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Huawei Mate 30 Pro, facciamo il punto a quattro mesi dalla presentazione

Il 20 settembre 2019 vedeva la luce il Mate 30 Pro. Smartphone dalle potenzialità enormi, come abbiamo sottolineato in sede di recensione, che è stato però castrato dall’ormai nota questione tra Cina e Stati Uniti. L’azienda cinese ha però dimostrato, nel corso dei mesi, quanto questo prodotto fosse importante nella propria line-up. Sono stati diversi infatti gli aggiornamenti software rilasciati, che hanno ulteriormente migliorato la già ottima esperienza utente, senza dimenticare l’offerta di lancio che ne ha caratterizzato l’arrivo in Italia.

Al di là della questione del sistema operativo, su cui ci concentreremo in una sezione specifica, siamo difronte a un piccolo capolavoro tecnico, ulteriormente esaltato dal lavoro svolto da Huawei in questi quattro mesi. Il gigante di Shenzen ha limato le piccole criticità che avevamo evidenziato nel corso del nostro primo test, riuscendo a far raggiungere l’eccellenza al Mate 30 Pro soprattutto in due comparti: prestazioni e comparto fotografico.

Il Kirin 990 è sbocciato definitivamente

All’epoca della recensione (ottobre 2019), Mate 30 Pro offriva già prestazioni di primissimo livello. Il Kirin 990, caratterizzato da architettura octa-core (2 x 2.86 GHz Cortex-A76 + 2 x 2.09 GHz Cortex-A76 + 4 x 1.86 GHz Cortex-A55) e abbinato a 8 Gigabyte di RAM, rappresentava già sulla carta una garanzia. Con i successivi aggiornamenti software però, è definitivamente sbocciato, offrendo quella rapidità nelle operazioni quotidiane propria di pochissimi smartphone.

In più, è nettamente migliorata la dissipazione del calore. In tal senso, lo spessore di 8.8 mm della scocca di per sé non aiuta, e qualche mese fa avevamo riscontrato un certo surriscaldamento nella parte posteriore, soprattutto dopo sessioni di gaming. Una criticità praticamente scomparsa, anche quando il dispositivo viene messo particolarmente. Insomma, siamo difronte a uno degli smartphone più potenti sul mercato da un punto di vista prettamente hardware.

Del resto, al di là della presenza del Kirin 990, stiamo parlando di un prodotto che ha a disposizione memore UFS 3.0, il Bluetooth 5.1, il Wi-Fi ac dual-band, il supporto dual SIM, la porta a infrarossi, l’NFC, il GPS A-GLONASS Galileo BDS QZSS. A conti fatti, tutto ciò che è lecito attendersi da un top di gamma anche per la prima parte del 2020. Tutti aspetti che, paradossalmente, contribuiscono a far apparire il Mate 30 Pro come una grande occasione mancata, non solo per Huawei.

Comparto fotografico, l’eccellenza è vicina

Il modulo fotografico posteriore è rotondo e composto da ben quattro sensori: il principale da 40 Megapixel con obiettivo f/1.6 e stabilizzazione ottica dell’immagine; il secondario sempre da 40 Megapixel ultra grandangolare f/1.8; il teleobiettivo da 8 Megapixel che abilita un zoom ottico 3X (ibrido 5X, digitale 30X); il sensore ToF 3D per la profondità di campo. Una configurazione che ci aveva già ampiamente convinti in fase di recensione, ma che è ulteriormente migliorata.

Personalmente ho sempre apprezzato la scelta di Huawei di riservare in esclusiva lo zoom periscopico al P30 Pro, con la logica di differenziare maggiormente le due serie. Una strategia che, tra l’altro, ha consentito di contenere fisicamente lo spessore del modulo fotografico del Mate 30 Pro, che non crea problemi quando si poggia lo smartphone su di un piano. Un aspetto non così scontato nei top di gamma dotati di sensori fotografici multipli, come abbiamo già visto su prodotti come gli iPhone 11.

A livello di resa, c’è davvero poco da dire. Avendo avuto modo di utilizzare il Mate 30 Pro per diverse settimane, ho decisamente apprezzato la la combinazione tra versatilità e qualità offerta dal comparto fotografico messo, che ha oggettivamente pochi eguali nel panorama smartphone. In diurna le immagini risultano ricche di dettagli, in notturna la modalità notte riesce, in determinate occasioni, a compiere veri e propri miracoli. Peraltro, ho riscontrato una minore saturazione dei colori con poca luce, a seguito degli ultimi aggiornamenti software.

