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The Wilds, recensione in anteprima della nuova serie originale Amazon

L’11 dicembre, arriverà su Amazon Prime Video una nuova serie originale Amazon Studios dal titolo The Wilds. Abbiamo avuto il piacere di vederla in anteprima e l’abbiamo recensita per voi, ovviamente senza spoiler. The Wilds è una serie composta da 10 episodi, creata da Sarah Streicher in collaborazione con Amy B. Harris, Jamie Tarses e Dylan Clark e che vede nel cast attori già affermati come Rachel Griffiths e altri del tutto emergenti (Sophia Ali, Shannon Berry, Jenna Clause, Reign Edwards, Mia Healey, Helena Howard, Erana James, Sarah Pidgeon, David Sullivan e Troy Winbush) che danno origine ad un prodotto giovane, ma dalle tematiche crude.

The Wilds: un incidente aereo, ragazze disperse su un’isola, un misterioso complotto

The Wilds racconta, attraverso uno stile narrativo a metà tra un survival drama e un pigiama party distopico, la storia di un gruppo di ragazze adolescenti, per l’esattezza dieci (Leah Rilke, Rachel Reid, Shelby Goodkind, Nora Reid, Fatin Jadmani, Toni Shalifoe, Dot Campbell, Martha Blackburn, Jeanette Dao e Gretchen Klein) appartenenti a diversi ceti sociali che si ritrovano a lottare per la sopravvivenza su un’isola deserta dopo uno strano incidente aereo. Le ragazze si ritroveranno non solo a svolgere i compiti più disparati pur di sopravvivere, ma anche a stringere forti legami per conoscersi meglio e a litigare quando non si comprendono alcuni comportamenti.

The Wilds

Man mano che il tempo scorre, comunque, si riescono a delineare i lineamenti caratteriali di ogni protagonista e si iniziano a creare dei legami più forti di altri come dei mini gruppetti. Tutte insieme, però, scopriranno alcuni segreti nascosti e i traumi, spesso comuni, a cui sono sopravvissute. L’isola sembra tranquilla, ma è pervasa da un alone di mistero e di inquietudine proprio per la sua eccessiva pace. In effetti il motivo appare subito chiaro: le ragazze non sono finite su quell’isola per un casuale incidente, ma dietro c’è uno scopo ben preciso.

Sebbene la trama possa sembrare alquanto derivativa da opere cinematografiche e televisive anche abbastanza celebri (insomma, il riferimento a Lost ad esempio è palese), la storia si muove su binari incredibilmente originali, maturi e ricchi di colpi di scena. The Wilds, infatti, non è solo la storia di un incidente aereo che mette in mostra il modo in cui le protagoniste riescono a sopravvivere e a fare conoscenza tra di loro, ma è soprattutto un racconto psicologico e personale di ogni ragazza con un connubio tra passato e presente davvero ben riuscito.

Una storia matura in un contesto apparentemente leggero

Abbiamo già detto come il gruppo sia composto da ragazze appartenenti a diversi ceti sociali e questo aspetto è fondamentale per capire il loro carattere e il diverso approccio al disastro aereo. Per comprendere maggiormente il carattere di alcune di loro, la serie è intervallata da continui flashback che descrivono gli aspetti più delicati e duri della loro vita pre-incidente. Entrano, quindi, in gioco aspetti molto delicati che toccano argomenti come la malattia, la sessualità, il razzismo e l’amicizia. Questi vengono trattati con estrema delicatezza soprattutto visiva, ma a volte vengono sopraffatti da cliché fin troppo evidenti. Inoltre non tutte le ragazze sono tra di loro sconosciute, dato che ci sono sia parentele che conoscenze pregresse più o meno forti, pertanto è interessante vedere come questi legami diventano forza e debolezza di alcune decisioni.

The Wilds

The Wilds nasce come una serie che unisce il classico e duro tema della sopravvivenza al più leggero “pigiama party” che vede la nascita di amicizie e la condivisione di segreti tra le protagoniste. Si pone, però, anche come una sorta di spy story poiché è fin da subito chiaro che qualcuno voleva che quelle ragazze si perdessero proprio in quell’isola e ad un certo punto della storia nasce il sospetto e la ricerca della verità. Pertanto stonano un po’ le scene in cui alcune ragazze iniziano a vivere particolari allucinazioni o momenti di strana euforia condite da una colonna sonora eccessivamente improntata sulla leggerezza e la felicità che cozza non poco con il contesto generale della storia divenendo più un melodramma che un dramma vero e proprio.

