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Hard disk il doppio più veloci con Seagate MACH.2, Microsoft elogia la tecnologia

La tecnologia multi-attuatore di Seagate è un concetto piuttosto semplice con cui l’azienda statunitense mira a raddoppiare le prestazioni di un disco rigido mediante l’uso di due attuatori. Trovate la spiegazione della tecnologia in questo articolo.

In realtà, Seagate ha già sviluppato prodotti con attuatori multipli in passato, ma non erano economicamente sostenibili a causa dei maggiori costi dei componenti. Seagate ha perfezionato la soluzione e i prodotti sono già nelle mani delle aziende, dette anche “early adopter”, selezionate per testare la tecnologia prima di una più ampia distribuzione.

In ogni datacenter cloud l’area occupata dai server ha un costo e i provider cercano logicamente di massimizzare le prestazioni di archiviazione all’interno di un dato spazio.

Il nuovo hard disk Exos 2X14 da 14 TB di Seagate ha proprio questo compito: si collega tramite interfaccia SAS e si presenta a un server come due unità da 7TB anziché come un singolo disco.

Con due attuatori, le operazioni di input e output possono trasferirsi indipendentemente tra uno e l’altro all’interno di un singolo hard disk. Un attuatore si occupa della metà superiore del disco, mentre l’altro attuatore serve la metà inferiore.

Grazie ai costi inferiori per gigabyte e le capacità elevate, gli hard disk rappresentano una buona scelta per applicazioni come le reti di distribuzione di contenuti (CDN), streaming video, server di posta, servizi di backup, Hadoop e altre applicazioni cloud.

Con l’aumentare della capacità, anche le prestazioni dovrebbero crescere, ma gli hard disk classici a singolo attuatore non riescono a tenere il passo. Ecco perché l’hard disk Exos 2X14 di Seagate, dotato di tecnologia MACH.2 a doppio attuatore, rappresenta il futuro di questo settore, tanto che Microsoft ha deciso di testarla all’interno del proprio cloud.

La casa di Redmond ha appena terminato i test iniziali rimanendone soddisfatta. L’azienda ha esaminato l’interoperabilità e la compatibilità con l’infrastruttura del datacenter, nonché le prestazioni, l’affidabilità e la facilità di integrazione con l’architettura di sistema Project Olympus.

Per valutare le prestazioni sequenziali, Microsoft ha simulato operazioni di backup e streaming. La società ha anche simulato carichi di lavoro hyperscale e CDN per verificare le prestazioni in lettura casuale e ha usato Microsoft Exchange Server Jetstress per simulare i carichi di I/O su disco di Exchange 2013 ed Exchange 2016.

“Sulla base di tale analisi, abbiamo scoperto che ci siamo avvicinati a un raddoppio del throughput e delle prestazioni casuali, che sono i miglioramenti che ci aspettavamo di ottenere dalla tecnologia MACH.2″, ha affermato Ogus.

Il cloud product manager di Seagate, James Borden, ha spiegato che “per mantenere la qualità del servizio prevista, un’unità da 16 TB richiede il doppio della capacità di throughput massima di un’unità da 8 TB. Quando l’applicazione inizia a superare la massima capacità IOPS di un dispositivo di archiviazione, l’unico modo per risolverlo è quello di scrivere meno dati sul dispositivo e ciò equivale a non sfruttare a dovere la capacità”.

Borden ha aggiunto che il cosiddetto “short stroking“, ossia la pratica di formattare un hard disk in modo tale da scrivere i dati più importanti solo sui settori più esterni dei piatti, migliorando di conseguenza le prestazioni, rende la gestione dei dati più complessa e non si è certi di avere il pieno uso della capacità installata.

La tecnologia MACH.2 di Seagate garantisce alta velocità e previene che ciò accada, rimuovendo la necessità di fare lo short stroking per migliorare le prestazioni.

In futuro, gli hard disk MACH.2 di Exos saranno disponibili in più modelli adattabili a più scenari del mondo enterprise, mentre al momento Seagate non ha comunicato l’intenzione di portare la tecnologia nel mercato consumer.