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Beyond Good and Evil, l’ascesa di una perla sottovalutata

Beyond Good and Evil rappresenta uno dei videogiochi che – dopo una primissima distribuzione claudicante – ha saputo costruirsi un seguito senza precedenti. Questa produzione è stata congegnata dalla mente di Michel Ancel, il papà di un altro celebre mito chiamato Rayman, e racchiude una storia fatta di carisma e tanto divertimento. 

Raccontare questa avventura non è semplice perché entrano in gioco moltissime emozioni, soprattutto quelle legate alla nostra infanzia – tante ore passate in compagnia di Jade, Pey'j e Doppia H per esplorare il fantastico pianeta di Hillys. Il nostro obiettivo è quello di non cadere sul banale e, di conseguenza, vi presentiamo questo approfondimento che ripercorre una delle migliori storie del panorama videoludico.

Dalle stalle alle stelle del Sistema 4…

Beyond Good and Evil è innanzitutto un videogioco sviluppato da Ubisoft Montréal e Ubisoft Milano, e prodotto – naturalmente – da Ubisoft. La sua primissima apparizione risale all'estate del 2002, in occasione del maestoso E3 di Los Angeles. Sul palcoscenico losangelino, il videogioco prodotto dalla società francese non è riuscita a riscuotere il successo desiderato, infatti moltissimi giocatori diffidarono gli sforzi di Ancel e reputavano questa opera come un progetto minore dell'offerta di Ubisoft. 

Le primissime impressioni furono particolarmente mediocri e le vendite manifestarono la perfetta traduzione di un primo feeling alquanto deludente. Le motivazioni erano e sono di facile identificazione, ma quella principale è certamente relativa a una scelta errata di commercializzazione. La pubblicazione di Beyond Good and Evil fu in concomitanza con altri videogiochi blasonati di Ubisoft e questo favorì al tracollo commerciale dell'opera di Ancel. 

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@BG&E Wikia – Il primo concept della protagonista che originariamente aveva il nome di Sally.

Nonostante le vendite non fossero delle più rosee e un seguito non particolarmente accettabile, questo titolo entrò nei finalisti del Game Developers Choice Awards (vinto alla fine da un altro capolavoro di nome Half-Life 2) come miglior videogioco dell'anno. Un successo – se possiamo considerarlo tale – inaspettato per il suo creatore e tutti i componenti del team di sviluppo. 

Questa produzione con il tempo divenne un cult per il settore videoludico (i motivi per confermare tale affermazioni saranno svelati implicitamente nel corso di questo speciale ndR). Nel corso degli anni, infatti, fu pubblicata anche una versione in alta definizione – sviluppata da Ubisoft Shangai – per consentire agli appassionati di giocare con la propria beniamina a una risoluzione migliore e consona agli standard dell'epoca. 

Una narrazione forte, divertente e d'impatto…

Beyond Good and Evil ha una narrazione semplicemente complessa da definire e sintetizzare perché bisogna considerare moltissimi aspetti della storia e soprattutto tutti gli intrecci tra i vari personaggi presenti nel gioco. Iniziamo con una piccola presentazione del contesto narrativo e dell'ambientazione. 

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Il gioco in questione è ambientato sul pianeta Hyllis – un corpo celeste situato nel sistema periferico 4 e possiede una luna chiamata Selene. La società insediata in questo particolare pianeta è costantemente attaccata da creature aliene denominate DomZ, brutali creature con l'obiettivo di rapire gli abitanti di Hyllis per compiere i loro diabolici piani (che non racconteremo per motivi di spoiler ndR). La difesa del pianeta è affidata a un gruppo militare chiamata Squadra Alpha.

La protagonista di questo videogioco innanzitutto svolge una moltitudine di attività lavorativa. Lei è una fotoreporter – dopo aver iniziato la sua carriera sotto la sua propria società chiamata Jade Reporting & Co.; Jade inoltre gestisce un orfanotrofio assieme al suo acquisito di nome Pey'j – un maiale antropomorfo petulante e al contempo dolce e affettuoso. Sembra una storia perfetta, fino all'arrivo dei DomZ. 

