Nintendo Switch

Bioshock The Collection per Switch | Recensione


Bioshock The Collection – Nintendo Switch
Genere
Action - GDR
Piattaforma
Nintendo Switch
Editore
2K

Sono passati 13 anni dal primo Bioshock eppure, ancora oggi, è un piacere entrare nel mondo di Rapture tra ricombinati e Big Daddy, anche sul piccolo schermo della Switch. Questo gioco ha segnato la storia, e qualunque giocatore che si rispetti, e mi rivolgo soprattutto ai più giovani considerando gli anni che ci separano dall’uscita del 2007, dovrebbe prima o poi recuperarlo.

Concludevo la recensione del capitolo originale, che ho giocato su PC (come anche tutti gli altri capitoli), in questo modo: “siamo di fronte a uno dei giochi più accattivanti di questi mesi, un amante degli FPS non deve farselo scappare”. E lo stesso vale per Bioshock 2 e Bioshock Infinite, probabilmente due degli esempi più riusciti di sequel, che sono stati in grado di prendere tutto il bello, tutto il riuscito dell’universo di Bioshock, eliminando completamente la componente di “ripetitività” e “già visto”, di cui sono piagati molti titoli moderni, dove solitamente l’uscita di un nuovo capitolo porta solo una nuova storia, o poco più.

Sia che siate vecchi giocatori, come il sottoscritto, sia nuovi videogiocatori che nel lontano 2007 erano poco più che ragazzini, prendete in seria considerazione di regalarvi questa collection.

Cos’ha di speciale Bioshock

L’atmosfera, affiancata a una colonna sonora di tutto rispetto (che potete trovare anche su Spotify qui: https://open.spotify.com/playlist/6vYYP1U8wlBPMRiFLwCzwR?), si mescolano in una realtà alternativa degli anni 60, fatta di art decò con una pronunciata componente steampunk. E tutto funziona a meraviglia.

Bioshock è immediato, va subito al sodo, e vi cattura. Niente grandi preamboli o lunghi filmati d’introduzione, solo pochi secondi per giustificare la vostra entrata a Rapture, una città sottomarina che avrebbe dovuto significare una nuova speranza per la civiltà umana, con valori e un futuro migliore. In pochi minuti starete già prendendo a sprangate qualche nemico, dopo pochi secondi avrete accesso ai primi poteri sovrannaturali, e nel giro di un capitolo avrete già sperimentato tutte le meccaniche del gioco.

Ma la storia procede, capitolo dopo capitolo, con l’acquisizione di più armi, più poteri, nemici più forti e intelligenti e, soprattutto, una storia che vi accompagna nell’avventura in una maniera così naturale e fluida che riuscite coglierne ogni sfumatura.

Bioshock, all’epoca, era anche un esempio di novità tecniche di tutto rispetto. Ricordo come, più volte, nel 2007 mi fermai ad ammirare il rendering dell’acqua o gli effetti del fuoco, delle scariche elettriche o dell’illuminazione. Purtroppo, dopo 13 anni, certi cambiamenti non si possono più apprezzare veramente, e probabilmente per i più giovani saranno anche etichettati come “solo sufficienti”. Ma fidatevi, in quei tempi rappresentavano una piccola rivoluzione.

Bioshock 2 e Infinite

Bioshock 2 risale al 2010, e anche qui voglio riportare le conclusioni della recensione originale: “Bioshock 2 è un titolo solido. Il gameplay e  il suo universo, già sperimentati nel primo capitolo, confermano tutte le qualità già viste in precedenza. Il giocatore sarà imm”erso in un mondo freddo e bagnato, ricco e incoerente, che senza dubbio invoglia a scoprire più a fondo Bioshock. Nonostante tutte queste qualità, il secondo capitolo di 2K Games non porta nulla di particolarmente nuovo. Un buon risultato, che però non rivoluziona il franchise.”

