecca Hurley, consulente investigativa

Come anticipato, il personaggio che interpreteremo è Rebecca Grace Hurley, giovane cugina di Watson e sorella di James Hurley. Nata a Londra, Rebecca è però cresciuta negli Stati Uniti, dove ha seguito una brillante carriera accademica. La donna è, infatti, assistente alla cattedra di Psicologia Forense all’Università di Washington.
Tale qualifica, non comune per una donna nemmeno negli Stati Uniti, è ancora meno usuale nella vecchia Londra. Nel periodo in cui è ambientato il librogame, infatti, le donne venivano (ancora?) considerate cittadini di seconda classe, a cui veniva relegato un ruolo del tutto secondario nella società e a cui numerose professioni venivano semplicemente proibite. Non a caso, il movimento delle suffragette era attivo nel Regno Unito proprio in quel tempo, anche se avrebbero dovuto aspettare ancora numerosi anni prima di vedere i primi risultati della loro azione.
L’atmosfera maschilista e restia ai cambiamenti è resa efficacemente dall’autore; più volte, infatti, gli interlocutori di Rebecca Hurley si dimostrano reticenti a comportarsi con lei come farebbero con il cugino Watson o l’amico Holmes, spesso dimostrando scarso rispetto o aperta ostilità nei suoi confronti.
L’autore ha quindi deciso di inserire un elemento di novità nella storia di Sherlock Holmes, e in un certo senso anche nel mondo dei librogame, dato che in entrambi i casi i protagonisti di sesso femminile sono davvero pochi.
Anche se viene ben percepito quell’alone di discriminazione e la condizione di cittadini di serie B imposta alle donne del periodo, fortunatamente tale “svantaggio” non si trasmette anche nel gameplay del volume. E’ piuttosto curioso (e sconcertante) anche rendersi conto che, nonostante siano passati più di cento anni dal periodo storico in cui è ambientato il romanzo, sia ancora presente – più o meno forte – lo stigma sociale nei confronti delle donne che viene ahimè ben evidenziato da alcuni dei personaggi di Prima con Delitto.

Il regolamento con dado

Anche il regolamento di Prima con Delitto attinge a piene mani dai Solo Mysteries, mantenendo gli aspetti positivi e giustamente emendandone quelli negativi.
Innanzitutto, niente punti vita o simili: non è infatti possibile terminare prematuramente la partita a causa della “morte” del personaggio, bensì solamente quando la pista si è raffreddata troppo, impedendoci di risolvere il caso che stiamo seguendo.
Nei Solo Mysteries, il nostro personaggio possedeva ben sei qualità, tradotte come Abilità, Astuzia, Intuito, Osservazione, Carisma e Cultura.
In Prima con Delitto tali abilità vengono ridotte e razionalizzate. Rebecca dispone infatti di quattro qualità: Prontezza (comprende allenamento, destrezza, forza d’animo, combattività e capacità di difendersi), Scaltrezza (comprende sensibilità, perspicacia, inganno, travestimento e adattamento sociale), Analisi (comprende osservazione, colpo d’occhio, memoria visiva, percezione sensoriale ed empatia) e Conoscenza (comprende cultura, istruzione, nozioni scientifiche, avvenimenti storici e contemporanei).
I Solo Mysteries, tuttavia, presentavano un grosso problema di regolamento: il giocatore disponeva infatti di 6 punti da assegnare a piacimento alle rispettive caratteristiche, ma con il caveat che una caratteristica a cui non venisse assegnato alcun punteggio avrebbe inspiegabilmente sofferto di un malus di ben due punti alle relative prove. Si può quindi facilmente capire come, di fatto, tale assurda regola stroncasse ogni personalizzazione del personaggio, in quanto il lettore, onde evitare un quasi sicuro fallimento nelle prove riguardanti la caratteristica “incriminata”, si vedeva costretto ad assegnare un punto a ogni caratteristica.

