Il panorama dell'intelligenza artificiale negli ecosistemi mobile sta per subire una trasformazione radicale in casa Apple. Dopo mesi di incertezze strategiche e ritardi accumulati rispetto alla concorrenza, Cupertino sembra aver finalmente delineato una roadmap chiara per il rilancio di Siri, che secondo indiscrezioni raccolte da Mark Gurman di Bloomberg subirà una metamorfosi completa. L'assistente vocale che conosciamo oggi verrà sostituito da un vero e proprio chatbot conversazionale basato su intelligenza artificiale generativa, attualmente in sviluppo sotto il nome in codice Campos.
Le fonti citate dal giornalista di Bloomberg descrivono un cambio di paradigma sostanziale: addio all'interfaccia tradizionale di Siri a favore di un modello interattivo più evoluto, simile a quelli implementati da ChatGPT di OpenAI e Gemini di Google. La nuova soluzione non verrà distribuita come applicazione standalone, nonostante Apple stia internamente testando proprio questa configurazione. L'integrazione profonda nell'ecosistema software sarà invece il fulcro della strategia, con un debutto previsto all'interno del ciclo iOS 27, iPadOS 27 e macOS 27 nella seconda metà del 2026.
Nel frattempo, gli utenti dovranno accontentarsi di un aggiornamento intermedio. iOS 26.4 introdurrà alcune funzionalità che Apple aveva promesso già nel 2024 ma mai concretizzate, confermando i ritardi accumulati dall'azienda in un settore dove competitor come Google e Microsoft hanno consolidato un vantaggio tecnologico considerevole. Questo rilascio graduale testimonia le difficoltà di Cupertino nel tenere il passo con l'evoluzione rapidissima delle tecnologie di machine learning conversazionale.
La svolta verso un'architettura chatbot acquisisce maggiore coerenza alla luce della partnership annunciata a gennaio tra Apple e Google. I modelli Gemini alimenteranno le prossime versioni di Siri, segnando una collaborazione inedita tra due rivali storici del mercato mobile. Gemini si è ormai affermato come standard de facto nell'ecosistema Google, presente su Android, Chrome e l'intera suite di servizi cloud dell'azienda. Per Apple, che in questo segmento tecnologico ha accumulato un gap significativo, sfruttare competenze esterne rappresenta una scelta pragmatica per accelerare il recupero.
La decisione di non rilasciare un'app dedicata per Campos contrasta con le strategie di Google e OpenAI, che distribuiscono i loro chatbot anche come applicazioni indipendenti. Apple punta invece sull'integrazione nativa, sfruttando il controllo totale su hardware e software per differenziarsi. Questo approccio ricorda la filosofia tradizionale dell'azienda di privilegiare l'esperienza utente verticalmente integrata rispetto alla frammentazione multi-piattaforma.
Le indiscrezioni di oggi suggeriscono anche che il 2027 potrebbe riservare ulteriori sorprese sul fronte dell'intelligenza artificiale indossabile. Secondo alcune fonti, Apple starebbe valutando il lancio di un AI pin dedicato, un dispositivo wearable che potrebbe affiancare Apple Watch nell'offerta di prodotti da portare addosso. Si tratterebbe di un nuovo fattore di forma specificamente progettato per l'interazione con assistenti AI, un segmento già esplorato da startup come Humane, le cui soluzioni hanno però ricevuto accoglienza tiepida dal mercato a causa di limitazioni funzionali e autonomia ridotta.