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The Calculating Stars, recensione: una distopica conquista dello spazio

Nella storia dell’umanità, la corsa allo spazio, tralasciando velleità scientifiche, è stata una diversa interpretazione della rivalità tra Stati Uniti e Unione Sovietica, una gara a due che ha segnato pagine importante dell’era moderna. Tra fascino dell’ultima frontiera e affermazione di potenza, la conquista del cosmo ha comunque rappresentato una suggestione che ha fatto presa sull’immaginario collettivo, che ora, grazie a Mary Robynette Kowal, diviene nuovamente uno strumento di analisi sociale grazie a The Calculating Star, primo volume della saga di Lady Astronaut, pubblicato da Mondadori all’interno di Oscar Fantastica.

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Alla base di The Calculating Stars abbiamo il concetto di ucronia, ovvero un racconto che, pur mantenendo una certa attinenza alla nostra storia “reale”, si prende libertà che, in mano ad autori di talento, consentono di creare mondi alternativi credibili e concreti. Appartengono a questo filone letterario capolavori come La svastica sul sole di Dick o il Ciclo dell’Invasione e della Colonizzazione di Harry Turtledove, in cui gli scrittori identificano un particolare momento della storia, spesso moderna o contemporanea, per creare una nuova realtà. La Kowal si affida a questa suggestione narrativa per offrirci una visione  nuova della corsa allo spazio, offrendoci una prospettiva poco considerata.

The Calculating Stars: lo spazio è la salvezza

Una sfida che l’autrice non ha certo temuto, considerato che può vantare un’esperienza di narratrice di sci-fi di tutto rispetto, maturata come direttrice di Weird Tales Magazine, popolare rivista antologica fantascientifica che, in diverse versioni, ha segnato l’immaginario sci-fi e horror di generazioni di lettori sin dal 1923. Oltre a questo non indifferente traguardo, Mary Robynette Kowal ha vinto numerosi riconoscimenti del settore, tra cui l’ambito Premio Nebula, e imponendosi come uno dei nomi di maggior richiamo dell’attuale scena fantascientifica. Una premessa doverosa, considerato che The Calculating Stars non è solamente un primo capitolo promettente, base della saga di Lady Astronaut, ma è anche una perfetta sintonia tra racconto sci-fi e ritratto dell’America degli anni ’50 e ’60.

La società americana, spesso idealizzata, era tutt’altro che perfetta, come ci hanno dimostrato serie recenti del calibro di Them, che viene meglio ritratta nelle sue ipocrisie se filtrata da una lente narrativa differente, come l’horror o la fantascienza. Per la sua America ucronica, la Kowal sceglie quindi di affidarsi a un elemento che da sempre unisce il fascino del cosmo a una realtà alternativa in cui la corsa allo spazio non è più un nuovo terreno di scontro tra superpotenze, ma una speranza per la razza umana.

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Il 3 maggio 1952, mentre l’America sta affrontando le prime sfide lungo il sentiero che porterà alla conquista della Luna, una meteora di grandi dimensioni si schianta sul nostro pianeta, poco al largo della costa nord-atlantica, causando una devastazione che distrugge gran parte del nord degli Stati Uniti, compresa la capitale, Washington. Dopo i primi mesi di ripresa, gli studiosi si interrogano sulle conseguenze di questa tragedia, ma quello che sembra essere un doloro momentaneo si rivela essere solo il primo segno di una più grande minaccia: la Terra non sarà abitabile ancora per molto.

Le conseguenza dell’impatto della meteora, infatti, hanno portato alla rottura dei delicati equilibri climatici, che hanno intrapreso un percorso di mutamento che renderà il pianeta inabitabile per la razza umana. Quella che inizialmente era un’umanità divisa, improvvisamente si ritrova a collaborare per dare un’accelerata al progetto spaziale, con l’obiettivo di cercare una nuova casa tra le stelle. Intento nobile, che porta nazioni diverse a collaborare in uno sforzo comune, illudendosi che sia un momento di crescita morale per la società, almeno sino a che non si tratta di andare oltre a preconcetti che sono ancora oggi additati come elementi criticabili del tessuto sociale americano del periodo.