Sherlock Holmes - Prima con Delitto

Tale egregia svista è stata giustamente risolta in Prima con Delitto. Rebecca dispone di sette punti che possono essere assegnati a nostro piacimento alle sue quattro qualità, con il solo limite che ognuna di esse non può avere più di 3 punti. In caso si decida di non assegnare alcun punto a una qualità, non si subirà alcun malus: semplicemente, in quel caso non verrà aggiunto alcun bonus al lancio del dado.
Il lancio del dado, infatti, sarà necessario per superare le “prove” a cui andremo in contro nella lettura. Al contrario di quanto accadeva nei Solo Mysteries, un unico dado da sei facce sarà sufficiente. Effettuare una prova è molto facile: basterà lanciare il dado, aggiungere al risultato l’eventuale bonus della qualità chiamata in causa e confrontarlo con il risultato richiesto dalla prova.
E’ presente anche un equipaggiamento, in grado di contenere ben undici oggetti.
Infine, completano il regolamento gli Indizi, le Decisioni e le Deduzioni, generosamente separate in Prima e Seconda parte, dato che affronteremo ben due casi.
A volte ci verrà espressamente richiesto se abbiamo acquisito un dato Indizio o se abbiamo raggiunto una data Deduzione, in altre situazioni invece toccherà a noi vagliare attentamente le informazioni in nostro possesso per seguire il filo logico della vicenda. In altri momenti ancora, potremmo avere ottenuto Indizi fuorvianti o anche Deduzioni sbagliate, che non faranno altro che portarci fuori strada!
La risoluzione dei due casi, pertanto, non potrà essere raggiunta con un noncurante accumulo di Indizi e Deduzioni, ma al contrario il lettore dovrà sempre mantenere lucido il proprio pensiero, setacciando ogni informazione ottenuta e valutare quali possano essere utili e quali no.

… e il regolamento senza dado

Tuttavia, dato che alcuni Indizi e Deduzioni richiedono, per essere ottenuti, il superamento di una prova, potrebbe verificarsi un fastidioso e frustrante scollamento fra personaggio e lettore. Quest’ultimo, infatti, potrebbe bene rendersi conto dell’esistenza di un Indizio, ma in ogni caso potrebbe non riuscire ad “appropriarsene” a causa di un fallimento nella prova richiesta. In questo modo, avremmo un lettore che ha ricostruito un tassello dell’enigma, ma che non ha potuto, a causa di uno sfortunato lancio di dadi, “trasferire” tale conoscenza anche a Rebecca.
Proprio per chi, invece, preferisce fare affidamento esclusivamente sulle proprie capacità deduttive e ridurre del tutto il ruolo del caso nell’investigazione, l’autore ha pensato bene di introdurre anche un regolamento semplificato (cosa sempre più comune nel mondo dei librogame, in cui gli autori si dimostrano più attenti alle esigenze di un pubblico che potrebbe non essere smaliziato quanto loro).
Se sceglieremo di giocare con questo sistema, eviteremo infatti di lanciare il dado per superare le varie prove, comportandoci automaticamente come se avessimo avuto successo. In questo modo, ogni Indizio e Deduzione sarà alla portata unicamente della nostra attenzione, del nostro intuito e della nostra capacità analitica.

I casi

In quest’avventura, saremo chiamati a risolvere non uno, bensì due casi, come esattamente accaduto a nostro fratello James.
Rebecca sta viaggiando con il cugino Watson sul treno che sta portando i due a Londra, dopo una vacanza in Francia, a Lione. All’improvviso, il treno attraversa una galleria, piombando nel buio più assoluto. Un grido di donna squarcia l’aria e, quando la luce del giorno torna nel vagone, si scopre che una passeggera è stata derubata di un prezioso monile. Subito il capotreno cerca di rimediare alla situazione, confinando i passeggeri sul vagone e cercando di scoprire il colpevole; le rimostranze, tuttavia, non tardano a farsi sentire.
Interviene quindi Watson, conosciuto come il compagno di avventure di Sherlock Holmes, il quale ci ritiene in grado di compiere un’indagine ufficiosa e di risolvere il caso prima dell’arrivo alla stazione. Dopo aver faticato non poco a far accettare che una donna possa effettuare un simile compito, dovremo procedere all’ispezione del vagone e all’interrogatorio dei passeggeri: tuttavia, manca davvero poco all’ingresso del treno in stazione, pertanto le nostre azioni saranno contate e non dovremo perdere tempo.
In ogni caso, che si riesca o meno a scoprire il colpevole e a recuperare la refurtiva, potremo continuare la lettura e procedere con il secondo caso.

