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Aspettando Hitman 3 – Riscopriamo il recente passato dell’Agente 47

Un vestito elegante, una cravatta rossa, due Silverballer, una monetina e una corda di pianoforte. Viste le caratteristiche elencate, non possiamo che parlare di lui: l’Agente 47; il più famoso, affascinante e intelligente killer della storia dei videogiochi. 

La saga di Hitman, tuttavia, nonostante la grande nomea che si porta dietro, non ha affatto avuto vita facile negli ultimi anni. Agli occhi dei giocatori, dopo la tiepida accoglienza riservata ad Absolution, ultimo grande atteso del franchise, arrivato sul mercato dopo una sostanziosa campagna pubblicitaria (non a caso, questa produzione segnava il ritorno di una leggenda che non vedevamo sui nostri schermi dai tempi di Hitman: Blood Money), le ultime iterazioni hanno abbassato drasticamente l’ambizione. 

Cosa sta succedendo, dunque? La leggenda è ormai passata, oppure è ancora tra noi? Parleremo di questo e dell’ormai imminente Hitman 3. Se siete dei fan dell’Agente 47, avete aperto l’articolo giusto.

Hitman Absolution: l’ultima grande produzione?

Nei ricordi di alcuni appassionati della serie, Absolution è un grande passo falso: abbandona – almeno in parte – le caratteristiche e la libertà dei capitoli precedenti, in favore di un avanzamento più lineare; inoltre, in certi contesti fa anche leva sulla componente action. 

Se ci riflettete, alla saga di 47 accadde esattamente ciò che allo stato attuale è la norma, ossia abbandonare l’idea dello stealth puro, concentrandosi su un gameplay più accogliente e capace di ospitare svariate meccaniche e possibilità ludiche. Tanto per fare un esempio, basti vedere la serie di Splinter Cell che, soprattutto con Conviction, seguì proprio questa via, irritando i fan di lungo corso. Nulla di nuovo, quindi: novità e stravolgimenti che stanno stretti allo zoccolo duro. Ciononostante, la vera domanda che ci poniamo e rivolgiamo anche a voi, è la seguente: Absolution, è davvero un capitolo da seppellire? 

Proprio in questi giorni, anche per snellire un po’ l’attesa nei confronti del nuovo capitolo in arrivo, abbiamo rimesso su Hitman Absolution (QUI la nostra recensione) in versione rimasterizzata, tra l’altro sull’ammiraglia di casa Microsoft, Xbox Series X. Dinnanzi ci siamo ritrovati un prodotto ancora in grado di dire la sua da un punto di vista tecnico (eccezion fatta per l’aliasing a tratti invasivo), merito anche dell’ottimo art design; in secondo luogo, ci siamo confrontati con uno stealth ibrido che fa l’occhiolino alle precedenti iterazioni del franchise, introducendo meccaniche che potrebbero non essere gradite dal pubblico: ci riferiamo alla modalità istinto e alla possibilità di colpire più bersagli contemporaneamente, proprio come succede in Splinter Cell Conviction che citavamo prima. Posto che, giocando alla massima difficoltà tutte queste introduzioni/limiti vengano meno, privilegiando forzatamente l’approccio furtivo, crediamo, almeno in parte, che si tratti di una scelta azzeccata e capace di aumentare un po’ il coinvolgimento. Nella fattispecie ci riferiamo alla necessità di consumare istinto quando si è travestiti e in prossimità di un nemico: se è vero che in parte riduca la libertà concessa dagli altri Hitman, d’altro canto crediamo che sia un limite contestuale e ben posto dagli sviluppatori, il quale aumenta la credibilità delle azioni. 

Altro merito che possiamo attribuire alla produzione di IO Interactive è il marcato focus sulla narrazione, con annesse trovate registiche di prestigio che strizzano l’occhio alle pellicole Tarantiniane. Non a caso, alcune delle cinematiche del gioco sono entrate di diritto nell’immaginario della serie, pensiamo ad esempio alla sequenza introduttiva, la scena che vede come protagoniste le ormai iconiche Suore sexy, o, per ultima, l’incendio alla chiesa con tanto di Ave Maria in sottofondo. 

Riflettendoci un attimo, sono forse queste le grandi mancanze delle ultime due uscite: delle cinematiche in grado di portare avanti l’immaginario di un personaggio che, come Lara Croft insegna, ha sempre puntato tutto sulla sua estetica, dando vita a veri e propri tratti distintivi che tutti abbiamo imparato a conoscere.

