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Xiaomi, ecco gli smartphone preferiti dal CEO Lei Jun

Lo sappiamo tutti, il catalogo smartphone di Xiaomi è vastissimo. Talmente ampio da creare spesso confusione nell’utente, a causa anche delle denominazioni scelte. Che si tratti di smartphone, di orologi o di libri, ognuno di noi ha la propria lista dei preferiti. Non è da meno Lei Jun, fondatore e CEO di Xiaomi, che in un video su Weibo ha rivelato quali sono i suoi tre smartphone Xiaomi preferiti.

La top 3 debutta con Mi Mix 2, lo smartphone annunciato nel 2017 caratterizzato da un corpo interamente in ceramica. Ed è proprio questa la peculiarità che gli ha fatto guadagnare un posto nella classifica di Lei Jun, o meglio il processo che è alla base. Ciò che ha adorato il CEO, in realtà, è l’impegno della compagnia che ha dovuto sinterizzare ogni pezzo di ceramica a 1400 gradi Celsius per sette giorni.

Il secondo smartphone menzionato è Mi 6 Bright Silver Discovery Edition. Anche stavolta, il merito va all’estetica e al design. Nella versione silver, il predecessore del Mi 8 infatti godeva sul retro di uno strato metallico lucido protetto da un vetro riflettente che permetteva di utilizzare il dispositivo come se fosse uno specchio.

La lista dei preferiti di Lei Jun si chiude con Mi 10 Pro. Una presenza che non sorprende affatto. Forse è l’unico smartphone menzionato che non è stato scelto per l’estetica ma per tutto ciò che rappresenta nel suo insieme. È il primo vero smartphone top di gamma Xiaomi disponibile anche sui mercati internazionali. Come già ripetuto in fase di presentazione, questa volta il colosso asiatico si è concentrato meno sulla riduzione dei costi per offrire ai suoi utenti la migliore esperienza degna dei dispositivi di fascia alta.

I “preferiti” diventano tali per un numero infinito di ragioni: estetica, sensazioni, esperienza, filosofia e chi più ne ha, più ne metta. Personalmente, sono concorde solo in parte con la lista di Lei Jun. La mia personalissima top 3 degli smartphone Xiaomi preferiti (che non per forza vuol dire migliori) è leggermente diversa.

Mi Mix di prima generazione, lo smartphone che ha incarnato alla perfezione la filosofia alla base del brand cinese: l’innovazione. Mi Mix è stato il primo dispositivo davvero borderless, almeno su tre lati perché su quello inferiore c’era la fotocamera frontale. È stato un rivoluzionario, il precursore di quella che – a distanza di anni – è ancora la tendenza estetica seguita dai produttori nel mondo smartphone. Neanche il Galaxy S8 dell’anno successivo era così estremo, nonostante le sue cornici estremamente ridotte.

Mi Note 3, l’antesignano degli attuali medio gamma travestiti da top di gamma. Quasi un’evoluzione del Mi 6, da cui eredita il design. Il posto nella mia classifica se lo guadagna proprio per le ottime prestazioni che lo avvicinavano agli smartphone di fascia alta.

L’ultima scelta concorda con quella di Lei Jun: Mi 10 Pro. Le mie motivazioni sono le stesse. È lo smartphone che ha permesso a Xiaomi di fare il salto di qualità e di giocarsi la partita a un livello superiore. È il segno della maturità. E per questo merita un posto nella mia classifica che – ripeto – è del tutto personale.

Infine, mi verrebbe da citare come fuori gara Redmi Note 5 che – incarnando la filosofia dell’ottimo rapporto qualità/prezzo – ha conquistato il grande pubblico. È stato l’inizio del vero successo di Xiaomi nei mercati internazionali.

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