Sherlock Holmes - Prima con Delitto

La sera stessa del nostro arrivo a Londra, è prevista alla Royal Opera House la prima de La Bohème di Puccini, alla quale partecipiamo in compagnia di Watson e Holmes. Al nostro arrivo a teatro, tuttavia, notiamo un imponente dispiegamento di forze di polizia. Veniamo così a sapere che la Regina Vittoria ha deciso senza preavviso di lasciare Buckingham Palace e di recarsi ad assistere alla prima de La Bohème, costringendo Scotland Yard a organizzare in fretta e furia un perimetro difensivo e a disporre i propri agenti dentro e fuori il teatro, onde evitare un possibile attentato ai danni della regina.
Nonostante la ferrea sorveglianza, pochi minuti dopo l’inizio dello spettacolo, Holmes e Watson vengono presto contattati dalla polizia. Dopo averli seguiti, scopriremo che nel teatro è stato commesso un efferato delitto, e che c’è il forte sospetto che non sarà l’unico a venire commesso quella sera.
Data la nostra esperienza e la necessità di seguire contemporaneamente due diverse investigazioni, saremo chiamati ad aiutare Sherlock e la polizia a sventare i piani criminali di chi si nasconde nel teatro.

Il gameplay nel dettaglio

Come visto, Prima con Delitto si compone di due casi. Nel primo, dato che ci troviamo su un treno, l’azione è ridotta al minimo e quasi tutto è lasciato alla nostra capacità deduttiva e di analisi.
Nel secondo caso, invece, l’azione non manca: non sarà quindi un caso che potrà essere risolto tranquillamente “in poltrona”, come spesso riesce a fare Sherlock Holmes nei racconti di Doyle.
La difficoltà risulta essere ben equilibrata: i numeri richiesti dai lanci di dado non sono troppo alti, non ci sono troppe piste errate o indizi ingannevoli e le indagini seguono un filo logico sensato.
Se non riusciremo a risolvere da soli uno dei due casi, potremo affidarci a Sherlock Holmes, il quale svelerà prontamente la soluzione: non c’è bisogno di dire che, ovviamente, così facendo si perde tutto il gusto di scoprire da sé i misteri nascosti tra le pagine di Prima con Delitto. Tuttavia, è bene aver dato modo di conoscere la soluzione anche a chi dovesse faticare a scoprirla da solo. Quest’ultima evenienza, come detto, dovrebbe verificarsi di rado, dato che non dovrebbero volerci più di due o tre tentativi per risolvere il librogame: è, anzi, pienamente fattibile riuscirci al primo colpo.
Il maggiore rischio di un librogame simile è che, una volta risolto il caso presentato, venga meno lo stimolo di rigiocare l’avventura, ritenendo non ci sia nient’altro da scoprire. L’autore ha sapientemente fatto in modo che chi voglia vivere l’esperienza completa di tutto quello che Prima con Delitto ha da offrire, non possa limitarsi a una sola lettura. L’indagine del secondo caso, infatti, si biforca in almeno due diverse occasioni. Potremmo infatti essere dapprima chiamati a scegliere su quale crimine indagare, nonché, una volta scoperto il colpevole, dovremo decidere come affrontarlo. In questo modo, anche se avremo raggiunto con successo il finale della storia, avremo uno stimolo nel voler provare l’opzione non scelta la prima volta, garantendo una (seppure limitata) rigiocabilità al librogame.

