image/svg+xml
Logo Tom's Hardware
  • Hardware
  • Videogiochi
  • Mobile
  • Elettronica
  • EV
  • Scienze
  • B2B
  • Quiz
  • Tom's Hardware Logo
  • Hardware
  • Videogiochi
  • Mobile
  • Elettronica
  • EV
  • Scienze
  • B2B
  • Quiz
  • Forum
  • Sconti & Coupon
Offerte & Coupon
Accedi a Xenforo
Immagine di Pokémon GO: questo weekend ci sarà il primo City Safari in Italia Pokémon GO: questo weekend ci sarà il primo City Safari in...
Immagine di Sulle powerbank è imbattibile, sugli auricolari? Solo 18€ per scoprirlo Sulle powerbank è imbattibile, sugli auricolari? Solo 18€...

L’argento rafforza le batterie allo stato solido

Un trattamento superficiale su LLZO aumenta di cinque volte la resistenza alle fratture, avvicinando la tecnologia alla produzione su larga scala.

Advertisement

Avatar di Antonello Buzzi

a cura di Antonello Buzzi

Senior Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 19/01/2026 alle 09:05

La notizia in un minuto

  • Ricercatori di Stanford hanno sviluppato un trattamento superficiale con ioni d'argento spesso solo 3 nanometri che aumenta quasi cinque volte la resistenza alle fratture degli elettroliti ceramici solidi, superando uno dei principali ostacoli alla commercializzazione delle batterie allo stato solido
  • La tecnica innovativa utilizza argento ionico (Ag+) invece di argento metallico, che penetra 20-50 nanometri nella struttura dell'elettrolita LLZO e ne modifica radicalmente le proprietà meccaniche prevenendo la propagazione di microfratture durante i cicli di carica-scarica
  • L'approccio potrebbe rivoluzionare non solo le batterie al litio ma anche quelle al sodio, con possibili applicazioni ad altri metalli come il rame e elettroliti alternativi a base di zolfo, sebbene la scalabilità industriale rimanga ancora da verificare

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

Quando acquisti tramite i link sul nostro sito, potremmo guadagnare una commissione di affiliazione. Scopri di più

Le batterie allo stato solido rappresentano da decenni una delle frontiere più promettenti dell'elettrochimica applicata, capaci in teoria di superare i limiti intrinseci delle attuali batterie agli ioni di litio: maggiore densità energetica, ricarica ultrarapida e sicurezza intrinseca grazie all'eliminazione degli elettroliti liquidi infiammabili. Tuttavia, un ostacolo apparentemente insormontabile ha finora impedito la loro commercializzazione su larga scala: gli elettroliti solidi ceramici, pur permettendo un'efficiente conduzione ionica del litio, sviluppano microfratture che si propagano ad ogni ciclo di carica-scarica, portando al cedimento prematuro della cella. Un gruppo di ricerca dell'Università di Stanford ha ora identificato una soluzione innovativa che potrebbe finalmente sbloccare questa tecnologia, pubblicando i risultati sulla rivista Nature Materials il 16 gennaio.

Il cuore della scoperta risiede in un trattamento superficiale estremamente sottile basato su ioni d'argento, applicato al materiale elettrolitico ceramico noto come LLZO (una combinazione di litio, lantanio, zirconio e ossigeno). A differenza di approcci precedenti che utilizzavano argento metallico, i ricercatori hanno impiegato argento ionico (Ag+), una forma carica positivamente ottenuta quando l'atomo perde un elettrone. Questa distinzione chimica si è rivelata cruciale: attraverso un processo di doping nanometrico, gli ioni d'argento sostituiscono selettivamente gli ioni di litio più piccoli nella struttura cristallina porosa dell'elettrolita, modificandone radicalmente le proprietà meccaniche.

