Opera ha appena rilasciato un importante aggiornamento per Neon, il suo browser potenziato dall'intelligenza artificiale, introducendo miglioramenti sostanziali che puntano a consolidare la propria posizione in un mercato sempre più affollato. L'aggiornamento si concentra su tre aspetti fondamentali: l'integrazione con Google Docs, una nuova modalità di ricerca rapida e un selettore di modelli AI più flessibile. Si tratta di un chiaro tentativo di rendere l'esperienza utente più fluida e di giustificare il costo dell'abbonamento mensile di 19,99 dollari, in un periodo in cui diversi competitor stanno integrando funzionalità AI simili a costi inferiori o gratuitamente.
La novità più rilevante riguarda l'agente Neon Do, che ora supporta pienamente Google Docs. Gli utenti possono creare nuovi documenti direttamente attraverso l'omnibox del browser, semplicemente selezionando l'agente Do e specificando nel prompt la richiesta di generare un Google Doc. Ma non si tratta solo di creazione: l'agente è in grado di modificare documenti esistenti, aggiungere o rimuovere contenuti, effettuare ricerche web per integrare informazioni pertinenti e persino rinominare i file. Secondo Opera, questa funzionalità era tra le più richieste dalla base utenti, segno che l'integrazione con strumenti di produttività consolidati rimane cruciale per l'adozione di tecnologie AI nel workflow quotidiano.
Sul fronte della ricerca, Opera introduce la modalità "1-minute Deep Search", evoluzione dell'Opera Deep Research Agent (ODRA) lanciato lo scorso ottobre. Il sistema suddivide il problema in sottocategorie per impiegare simultaneamente più "ricercatori" virtuali sullo stesso task, offrendo un compromesso tra una semplice query AI e un'analisi approfondita completa. Questa soluzione intermedia risponde alle esigenze di chi non necessita sempre di ricerche esaustive ma cerca comunque risposte più articolate rispetto a una panoramica AI standard, ha spiegato l'azienda. L'approccio parallelizzato ricorda le tecniche di elaborazione distribuita utilizzate nei sistemi di inferenza AI su larga scala, dove la divisione del carico computazionale accelera significativamente i tempi di risposta.
L'aggiornamento introduce anche un selettore di modelli all'interno di Neon Chat, con l'aggiunta di Google Gemini 3 Pro e Nano Banana Pro. La funzionalità più interessante è la possibilità di cambiare modello a metà conversazione, mantenendo il contesto: un vantaggio concreto per chi vuole sfruttare i punti di forza specifici di ciascun modello senza dover ricominciare da capo. Gemini 3 Pro, ad esempio, eccelle in task complessi di ragionamento e analisi multimodale, mentre Nano Banana Pro (presumibilmente un modello ottimizzato per efficienza) potrebbe offrire risposte più rapide per query meno impegnative.
Dal lancio iniziale avvenuto un paio di mesi fa, Opera Neon ha ricevuto aggiornamenti costanti a livello di interfaccia utente, esperienza d'uso e ottimizzazioni sottostanti, nel tentativo di tenere il passo con competitor come Arc, Brave e persino Chrome con la sua integrazione Gemini nativa. Il modello di business basato su abbonamento da 19,99 dollari mensili pone Neon in una fascia premium, paragonabile a servizi come ChatGPT Plus (20 dollari al mese) ma con il valore aggiunto dell'integrazione diretta nel browser. Resta da vedere se gli utenti saranno disposti a pagare questa cifra quando alternative come Microsoft Edge offrono Copilot gratuitamente, seppur con funzionalità più limitate.
Per chi fosse interessato a provare Opera Neon, il servizio è attualmente accessibile tramite lista d'attesa sul sito ufficiale di Opera. L'azienda norvegese sta chiaramente puntando su un pubblico professionale e di power user, disposto a investire in strumenti di produttività potenziati dall'AI. Nei prossimi mesi sarà cruciale monitorare se Opera riuscirà a differenziarsi sufficientemente da giustificare il costo d'ingresso, soprattutto considerando che i principali player del settore stanno rapidamente colmando il divario in termini di funzionalità AI integrate nei browser tradizionali.