Sherlock Holmes - Prima con Delitto

Sono poi disseminati nel testo numerosi enigmi testuali, come giochi di logica o la decifrazione di un codice misterioso: anche questi si rivelano risolvibili con attenzione ai dettagli e qualche ragionamento, senza diventare mai frustranti.
Come accade in Fresco di Stampa (con il quale Prima con Delitto condivide il coautore Orsini), anche le descrizioni dei personaggi e degli ambienti potrebbero essere vitali per la risoluzione dei casi. Un capo di vestiario, un colore, una sigla o un numero letti in un paragrafo quasi di sfuggita potrebbero invece rivelarsi fondamentali per seguire una pista o escludere subito alcune alternative, scelte che potremmo rischiare invece di compiere alla cieca. Dovremo fare nostra, quindi, l’innata capacità deduttiva di Sherlock Holmes, che si basa sui più insignificanti dettagli. Non c’è bisogno di spaventarsi, tuttavia. Esattamente come in Fresco di Stampa, non c’è alcun abuso di questo strumento e appuntarsi le informazioni che ci appaiono importanti non dovrebbe essere troppo difficile, specialmente per gli appassionati di gialli.
Un altro aspetto fondamentale del librogame è che anche alcune delle illustrazioni a piena pagina che accompagnano il libro presentano degli indizi. Prima di rendercene conto, alcune scelte potrebbero apparire del tutto arbitrarie, ma basterà osservare con molta attenzione l’illustrazione che accompagna il paragrafo per individuare un particolare (spesso davvero piccolo) che renderà molto più chiara l’alternativa corretta.
Infine, nel testo sono presenti diversi riferimenti e camei di personaggi sia delle opere di Doyle sia dei Solo Mysteries. Vengono, ad esempio, spesso citati i Dinamitardi (dall’omonimo quinto libro della serie EL) e tra i passeggeri del treno è presente un ben noto baronetto appena rientrato dall’estero. Riconoscere queste citazioni non potrà che far piacere agli appassionati di Sherlock Holmes.

Conclusioni

Facendo mente locale per un attimo, viene quasi da chiedersi come mai i librogame investigativi non siano il genere predominante (sebbene negli anni ne siano stati pubblicati diversi). Del resto, tra tutti i generi di narrativa, non è forse quello giallo che meglio si presta a essere “trasformato” in un gioco? Leggendo una storia investigativa, non tendiamo istintivamente a cercare di ricostruire le dinamiche dei fatti per comprendere chi sia il colpevole, esattamente come sta facendo il protagonista?
Sherlock Holmes – Prima con Delitto ci permette di indossare letteralmente gli abiti di questo protagonista. Il doppio regolamento si adatta a chi è abituato con le dinamiche della maggior parte dei librogame e quindi con l’utilizzo di dadi, ma anche a chi preferisce risolvere un enigma basandosi esclusivamente sugli indizi ritrovati e la propria abilità deduttiva (un po’ come nelle vecchie avventure grafiche).
Prima con Delitto dimostra come il medium della narrazione interattiva si adatti con efficacia a un romanzo investigativo. Il librogame può sicuramente essere considerato come il vero erede dei Solo Mysteries; anzi, avendone limato gli aspetti più spigolosi e meno riusciti, ne è anche un miglioramento.

Sherlock Holmes – Prima con Delitto

Sherlock Holmes – Prima con Delitto di Alberto Orsini è il secondo librogame edito da Watson Edizioni. Ambientato nella Londra Vittoriana, ruota attorno al famosissimo personaggio nato dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle. Nei panni di Rebecca Hurley, giovane docente di Psicologia forense dell’Università di Washington nonché cugina del dottor John Watson, ci troveremo ben presto chiamati ad aiutare Sherlock Holmes a scoprire quale piano criminale è stato ordito durante la prima de La Bohème, e quale pericolo gravi sul capo della Regina in persona.


Verdetto

Il volume si è preso sulle spalle l’arduo compito di riproporre il mondo di Sherlock Holmes nei librogame anche nel nuovo millenio, e sembra esserci riuscito. L’atmosfera vittoriana è perfettamente riprodotta, così come i personaggi dell’opera originale. Numerose citazioni sia delle opere di Doyle sia degli Sherlock Holmes Solo Mysteries contribuiscono a collegare tutti i lavori nel medesimo universo narrativo. Le modifiche e migliorie al regolamento dimostrano l’attenzione all’evoluzione dei librogame e alla nuova sensibilità del pubblico. Si tratta di un librogame investigativo ben scritto e bilanciato, che ovviamente sarà particolarmente apprezzato non solo dagli appassionati del detective di Baker Street, ma anche dagli amanti della narrativa gialla in generale.

Pro

- Ambientazione e personaggi originali ben riprodotti
- Due diversi regolamenti, con dadi e senza
- Numerosi “enigmi” testuali e illustrati

Contro

- Non si interpreta Sherlock Holmes, ma ci si affianca a lui
- Utilizzando il regolamento con i dadi, si potrebbe verificare uno scollamento fra personaggio e lettore