Tom's Hardware Italia
Cinema e Serie TV

The Lego Movie 2: Una nuova avventura, la recensione

A distanza di cinque anni e dopo due rinvii, arriva finalmente al cinema The Lego Movie 2: Una nuova avventura, con la solita comicità del mondo Lego.

The Lego Movie 2: Una nuova avventura avrà saputo mantenere il livello di qualità e divertimento portato sul grande schermo dal suo ormai famoso predecessore?

Nel 2014 era impossibile non trovare una persona che pensando a Lego non iniziasse a cantare immediatamente “È meraviglioso”. D’altronde The Lego Movie era stato un fenomeno unico per l’intrattenimento cinematografico, capace con la sua irriverenza e ironia di conquistare tanto i più adulti, più pronti ad accettare i suggerimenti dello script, quanto i più giovani, affascinati dalla possibilità di vedere animati sul grande schermo i propri mattoncini preferiti.

Il successo della pellicola è stato indiscutibile, così come il lancio di un brand davvero epico al cinema e nei videogiochi: al di là del tie-in di The Lego Movie su console, i mattoncini sono poi tornati al cinema sia nella propria versione Ninjago ma anche per dare a Batman una delle sue migliori reinterpretazioni di sempre. Adesso, a distanza di cinque anni, dopo due rinvii che hanno posticipato l’arrivo al cinema dal 2017 al 2019, Emmet e i suoi compagni di avventura tornano al cinema con The Lego Movie 2: Una nuova avventura, in uscita il 21 febbraio in Italia.

Una nuova avventura

Per spiegare questo sequel basterebbe quasi solo un esempio: nel corso del film avrete la possibilità di conoscere una nuova canzone pronta a entrarvi in testa, così come aveva fatto “È meraviglioso”, e quella canzone si intitola esattamente “La canzone che ti resta in testa”. È facile capire quindi, per chi ha già avuto modo di vedere il primo film, qual è il leitmotiv della pellicola.

Chi invece si approccia alle avventure di Emmet per la prima volta dovrà subito sapere che si ritroverà in The Lego Movie 2: Una nuova avventura dinanzi a una sceneggiatura molto dettagliata, ironica e irriverente, che pesa ogni parola infilata nello script. Perché le parole sono importanti. Così come la stessa direzione artistica, che crea un prodotto non solo coerente dall’inizio alla fine, nonostante qualche sbalzo di ritmo, ma che dimostra l’importante passo in avanti dal punto di vista della tecnologia che è stato compiuto rispetto al primo capitolo.

In The Lego Movie 2: Una nuova avventura la riproposizione dei mattoncini e di tutti i loro accessori è davvero unica: la lucidità della plastica, il materiale utilizzato per creare i protagonisti, così come tutti i dettagli dei loro vari “vestiti” è davvero unica, soprattutto nel momento in cui tutti i protagonisti subiranno un’importante modifica al loro stile, una volta giunti in un nuovo universo: è questa la punta di diamante della pellicola, che ci offre una qualità altissima e di pregevolissima fattura, che esula da quella che è la qualità della sceneggiatura, di per sé di buon livello, ma a tratti inferiore a quello che era stato il primo capitolo.

Meno originale, divertente uguale

The Lego Movie, il primo, d’altronde era stato uno sfoggio di originalità di grandissimo pregio. Lo schema narrativo pressappoco lo stesso già visto cinque anni fa, con delle gag che tendono a ripetersi, ma che puntano leggermente meno su quelle meccaniche costruttive che avevano caratterizzato il primo film: Emmet resta il costruttore principe, ma oramai il trantran della magia legata al poter realizzare qualsiasi cosa con i mattoncini Lego è noto e non si può andare ancora a ricalcare lo stesso tracciato. Per questo la trama riparte da dove ci eravamo lasciati, dall’intervento di quel deus ex machina che ci mostrava come il mondo Lego non fosse altro che la cantina di un appartamento vero all’interno della quale prendevano piede i sogni di un ragazzino e di suo padre, pronti ad accogliere l’arrivo della sorellina più piccola.

Quella sorellina è ora cresciuta e pretende di invadere il mondo Lego con i suoi giocattoli Duplo oppure, poco più avanti, una volta trascorsi altri cinque anni, con i suoi glitter e con i suoi scopi molto più amorevoli e tendenti al gioco prettamente femminile, mirato al matrimonio, alle feste, a un universo caramelloso e che desidera di inglobare le vicende di un’apocalittica realtà che ha colpito la cantina del fratello. Il sapere che a governare il mondo dall’alto ci sono due ragazzi reali, umani, smorza abbastanza la magia del mondo Lego, che inizia a essere molto più artificioso e porta lo spettatore a darsi una spiegazione a qualsiasi vicenda con quello che è il rapporto tra fratello e sorella. Un passo indietro che vanifica un po’ la sensazione di meraviglia e che spinge The Lego Movie 2: Una nuova avventura qualche centimetro indietro rispetto alla qualità del primo capitolo.

Tra metatesto e sottotesto

La mano di Lord e Miller, però, si nota anche stavolta: d’altronde la sceneggiatura di The Lego Movie, diversamente da altri prodotti di animazione, si arricchisce di idee, espedienti narrativi e una vena comica che si costruisce su se stessa senza alcuna forzatura. D’altronde Batman – in italiano doppiato da un sempre ottimo Claudio Santamaria, presente anche all’anteprima stampa milanese – fa ridere ogni volta che apre bocca e parla di se stesso con quel fare saccente, ma velatamente sofferente per la sua solitudine. Tutta la narrazione resta in quell’ambiente meta-testuale di un set Lego che viene gettato nel mondo reale e che esiste solo grazie all’immaginazione dei ragazzi che giocano con i mattoncini: esiste anche un sottotesto, che per fortuna è solo accennato e che strizza l’occhio più ai bambini che agli adulti, che potranno farne volentieri a meno.

Per fortuna questi aspetti, però, sono soltanto ossa dello scheletro della pellicola, che ha nei muscoli e nella carne molto di più: divertimento, riferimenti autoreferenziali, cameo geniali, gag che coinvolgono anche dei dinosauri estremamente esilaranti, una banana che scivola su se stessa, tre diverse versioni di Wonder Woman fino all’assurdamente inaspettato intervento del giudice della Corte Suprema Ruth Bader Ginsburg.

The Lego Movie 2: Una nuova avventura è un film di animazione carico di adrenalina, che inizialmente prova a proporre un ritmo davvero molto rapido e incalzante, salvo poi lasciarsi andare a qualcosa di più blando: il vanificarsi della magia iniziale sicuramente influisce sull’effetto sorpresa del film, che da questo punto di vista, rimanendo ancorato al proprio meta-testo, fa un passo indietro rispetto al primo capitolo.

Lo script resta di altissima qualità, le risate sono assicurate, quelle genuine e mai forzate, che si tratti di riferimenti ad altre pellicole o che abbiano il loro movente in momenti più naif, che provano a conquistare un pubblico più giovane. Un film di grande pregio, che fa un leggero passo indietro, ma che resta di alta fascia.

Se avete visto The Lego Movie ed andrete al cinema a vedere The Lego Movie 2 sicuramente non potete perdervi i numerosi set lego già disponibili ambientati con gli elementi del nuovo film!