Il ritorno dell'umanità sulla Luna, atteso da oltre mezzo secolo, dovrà aspettare ancora qualche settimana. La NASA ha annunciato che la data di lancio del 6 marzo per la missione Artemis II, che avrebbe dovuto segnare il primo viaggio con equipaggio verso il nostro satellite naturale dopo cinquant'anni, non è più in programma. La decisione arriva dopo la scoperta di anomalie tecniche emerse durante i controlli finali, evidenziando quanto le operazioni spaziali complesse richiedano margini di sicurezza assoluti, anche quando tutto sembra procedere secondo i piani.
Il programma Artemis rappresenta l'iniziativa più ambiziosa della NASA dalla conclusione delle missioni Apollo. Artemis II prevede un viaggio di dieci giorni che porterà quattro astronauti – gli americani Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch, insieme al canadese Jeremy Hansen – oltre l'orbita terrestre fino alla faccia nascosta della Luna, stabilendo un nuovo record per la distanza massima raggiunta dall'uomo nello spazio. La missione non prevede un allunaggio, ma consentirà all'equipaggio diverse ore di osservazione ravvicinata della superficie lunare, raccogliendo dati fondamentali per le fasi successive del programma.
Le problematiche sono emerse in modo inatteso durante la notte tra venerdì e sabato, dopo che la wet rehearsal – la simulazione completa di rifornimento del razzo – sembrava essere stata completata con successo al Kennedy Space Center in Florida. Per quasi cinquanta ore, il team aveva monitorato ogni parametro durante il caricamento di circa 2,76 milioni di litri di propellente nelle cisterne del mega razzo lunare, senza rilevare alcuna anomalia. Gli ingegneri avevano già risolto precedenti problemi con filtri e guarnizioni che avevano causato perdite di idrogeno durante un primo tentativo, e l'atmosfera era di cauto ottimismo.
L'elio svolge funzioni cruciali nei sistemi propulsivi dei razzi spaziali: viene utilizzato per pressurizzare i serbatoi di carburante e per raffreddare i sistemi critici del razzo durante tutte le fasi di volo. Qualsiasi interruzione nel suo flusso può compromettere l'integrità strutturale dei serbatoi o causare malfunzionamenti nei sistemi di controllo termico, rendendo il lancio estremamente pericoloso. La scoperta di questa anomalia ha immediatamente attivato i protocolli di sicurezza, portando alla sospensione della data di lancio prevista.
L'amministratore della NASA Jared Isaacman ha riconosciuto la delusione del pubblico, ma ha sottolineato come i contrattempi tecnici siano parte integrante dell'esplorazione spaziale. Ha citato l'esempio storico della missione Gemini 8 del 1966, quando Neil Armstrong dovette affrontare un'interruzione prematura del volo a causa di problemi tecnici, per poi completare con successo lo storico allunaggio dell'Apollo 11 solo tre anni dopo. Questi precedenti dimostrano come la prudenza nelle fasi preparatorie sia essenziale per garantire il successo delle missioni umane nello spazio profondo.
Artemis II costituisce il secondo passo di un programma più ampio che mira a ristabilire una presenza umana permanente sulla Luna. Se questa missione circumlunare avrà successo, aprirà la strada ad Artemis III, prevista per il 2028, che vedrà astronauti camminare nuovamente sulla superficie lunare per la prima volta dal 1972, quando la missione Apollo 17 concluse l'era delle esplorazioni lunari del programma Apollo. La NASA ha però ammesso che questa tempistica potrebbe rivelarsi ottimistica, considerando la complessità tecnologica e logistica delle operazioni previste.
Il programma Artemis non si limita a replicare i successi del passato, ma punta a stabilire infrastrutture lunari permanenti e a testare tecnologie che saranno poi utilizzate per missioni ancora più ambiziose verso Marte. La collaborazione internazionale, evidenziata dalla presenza del canadese Hansen nell'equipaggio di Artemis II, rappresenta un cambiamento significativo rispetto all'approccio competitivo dell'era della Guerra Fredda, aprendo nuove prospettive per l'esplorazione spaziale cooperativa. Nei prossimi giorni, gli ingegneri lavoreranno per risolvere le anomalie rilevate e stabilire una nuova finestra di lancio che garantisca i massimi standard di sicurezza per questo viaggio storico.