Non posso essere, dopo tanti anni, in discorde con il mio giudizio dell’epoca, ma voglio aggiungere qualche dettaglio. Quando uscì il secondo capitolo l’hype era talmente alto che, come accade sempre, si rimane un po’ insoddisfatti. È vero che non ci fu uno stravolgimento del gioco, ma il cambio di vestito, che ci portava nei panni del Big Daddy (un guardiano robotico che incontrerete più volte, e dovrete anche affrontare, nel primo capitolo), cambiando di fatto la prospettiva e anche il gameplay.

Questa scelta eleva il franchise di Bioshock sopra molti altri, che solitamente riciclano tutto il possibile e che, altrettanto spesso, non toccano minimamente le meccaniche di gioco. Con il senno di poi questa scelta, ad oggi, mi sembra più riuscita di quello che potesse sembrare dieci anni fa.

Bioshock Infinite si prende qualche anno in più per uscire, siamo infatti nel 2015, e si passa letteralmente dalle profondità oceaniche alle nuvole di Columbia. L’ambiente cupo e a tratti horror di Rapture è un sogno del passato, e con Infinite si cerca di sfruttare al meglio le grandi distanze e spazi aperti, che cambiano molto lo stile del gioco. Il tratto artistico rimane sempre quello di Bioshock, solo visto sotto un’altra luce. Infinite è uno sparatutto più tradizionale, con ondate di nemici, proiettili ovunque, ma non preoccupatevi, abbiamo sempre i nostri poteri sovrannaturali che ci permettono di approcciare stili di combattimento differenti.

Con la collection avete anche i due capitoli “Burial at Sea”, l’espansione di Infinite che fungono da collegamento con i primi capitoli di Bioshock.

Il gameplay su Switch

Tutti i capitoli di Bioshock uscirono anche su console, quindi non sono stati necessari grandi riadattamenti del gameplay per renderli godibili anche su Switch. Le meccaniche del gioco originale, con i controlli dell’arma da fuoco sui grilletti di destra e i poteri su quelli di sinistra rendono tutto molto controllabile. Il resto dei pulsanti servono per ripristinare energia, caricare l’arma e poco altro. Non è un titolo complesso in termini di controllo, quindi è perfettamente fruibile anche da chi non considera gli FPS il suo forte.

Forse l’unico comando scomodo è la necessità di premere l’analogico di destra, quello che controlla la visuale, per attivare la mira (lo zoom). Ma è anche vero che non è necessario ricorrere troppo spesso a questa modalità per godersi il gioco.

Bioshock The Collection – Nintendo Switch

Bioshock: The Collection, per Switch, raggruppa i tre capitoli del riuscito franchise che vi porta prima sotto l’oceano, e poi tra le nuvole, alla scoperta di un’affascinante realtà alternativa. Il tre titoli sono dei puri FPS, con una solida trama alle spalle e una realizzazione artistica di primissimo livello.

9
9

Verdetto

Bioshock si è ritagliato un posto nella storia dei videogiochi, soprattutto grazie alla realizzazione artistica che, in tutti e tre i capitoli, è in grado di catturare il videogiocatore e immergerlo nei mondi inventati di Rapture e Colombia. Se vi piacciono gli FPS e non avete mai giocato a Bioshock, dovete assolutamente recuperarli. I giocatori più giovani non saranno esaltati dalla realizzazione tecnica, ma non rimaranno delusi da tutto il contorno offerto da questi giochi. Per chi, invece, ha già giocato ai titoli originali, sarà un’occasione per ricordare qui tempi in cui, molto probabilmente, c’erano meno preoccupazioni e più spensieratezza.

Pro

+ Un pezzo di storia da rivivere
+ Porting su Switch ben riuscito
+ Godibile sia su console sia su TV
+ Prezzo più conveniente rispetto l’acquisto dei capitoli separati.

Contro

- I più giovani potrebbero non apprezzare a pieno la realizzazione di questi titoli
- I titoli su altre piattaforme costano molto meno.