Huawei ha inoltre nettamente potenziato il sensore grandangolare, portandolo a 40 Megapixel. Questo consente di sfruttarlo in maniera ancora più efficace, con tutti i vantaggi che un’ottica del genere porta nell’utilizzo quotidiano. Discorso analogo per la fotocamera anteriore da 32 Megapixel, anch’essa coadiuvata da un sensore ToF 3D, che consente di ottenere effetti bokeh particolarmente naturali. Netto passo in avanti con i video, anche rispetto al primo test che abbiamo effettuato: possono essere registrati fino alla risoluzione 4K a 60 fps, e poi c’è un’incredibile modalità Super Slow-Motion a 7680 fps (in questo caso ci si ferma ai 720p). In entrambi i casi, qualità davvero elevata.

Software e Google App, parliamone

La questione legata alla mancanza delle Google App rappresenta senza dubbio un limite importante, inutile nasconderlo. Abbiamo realizzato, qualche mese fa, un approfondimento per farvi comprendere cosa significa dover fare a meno dei servizi di Big G su uno smartphone, potete recuperarlo a questo indirizzo. Come già chiarito in quella occasione, non è impossibile utilizzare un prodotto del genere senza Play Store, Gmail, Google Maps, solo per citarne alcuni.

C’è da sottolineare comunque un aspetto. Dopo i primi blocchi, si sono diffusi alcuni metodi non ufficiali per installare comunque i servizi Google sul Mate 30 Pro. Uno di questi prevede di scaricare un pacchetto zip su una chiavetta USB-C, collegare quest’ultima allo smartphone dopo averlo ripristinato alle condizioni di fabbrica, copiare i vari APK Google sulla memoria interna e, contestualmente, richiamare il backup attraverso la cartella denominata Huawei.

Abbiamo testato questa procedura nella logica di comprendere se fosse effettivamente possibile installare i servizi Google sul Mate 30 Pro, e ha funzionato. In ogni caso, è importante ricordare come si tratti di una possibilità non ufficiale per cui, nel caso decideste di seguirla, prestate la massima attenzione, anche perché è necessario conoscere il funzionamento degli smartphone in maniera un po’ più approfondita rispetto alla media.

Io ho comunque deciso di testare l’esperienza utente del Mate 30 Pro anche senza i servizi Google. Come già chiarito in fase di recensione, occorre abituarsi alla mancanza di alcuni applicazioni che, inevitabilmente, sono diventate di uso comune. O meglio, bisogna abituarsi all’alternativa da attuare per poter avere comunque accesso, ad esempio, a YouTube. In questo caso infatti è possibile visionare i filmati attraverso il browser, certamente meno comodo rispetto all’applicazione, ma comunque funzionale allo scopo.

Al di là di tutto questo, Huawei ha integrato una serie infinita di chicche software nella EMUI. C’è, ad esempio, la Desktop Mode, che consente di collegare il Mate 30 Pro a un monitor esterno, avendo accesso a un ambiente desktop su base Android. Una possibilità comodissima nell’ottica della produttività in mobilità.

Lo sblocco del dispositivo è affidato al sensore per le impronte digitali integrato nello schermo (funziona benissimo, sempre veloce e preciso) e al riconoscimento facciale 3D. Quest’ultimo è quello che, tecnicamente, più si avvicina al Face ID di Apple, riuscendo a riconoscere perfettamente il viso anche al buio. Anche qui, una chicca: nel momento in cui il possessore dello smartphone sta leggendo una notifica dalla lockscreen e qualcun’altro si affaccia sul display, il sistema riconosce la presenza di un estraneo e blocca automaticamente la lettura della notifica stessa.

Una farfalla pronta a spiccare il volo

Le conclusioni della nostra esperienza sono praticamente identiche a quelle della recensione di qualche mese fa. Il Mate 30 Pro è, potenzialmente, uno dei migliori smartphone del mercato, anche a distanza di tempo dalla presentazione. È inevitabilmente penalizzato dall’assenza dei servizi Google, per quanto questa possa essere in qualche modo aggirata.

Continua a essere, in questo momento, un prodotto destinato a una nicchia, ma siamo difronte, lo ribadiamo, a un capolavoro tecnico. Staremo a vedere quella che sarà l’evoluzione della questione tra Cina e Stati Uniti, ma il Mate 30 Pro attende solo di spiccare il volo.

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