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Cyberpunk 2077: Pondsmith vuole un gioco credibile, non solo bello

Il creatore di Cyberpunk 2020, Mike Pondsmith, ha recentemente parlato della sua esperienza con il gioco di CD Projekt RED, il tanto atteso Cyberpunk 2077. Pondsmith sta collaborando con gli sviluppatori per fare in modo che l’opera sia una vera prosecuzione del gioco da tavolo e, inoltre, verifica che il gioco sembri credibile e non solo bello e divertente da giocare.

Ad esempio, Pondsmith parla di Pacifica, uno dei distretti di Night City, ambientazione di Cyuberpunk 2077. Pacifica è una delle zone più povere della città, ma è nata come una zona di lusso, poi abbandonata agli investitori: le gang hanno quindi preso il controllo delle strutture mezze completate. L’idea di Pondsmith era che tale zona fosse una specie di Atlantic City nella quale le cose avessero preso una piega tragica. Pondsmith assicura che ci sono molti dettagli all’interno dell’architettura della città. “Ci sono molte cose cyberpunk familiari all’interno. Come il neon, i caratteri giapponesi, le giacche lunghe. Ma c’è anche della realtà. Stavo camminando per Seattle una notte e ho pensato… ehi, ora lo capisco; ecco perché Night City funziona: ha un lato oscuro, come ogni città.

Cyberpunk 2077 Gamescom 2019

Pondsmith spiega di aver basato il gioco su varie esperienze reali e personali, come la sua vita a San Francisco negli anni ’80, durante i quali girava per bar “industriali e cyberpunk“, con un taglio afro, occhiali a specchio e “un coltello lungo 22 centimetri“. In termini generali, lavorando a Cyberpunk, Pondsmith è sempre alla ricerca di nuove esperienza: ad esempio, imparare a maneggiare un’arma o fare dei strett-test su uno zaino antiproiettile (sì, ha fatto entrambe le cose).

L’idea è quindi di riempire il gioco di dettagli che siano sempre funzionali, dando un senso a elementi che sono stati pensati non solo per il loro scopo visivo. Ha inoltre aggiunto che Cyberpunk 2077 non è un “cyberpunk intellettuale come Blade Runner“, ovvero il film preferito di Pondsmith, ma al tempo stesso non è uno sparatutto frenetico. Si tratta di “un’opera ambientale, personale”. Pondsmith è interessato a “vedere se il gioco cambierà ciò che reputiamo essere il cyberpunk“. Per ora non possiamo rispondere, ma una cosa è certa: la voglia di scoprirlo è molta.

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