Insomma, nonostante alcune mutazioni è una bella produzione; contrariamente a quanto si dice in giro, apprezziamo il titolo e vi invitiamo a provarlo.

L’Agente 47, oggi

Hitman, nel 2016, cambiò forma e venne distribuito in episodi; il tutto per completare uno sviluppo assai travagliato. Piuttosto che inseguire quanto fatto con Absolution, il team decise di riprendere la libertà creativa di Blood Money, in assoluto uno dei capitoli con le maggiori opportunità d’approccio. Stage dopo stage, quindi, ci si confronta con un level design mai così complesso nella serie, merito di mappe che ospitano al loro interno edifici dalle dimensioni piuttosto generose, introducendo uno sviluppo verticale inedito per il franchise. A spalleggiare l’eccellente level design ci pensa un gameplay parecchio profondo e creativo, ma claudicante in alcune azioni base. Tanto per fare un esempio, troviamo assurdo che per afferrare un NPC il nostro avo debba posizionarsi esattamente alle spalle del malcapitato, così come troviamo parecchio deficitaria l’IA. Ci sarebbe da rimproverare anche un sistema di mira alle volte impreciso, ma trattandosi di uno stealth game piuttosto puro, la componente action passa di diritto in secondo piano.

È risaputo, Hitman, specie alla massima difficoltà e quando si è a caccia del miglior punteggio, è un gioco parecchio complesso. Tutto questo gli sviluppatori di IO Interactive lo sanno molto bene, motivo per cui hanno deciso di inserire le cosiddette “Storie della Missione”, una sorta di guida che conduce il giocatore alla vittima. All’interno di un singolo stage ve ne sono diverse e solamente completandole tutte conoscerete al 100% i vostri bersagli, perché se è vero che l’introduzione nasca soprattutto per aiutare i neofiti, è anche vero che gli sviluppatori l’hanno utilizzata per dare al gioco un approccio un po’ story driven, che peraltro conduce alle uccisioni più spettacolari e soddisfacenti. 

In conclusione, almeno nella parte giocata, queste due Stagioni dell’Agente 47 si fanno richiamare di rado: elaborate nel level design, ricche di possibilità creative e profonde nel gameplay, sono in assoluto le migliori iterazioni legate al famoso killer e faranno sicuramente la gioia di molti appassionati. Tuttavia, nonostante i buoni consensi da parte della critica, le ultime avventure di 47 non sono arrivate al grande pubblico. Ci riferiamo soprattutto al secondo capitolo, poiché il primo, una volta uscito dalle problematiche legate allo sviluppo e conclusa la distribuzione frammentata, ha riscosso un notevole successo; il secondo nonché ultimo capitolo, invece, nonostante sia riuscito a proporre situazioni e level design migliori, non ha saputo replicare i dati di vendita, e ad oggi non sappiamo ancora come sia andato, ma visto il silenzio tombale, presupponiamo che le cose non siano andate per il meglio. E ciò è veramente un peccato, ma, fortunatamente, all’orizzonte vi è comunque una terza stagione in arrivo.

Hitman 3: cosa aspettarci?

Dalla nuova avventura di 47 ci aspettiamo una libertà creativa ancora più ampia, mappe sempre molto elaborate e verticali e, infine, un colpo d’occhio migliore grazie alle nuove console. Ciononostante, crediamo che le sensazioni controller alla mano saranno le medesime: così come avvenne con l’uscita della seconda stagione, la quale introdusse piccole opportunità di mimetismo, Hitman 3 potrebbe apportare qualche miglioria sostanziosa, ma nulla che stravolga l’esperienza. 

Il rischio, quindi, è quello di ritrovarsi per le mani un altro insuccesso commerciale, e come dimostra il già annunciato progetto dedicato a 007, ciò potrebbe condurre il team a virare su altro, accantonando un po’ il famoso 47. 

E voi, invece? Cosa ne pensate di questo nuovo corso della saga di Hitman? E soprattutto, qual è il vostro trascorso con la serie? Nonostante manchi quel marketing pomposo e l’aspetto da tripla A da milioni di dollari, gli ultimi Hitman racchiudono tutte le capacità di IO Interactive e alcuni picchi di eccellenza per quanto concerne il level design. Se da anni bramate uno stealth game libero e capace di dare sfogo alla vostra immaginazione, troverete nelle ultime due stagioni tutto quello che state cercando. Mai come in questo caso sarebbe il caso di spargere il verbo; giochi come questi meritano assolutamente un’attenzione maggiore.