La procedura sviluppata dal team prevede l'applicazione di uno strato d'argento di appena 3 nanometri di spessore sulla superficie dell'LLZO, seguito da un trattamento termico a 300 gradi Celsius. Durante il riscaldamento, gli atomi d'argento migrano all'interno della struttura superficiale dell'elettrolita, penetrando tra i 20 e i 50 nanometri sotto la superficie. L'aspetto fondamentale è che l'argento mantiene la sua forma ionica positiva anziché convertirsi in metallo, e questa configurazione elettronica risulta determinante nel prevenire la nucleazione e la propagazione delle microfratture.

Il materiale trattato con argento ha richiesto quasi cinque volte più forza per fratturarsi rispetto ai campioni non trattati

Wendy Gu, professoressa associata di ingegneria meccanica a Stanford e autrice senior dello studio, spiega la sfida ingegneristica in termini chiari: "Gli elettroliti solidi su cui lavoriamo sono ceramiche che permettono agli ioni di litio di muoversi facilmente avanti e indietro, ma sono fragili. Su scala microscopica, non sono molto diverse dai piatti o dalle ciotole di ceramica che abbiamo in casa, con minuscole crepe sulle superfici". La ricercatrice sottolinea come eliminare ogni difetto durante la fabbricazione sia irrealistico ed economicamente insostenibile, rendendo necessario un approccio protettivo superficiale piuttosto che la perfezione strutturale assoluta.

Per quantificare l'efficacia del trattamento, il gruppo ha utilizzato sonde specializzate all'interno di un microscopio elettronico a scansione, misurando la forza necessaria per fratturare la superficie dell'elettrolita. I risultati hanno mostrato che il materiale trattato con argento richiede una pressione meccanica quasi quintupla rispetto ai campioni non trattati per iniziare a rompersi. Questo incremento di resistenza si traduce anche in una ridotta tendenza del litio metallico a infiltrarsi nelle imperfezioni superficiali esistenti, un fenomeno particolarmente dannoso durante la ricarica rapida, quando microlesioni possono amplificarsi in canali profondi che degradano permanentemente la batteria.

Xin Xu, che ha guidato la ricerca come studioso postdottorale a Stanford ed è ora professore assistente di ingegneria alla Arizona State University, evidenzia l'importanza metodologica del lavoro: "Il nostro studio dimostra che il doping nanometrico con argento può alterare fondamentalmente il modo in cui le crepe si formano e si propagano sulla superficie dell'elettrolita, producendo elettroliti solidi resistenti ai guasti per tecnologie di accumulo energetico di prossima generazione". Xu ha condotto la ricerca nel laboratorio del professor William Chueh, direttore del Precourt Institute for Energy, parte della Stanford Doerr School of Sustainability.

La ricerca si inserisce in un percorso investigativo più ampio. Tre anni fa, lo stesso gruppo di Stanford aveva pubblicato uno studio che rivelava i meccanismi di formazione e diffusione di microfratture, ammaccature e difetti superficiali negli elettroliti ceramici. Il nuovo lavoro rappresenta l'evoluzione logica di quella comprensione teorica verso una soluzione pratica applicabile. Il team ha anche iniziato a esplorare metalli alternativi all'argento: il rame ha mostrato risultati promettenti nei test preliminari, sebbene meno efficaci dell'argento. Il criterio guida è che gli ioni metallici utilizzati siano più grandi degli ioni di litio che vanno a sostituire nella struttura dell'elettrolita.

Le prospettive applicative si estendono oltre il litio. I ricercatori ritengono che strategie analoghe possano beneficiare le batterie al sodio, contribuendo a ridurre le pressioni sulle catene di approvvigionamento legate alla crescente domanda di litio. Il gruppo sta inoltre studiando elettroliti solidi alternativi, inclusi materiali a base di zolfo che potrebbero offrire maggiore stabilità chimica quando accoppiati con litio metallico. Tuttavia, il passaggio dalla dimostrazione scientifica alla commercializzazione rimane complesso: gli esperimenti finora si sono concentrati su aree localizzate piuttosto che su celle batteria complete, e resta da verificare se l'approccio basato sull'argento possa essere scalato a batterie di dimensioni reali, integrato con altri componenti e mantenere le prestazioni per migliaia di cicli di carica.

