Il processore quantistico di Google ha raggiunto un traguardo che potrebbe ridefinire lo studio delle leggi fondamentali dell’universo: per la prima volta è stata simulata direttamente l’interazione che governa la materia subatomica. La ricerca, pubblicata su Nature, dimostra come i computer quantistici possano diventare strumenti indispensabili per testare teorie che finora erano rimaste nel campo della speculazione matematica.
Le teorie di gauge e le “corde invisibili”
Al centro dello studio ci sono le cosiddette teorie di gauge, modelli che descrivono il comportamento delle particelle fondamentali attraverso stringhe invisibili che le connettono. Pedram Roushan di Google Quantum AI ha spiegato come il team sia riuscito a osservare la dinamica di queste connessioni, mentre Tyler Cochran (Princeton University) ha evidenziato che variando i parametri del modello le stringhe possono fluttuare, confinarsi o addirittura spezzarsi, comportamenti che trovano riscontro nei fenomeni della fisica ad alta energia.
La novità più importante è la possibilità di trasformare equazioni astratte in esperimenti concreti all’interno di un processore quantistico. Michael Knap della TUM School of Natural Sciences ha sottolineato come questo approccio consenta di esplorare le regole fondamentali dell’universo in modi completamente nuovi, aprendo la strada a simulazioni prima impensabili.
Implicazioni oltre la fisica delle particelle
Secondo gli autori, la simulazione quantistica non riguarda soltanto la fisica fondamentale: potrà avere ricadute nello studio dei materiali quantistici e, in prospettiva, offrire indizi sulla struttura dello spazio-tempo. Il progetto ha ricevuto sostegno internazionale da UK Research and Innovation, Deutsche Forschungsgemeinschaft, Consiglio Europeo della Ricerca e Munich Quantum Valley, a testimonianza dell’importanza strategica della ricerca quantistica.
L’esperimento dimostra che i computer quantistici possono diventare strumenti cruciali non solo per la fisica delle particelle, ma per tutte le discipline che richiedono la simulazione di sistemi complessi. Un passo che segna l’inizio di una nuova fase per la ricerca scientifica e tecnologica globale.