La narrazione inizia in una semplicissima giornata in cui la protagonista svolge una sessione di meditazione su una roccia del suo isolotto. La situazione cambia repentinamente con un attacco a sorpresa dei DomZ. La giovane, per salvare tutti i bambini rimasti orfani, ingaggia un combattimento con alcune creature aliene. Il risultato della battaglia è positivo, ma in quest'occasione la ventenne Jade scopre alcuni indizi che la invoglieranno a smascherare tutta la verità che sta dietro la Squadra Alpha e i DomZ. Successivamente ella si unisce all'organizzazione IRIS per raggiungere il suo obiettivo.

Un aspetto molto toccante della narrativa di questo gioco era ed è lo sviluppo con i compagni di avventure. Il giocatore, durante l'intera esperienza, ha la possibilità di scoprire una serie di indizi riguardanti la vita di ciascun personaggio e l'evoluzione di esso con il proseguimento della trama.

La storia prosegue con un filo conduttore che manteneva alta l'attenzione degli appassionati e si allineava perfettamente con l'obiettivo primario della protagonista. Inoltre, lo scenario di un'ambientazione totalmente gettata nel baratro della disperazione come quella insediata a Hillys, era un contorno assai caratterizzante per questo gioco. 

Beyond Good and Evil, insomma, era un videogioco sublime, caratterizzato da una narrazione dai contenuti forti e d'impatto. In più, la progressione dei personaggi e dei vari intrecci delle storie di ciascun abitante hanno dato una marcia in più a questo titolo.

Un gameplay semplice e cooperativo…

Il sistema di gioco di Beyond Good and Evil racchiude delle meccaniche alquanto basilari che proponevano pochissime meccaniche innovative rispetto ad altre produzioni uscite in quegli anni. Tra queste, spicca senza ombra di dubbio la possibilità di cooperare con il proprio compagno attraverso l'utilizzo di un comodo tasto. 

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Le mappe e i vari enigmi ambientali ruotavano attorno a questa funzionalità. Pey'j possiede l'abilità di compiere un doppio salto su un ostacolo oppure sul terreno per far rimbalzare il nemico in aria. Doppia H, inoltre, padroneggiava la caricata con l'uso del proprio casco militare. Queste caratteristiche possono sembrare molto semplici e prive di senso, ma durante l'avventura risultavano davvero comode per superare tutte le insidie congegnate dagli sviluppatori. 

La protagonista, invece, possiede – oltre alla classica staffa Daï-jo – una macchina fotografica dotata di Gyrodisk. Quest'ultima arma permette all'utente di lanciare speciali dischi energetici a distanza estendendo – di conseguenza – le possibilità di Jade durante un combattimento. 

Conclusioni

Beyond Good and Evil – come specificato in precedenza – è un videogioco caratterizzato da una narrazione spiccatamente emotiva e da meccaniche di gioco di qualità. L'obiettivo di questo articolo d'approfondimento è quello di riscoprire tutte le sfaccettature di uno dei videogiochi più sottovalutati dell'intero panorama videoludico. Infine, la palla passa nelle mani di Ubisoft e in quelle di Michel Ancel: il prossimo capitolo della serie ha il dovere di mettere in evidenza tutti gli aspetti rimasti segreti durante il primo capitolo di questa saga. 

Se non si fosse ancora capito, non vediamo l'ora di mettere le nostre mani su Beyond Good and Evil 2. La domanda che echeggia nelle nostre menti è: tra quanto esce? 


Tom's Consiglia

Beyond Good and Evil è difficilmente rintracciabile nei maggiori siti e-commerce. Tuttavia, se siete interessati alla sua versione digitale, potete acquistare una copia su Humble Bundle.