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OPINIONE

Future GPU Intel, l’approccio alla comunità è giusto. Bisogna estenderlo a tutta l’azienda

Per il ritorno alle GPU dedicate nel 2020, Intel sta cercando di approcciarsi alla comunità degli appassionati in modo diretto, con un confronto franco e diretto. Una strategia che potrebbe rivelarsi utile in futuro anche per quanto riguarda il mondo dei microprocessori.

Ancora non sappiamo se le GPU dedicate di Intel attese per il 2020 saranno in grado di competere ad armi pari con le soluzioni di AMD e Nvidia in tutti i settori fin da subito, anche se lo speriamo vivamente per amor di concorrenza. Quello che però stiamo iniziando a vedere e apprezzare in queste settimane è il nuovo approccio di Intel nel rapporto con la comunità.

Rendersi raggiungibili dagli appassionati, ascoltare i feedback e farne tesoro. È quanto Intel sta facendo su Twitter con l’account Intel Graphics e i profili personali di diversi dirigenti e ingegneri, ma anche con eventi AMA (Ask Me Anything) su Reddit e siti specializzati.

È qualcosa che ci ricorda quanto fatto da AMD nei mesi “pre-Ryzen”, quando l’azienda cercò più volte il contatto con gli appassionati sui canali social e non solo, chiedendo cosa volessero dalle future CPU in modo da mettere a punto non solo l’hardware (moltiplicatore sbloccato su tutta la gamma, socket AM4 stabile per diversi anni, ecc.), ma anche la parte software con strumenti come Ryzen Master.

Uno scambio che poi si è rivelato proficuo per ambedue le parti, ma soprattutto un approccio che appare decisivo quando ti ritrovi a voler mettere piede in un nuovo mercato oppure stai cercando il riscatto, come avvenuto con AMD.

Le similarità tra una strategia e l’altra non sono casuali, ma figlie del fatto con diverse figure chiave di AMD sono passate a Intel proprio per curare il ritorno alle GPU dedicate dell’azienda statunitense, lontana dal settore da moltissimo tempo.

A due persone in particolare va probabilmente ascritto questo avvicinamento alla community: Chris Hook, ex di AMD e capo del marketing del nuovo Core e Visual Computing Group di Intel, e Lisa Pearce, Graphics Software Engineering Director, molto attiva su Twitter. Ma anche Raja Koduri, colui che guida la divisione e stabilisce la visione di Intel nello sviluppo delle GPU, non è da meno.

Nei giorni scorsi Intel ha annunciato l’arrivo di un nuovo pannello di controllo per i propri driver. L’azienda per ora ha diffuso un semplice “teaser trailer”, e in seguito su Twitter ha confermato che la prima release non includerà Linux. Una scelta che ha scontentato alcuni, portando a numerose richieste. Richieste che non sono passate inosservate, tanto che Chris Hook ha esternato di aver avuto molte discussioni sui pannelli di controllo su Linux nelle ore successive, in modo da ottenere quante più informazioni possibili per svilupparlo al meglio.

È quel tipo di approccio che avvicina le persone a un progetto, a un’azienda e che potrebbe convertirle in acquirenti del prodotto finale – sempre che sia effettivamente valido, ma questo è un altro paio di maniche. Ciò che però ci preme dire che è che piacerebbe che questa apertura al confronto e all’ascolto fosse sempre più pervasiva nella casa di Santa Clara. Dopo anni di poca chiarezza e apertura, Intel ha bisogno di cambiare marcia sotto il profilo comunicativo.

Eventi come l’Intel Developer Forum di qualche anno fa permettevano a consumatori e addetti ai lavori di saperne di più sui progetti in via di sviluppo e a Intel di raccogliere il feedback, nonché di avvicinarsi ai sentimenti dei consumatori. Forse quella formula non è più adatta ai giorni nostri, ma un metodo diverso da quello degli ultimi anni non può che fare bene.

Con il progetto delle GPU dedicate, qualcosa che nasce fondamentalmente da zero, è facile attuare una nuova strategia e probabilmente è anche l’unica strada percorribile per creare quell’attesa che talvolta serve attorno a un nuovo prodotto (ripetiamo, sempre che sia valido, altrimenti potrebbe trasformarsi in un boomerang). Ci piacerebbe che questa apertura interessasse prima o poi anche le CPU, in quanto vi sarebbero molte cose da suggerire a Intel. L’ultimo Architecture Day è un passo nella giusta direzione, ma si può fare di più. Attendiamo fiduciosi.