The Wilds

La storia è comunque nel complesso molto godibile con alcune chicche narrative anche molto intelligenti e davvero apprezzabili. I momenti di confronto tra le ragazze, la scoperta di strane e particolari tecnologie, la ricerca di un modo per salvarsi e il superamento di alcuni inevitabili colpi di scena drammatici ricordano molto alcune serie del passato, ma non per questo possiamo parlare di plagio. In The Wilds vi è sempre il fulcro centrale caratterizzato da un cast al femminile che mostra delle problematiche e una risoluzione delle stesse mai viste prima. Può sembrare banale, ma anche la loro differente estrazione sociale rende la storia incredibilmente variopinta e rappresenta perfettamente i diversi modi di approcciare una situazione inaspettata e dura da accettare.

Piccole sbavature di un comparto artistico impeccabile

Se da un lato ci sono le protagoniste disperse su un’isola deserta, da un’altra parte c’è un occhio stile Grande Fratello che le osserva attentamente ed è proprio questo connubio di poteri, paure, desideri e mistero che rende The Wilds appassionante e intrigante. Purtroppo, però, alcuni momenti perdono credibilità a causa di una struttura narrativa non precisa e un cast non propriamente omogeneo e perfetto nell’interpretazione. Ad inizio recensione abbiamo specificato come la maggior parte degli attori e delle attrici siano emergenti e questo, in qualche caso, è decisamente evidente.

The Wilds

Lo si nota nell’interpretazione vocale, ma anche nell’espressività che non sempre sono in linea con la scena che viene descritta. In particolar modo, le scene più deboli sono quelle incentrate sui momenti più dolorosi o nelle situazioni di pericolo, dove la priorità andrebbe data all’espressività e alla tonalità di voce improntate sul dolore, ma risultano piatte e monocorde. Per non parlare, poi, delle poche ma presenti scene di combattimento che semplicemente non funzionano risultando poco credibili e, in poche parole, bruttine.

The Wilds

Dal punto di vista tecnico, The Wilds è una serie davvero pregevole che, sebbene non presenti grosse complessità registiche, è impeccabile in ogni singolo frame. La fotografia è ottima e non si perde in inutili virtuosismi o prove di bravura tecniche inutili proprio perché non ne ha bisogno e rischierebbero di distruggere la natura semplice e genuina della serie adatta ad un ampio pubblico. Non mancano i momenti dolorosi ed emozionanti, rappresentati sapientemente con riprese a campo aperto che si chiudono in primi piani commoventi accompagnati da una colonna sonora, in questo caso, azzeccata. L’unica pecca in questo frangente è che l’isola, in ogni ottima inquadratura, non risulta mai minacciosa come se fosse semplicemente un’ambientazione di contorno dove le protagoniste esternano i loro drammi interni più che vivere il loro vero dramma di essere nel bel mezzo del nulla sperdute nell’Oceano.

Conclusioni

The Wilds è, nel complesso, una serie godibile che riprende una tematica ampiamente trattata come quella del disastro aereo e dell’isola deserta e la rivisita in chiave Sleepover Club. Sebbene possa sembrare un difetto, in realtà è la caratteristica più interessante della serie perché tratta tematiche importanti e comuni, le inserisce in un contesto del tutto anormale e inusuale e le discute tramite flashback o chiacchierate tra conoscenti costrette a vivere lo stesso dramma.

Vanno accettati inevitabilmente dei compromessi come delle scene al limite dell’illogicità, altre fin troppo melense e un gran numero di cliché che spezzano l’effetto “wow” della storia. Tolti questi aspetti, la prima stagione di The Wilds è quantomeno intrigante grazie alla presenza di numerosi salti nel passato nella vita delle protagoniste e di un misterioso complotto che ha voluto che quelle ragazze si disperdessero proprio in quell’isola deserta. Tutto ciò infonde una certa curiosità nella visione di una eventuale seconda stagione.

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