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RTX 3080 e 3090, le GDDR6X sono bollenti!

Il popolare software di monitoraggio HWiNFO è stato aggiornato alla versione 6.42, che ha introdotto il supporto alla “GDDR6X Memory Junction Temperature”. Questa funzione permette di monitorare la temperatura della VRAM se avete una scheda Ampere dotata di GDDR6X, come la RTX 3080 o la RTX 3090.

Una feature che potrebbe essere particolarmente utile per i possessori delle Founders Edition: i moduli GDDR6X di questi modelli sembrano raggiungere temperature pericolosamente elevate. Dopo alcuni test della versione 6.42 di HWiNFO, i colleghi di Tomshardware.com hanno voluto usare questo tool per capire perché le memorie GDDR6X raggiungono massimo 19Gbps, come anticipato dal sito tedesco Igor’s Lab e come vi abbiamo raccontato anche sulle nostre pagine.

Ricapitoliamo un attimo cosa succede: mettendo in loop Metro Exodus con impostazioni 4K Ultra per diversi minuti su una RTX 3080 Founders Edition, i moduli GDDR6X della scheda hanno raggiunto punte di 102°C. Ricordiamo come il TJmax delle GDDR6X è di circa 95°C. Grazie alla nuova versione di HWiNFO si è però scoperto qualcosa di molto interessante: abilitando DLSS e Ray Tracing, le temperature cambiano.

Una RTX 3080 con Metro Exodus (con le stesse impostazioni sopraccitate) ha raggiunto una temperatura di picco di 94°C, mentre con una RTX 3090 Founders Edition e Cyberpunk 2077, abitliando DLSS e Ray Tracing, le temperature delle GDDR6X si sono fermate “appena” a 100°C.

Preparatevi, perché non è finita qui: se la situazione nei giochi vi sembra problematica, aspettate di vedere cosa succede quando si usano le due nuove ammiraglie di Nvidia per il mining di criptovalute.

I colleghi americani hanno tenuto d’occhio le temperature di una RTX 3080 e di una RTX 3090 durante il mining di Ethereum, rilevando che i moduli GDDR6X raggiungevano picchi di 110°C, determinando un pesante downclock della GPU per compensare l’eccessivo calore. Comportamenti simili si sono verificati anche su schede diverse e di differenti produttori. Il tutto senza alcun tipo di overclock, di cui i miners fanno spesso uso per aumentare ulteriormente le loro prestazioni di hashing.

Pare che ci siano dei modi per ridurre le temperature delle GDDR6X, che comunque sembrano causare throttling solo quando raggiungono i stabilmente 110°C. Un primo test è stato effettuato con MSI Afterburner, abbassando i clock della GPU e delle GDDR6X il più possibile (-450 MHz sul core e -502 MHz sulla RAM), ma il risultato non è stato del tutto soddisfacente.

Dopo alcuni minuti le schede scendevano a clock della GPU molto più basso (circa 900-950 MHz), con prestazioni di mining dignitose (95MH/s), ma con temperature ancora sopra i 100°C. Solo impostando il limite di potenza al 60% la temperatura della VRAM è finalmente scesa a 90°C, ma anche le prestazioni in mining sono calate, a circa 60-65MH/s.

Le alte temperature di memory junction sono preoccupanti, sebbene non sia chiaro che effetti abbiano nel lungo termine sulle GPU.

Durante il gaming le temperature delle GDDR6X si attestano intorno ai 100°C e sembrano rientrare nei limiti di tolleranza secondo Nvidia. Nel mining continuo, invece, temiamo che la necessità di mantenere la memoria a una temperatura compresa tra i 100°C e i 110°C possa causare guasti prematuri.

Purtroppo, non sappiamo perché Nvidia consenta ai chip GDDR6X di raggiungere queste temperature. Non sappiamo nemmeno cosa significhi esattamente “GDDR6X Memory Junction Temperature”, per quanto riguarda gli altri chip GDDR6X. Presupponiamo che si tratti della parte più calda di qualsiasi memoria GDDR6X, misurata internamente con il software.

Vi suggeriamo di monitorare le temperature della vostra scheda GDDR6X con la versione 6.42 di HWiNFO: se dovessero essere particolarmente elevate, forse è opportuno che manteniate le impostazioni stock della GPU. Se invece usate la GPU per il mining, vi suggeriamo di diminuire il vostro limite di potenza… o sperare che questo calore non rappresenti un problema.