Un punto di vista che ci viene spiegato magnificamente da Elma York, ex pilota militare durante la Seconda Guerra Mondiale, che assieme al marito Nathaniel collabora con il National Advisory Commitee for Aeronautics (NACA), agenzia americana che sta guidando gli USA verso la conquista dello spazio, e che, nella nostra realtà, è ricordata come l’antecedente della NASA. All’interno della NACA, Nathaniel York è un elemento di spicco, esperto di razzi e missili, a capo di alcuni dei progetti di punta dell’agenzia, ruolo che lo porta a condividere successi e idee con la moglie, che sogna di tornare a essere un pilota, arrivando anche a mettersi ai comandi di un vascello spaziale.

Ucronia e critica sociale

La tragedia della meteora, come accennato, ha cambiato molto della percezione del ruolo degli individui nella società, ma l’America ucronica di The Calculating Stars sembra esser ancora incapace di andare oltre certi stereotipi e visioni misogine e razziste. Il desiderio di Elma di divenire una pilota sembra contrastare con la visione di personaggi influenti, che non riescono a vedere in lei e nelle sue colleghe della NACA altro che delle calcolatrici. Sensazione che ci riporta alla storia de Il diritto di contare (Hidden Figures), in cui veniva presentata la storia delle donne che con i loro calcoli riuscirono a portare l’America sulla Luna, un parallelo storico che la Kowal riesce a creare con una precisione e una personalità emozionanti, offrendo alla sua protagonista il ruolo di voce narrante.

Un punto di vista che emoziona non solamente le lettrici, che possono facilmente empatizzare con lei, ma anche i lettori, che hanno la possibilità di vivere questa esperienza da una prospettiva diversa, raccontata con piglio discorsivo e autentico. Le emozioni di Elma, personaggio affascinante e tutt’altro che prevedibile, sono una stupenda lente tramite cui vedere questa realtà, così diversa nei fatti eppure tanto simile nella sostanza, tramite cui affezionarsi a una donna che si ritrova, suo malgrado, a essere un simbolo di una lotta per diritti che ritiene meritatamente dovuti. The Calculating Stars affascina perché la sua stessa protagonista non è scevra da preconcetti, non perpetrati con malizia, ma come vestigia di un’imposizione sociale a cui, volente o nolente, è stata sottoposta durante la crescita.

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Perfettamente gestito il suo prendere coscienza della condizione della popolazione di colore, o di come le donne siano sempre viste come inferiori, dando vita a piccole battaglie personali, giocate con ironia e verve in pubblico, ma affrontate nel privato con dubbi e tracolli emotivi, con una dualità emotiva autentica e struggente, sempre raccontata da una voce narrante sincera e impeccabile. La scrittura della Kowal è scorrevole, si snoda tra eventi e pensieri che ci vengono offerti con naturalezza, come un flusso di coscienza libero, quasi una confidenza tra la protagonista e i lettori. Un meccanismo inarrestabile, in cui emergono scene private e momenti di tensione sociale che mostrano uguale forza, capaci di trasmettere sia la tempra di una donna forte grazie alle sue fragilità che la crepe di una società che ha inquietanti echi con aspetti contemporanei, come la perplessità nella scienza e l’incapacità di riconoscere parità che dovrebbero esser oramai scontate.

The Calculating Star è una lettura avvincente, magnetica, capace di incollare alle pagine, grazie a una perfetta scansione dei tempi narrativi in cui l’aspetto intimo di Elma viene intrecciato al suo ruolo sociale con alternanza impeccabile, consegnando alla narrativa sci-fi una protagonista stupenda, meritevole di essere ricordata tra le grande eroine della letteratura contemporanea.

The Calculating Stars


The Counting Stars è un'avvincente lettura distopica, in cui la corsa allo spazio diviene uno strumento di analisi sociale, raccontata con una scrittura personale e divertente, che dipinge una realtà alternativa credibile.

Pro

  • Realtà alternativa affascinante
  • Scrittura emozionante e avvincente
  • Cura dei dettagli scientifici

Contro

  • Alcuni passaggi possono sembrare poco credibili