Il team sta attualmente lavorando con celle complete di batterie allo stato solido al litio metallico, esplorando come l'applicazione di pressione meccanica da diverse angolazioni possa estendere la durata della batteria. Altri autori senior dello studio, oltre a Gu e Chueh, includono Yue Qi, professore di ingegneria alla Brown University. Tra i co-autori principali figurano Teng Cui, ora professore assistente all'Università di Waterloo; Geoff McConohy, attualmente ingegnere di ricerca presso Orca Sciences; e Samuel S. Lee, dottorando a Stanford. Harsh Jagad, ex allievo della Brown University e ora chief technology officer di Metal Light, Inc., è anch'egli co-autore principale dello studio.

Fonte dell'articolo: www.sciencedaily.com

Le notizie più lette

#1
iPhone 18 Pro e Fold messi a nudo dai leak, ecco tutto quello che sappiamo
6

Smartphone

iPhone 18 Pro e Fold messi a nudo dai leak, ecco tutto quello che sappiamo

#2
ExFAT su Linux: un driver ne incrementa notevolmente la velocità

Hardware

ExFAT su Linux: un driver ne incrementa notevolmente la velocità

#3
Resident Evil Requiem senza collector, i fan sono delusi dalle motivazioni
2

Videogioco

Resident Evil Requiem senza collector, i fan sono delusi dalle motivazioni

#4
Valve riscrive le regole di Steam sull'uso dell'IA

Videogioco

Valve riscrive le regole di Steam sull'uso dell'IA

#5
Ecco perché il "loremaster" di The Elder Scrolls ha lasciato Bethesda

Videogioco

Ecco perché il "loremaster" di The Elder Scrolls ha lasciato Bethesda

👋 Partecipa alla discussione!

0 Commenti

⚠️ Stai commentando come Ospite . Vuoi accedere?

Invia

Per commentare come utente ospite, clicca quadrati

Cliccati: 0 /

Reset

Questa funzionalità è attualmente in beta, se trovi qualche errore segnalacelo.

Segui questa discussione

Advertisement

Ti potrebbe interessare anche

Sulle powerbank è imbattibile, sugli auricolari? Solo 18€ per scoprirlo

Special

Sulle powerbank è imbattibile, sugli auricolari? Solo 18€ per scoprirlo

Di Dario De Vita
Pokémon GO: questo weekend ci sarà il primo City Safari in Italia

Special

Pokémon GO: questo weekend ci sarà il primo City Safari in Italia

Di Andrea Riviera
Skull and Bones: non ci sta giocando nessuno, ma Ubisoft continua a supportarlo

Special

Skull and Bones: non ci sta giocando nessuno, ma Ubisoft continua a supportarlo

Di Giulia Serena
Black Friday 2023 | Date | Offerte | Amazon | eBay | MediaWorld

Special

Black Friday 2023 | Date | Offerte | Amazon | eBay | MediaWorld

Di Tom's Hardware
Amazon Prime Day 2023 | Date | Offerte | Sconti

Special

Amazon Prime Day 2023 | Date | Offerte | Sconti

Di Tom's Hardware

Advertisement

Advertisement

Footer
Tom's Hardware Logo

 
Contatti
  • Contattaci
  • Feed RSS
Legale
  • Chi siamo
  • Privacy
  • Cookie
  • Affiliazione Commerciale
Altri link
  • Forum
Il Network 3Labs Network Logo
  • Tom's Hardware
  • SpazioGames
  • CulturaPop
  • Data4Biz
  • TechRadar
  • SosHomeGarden
  • Aibay

Tom's Hardware - Testata giornalistica associata all'USPI Unione Stampa Periodica Italiana, registrata presso il Tribunale di Milano, nr. 285 del 9/9/2013 - Direttore: Andrea Ferrario

3LABS S.R.L. • Via Pietro Paleocapa 1 - Milano (MI) 20121
CF/P.IVA: 04146420965 - REA: MI - 1729249 - Capitale Sociale: 10.000 euro

© 2026 3Labs Srl. Tutti i diritti riservati.