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Diablo 2 Resurrected | Anteprima, Una rivisitazione incredibile!

Il weekend appena trascorso è stato senz’altro speciale per tutti gli appassionati di Diablo. Un gruppo ristretto di giocatori, giornalisti e content creator, infatti, ha avuto la possibilità di mettere la mani sull’Alfa Tecnica single player dell’attesissimo Diablo 2 Resurrected, la versione remastered del capolavoro Blizzard North uscito ormai ben ventuno anni fa.

Anche noi della redazione abbiamo avuto la possibilità passare diverso tempo su questa prima prova della rivisitazione made in Vicarious Visions, rimanendo sorpresi dalla qualità estetica/tecnica, ma anche e soprattutto dal rispetto che questi ragazzi di Menands hanno avuto nei confronti degli ex giocatori dell’originale. Aspetto non semplice da gestire considerando quanto sia complesso riuscire ad accontentare tutti.

Nel corso delle prossime righe che leggerete vi parleremo delle sensazioni che abbiamo avuto dopo circa trenta ore di gioco, e di come il gioco ci sia parso in ottima forma e ben al di sopra delle aspettative che ci eravamo fatti ma con ancora diversi punti lasciati in sospeso, che andranno necessariamente chiariti nel corso della prossima prova.

Il ritorno dell’Oscuro Viandante

La storyline di Diablo 2 è ricca momenti iconici che hanno segnato un periodo storico composto di giochi Blizzard incredibili. Tuttavia, oggi non parleremo della componente narrativa poiché per quello ci sarà modo e spazio di farlo in fase di recensione, entro la fine dell’anno.

Ciò che ci ha permesso di fare Blizzard, con questa Alfa Tecnica, è quello di provare i primi due atti in singolo giocatore, così da testare tre tra i sette eroi disponibili (Amazzone, Barbaro e Incantatrice) e dare un primo sguardo al nuovo comparto grafico del gioco. Iniziamo subito col dire che Vicarious Visions, il team che si occupa di questa rivisitazione, si impegnato il più possibile per riproporre un titolo che possa offrire un conservativo salto nel passato per i fan, mostrandosi però più moderno e accessibile in alcune sue parti. Seguendo questo logica il menu è stato completamente rivisto, dandoci l’opportunità di vedere in alta definizione i nostri eroi e il loro equipaggiamento; presente chiaramente anche la scelta del personaggio, con tanto di possibilità di scegliere se vederla in Legacy Mode (quella dell’originale) o in chiave rivisitata.

Diablo 2 Resurrected sfrutta il nuovo Battle.net, ciò significa che è direttamente collegato con tutti gli utenti presenti sulla piattaforma, in maniera analoga alle altre produzioni Blizzard. Dimenticatevi quindi i leggendari codici per mandare una richiesta, un invito o un messaggio privato, poiché il tutto è ora più immediato. Una volta in partita cominciano a mostrarsi da subito migliori per quanto concerne la Quality of Life; abbiamo una parte estesa del baule che ci permette di condividere gli oggetti con gli altri personaggi: un’ottima soluzione, che tuttavia non basterà sul lungo periodo e che ci costringerà inevitabilmente a creare dei “muli” per riporre oggetti aggiuntivi. Abbiamo però notato degli spazi vuoti… non sia mai che Vicarious Visions dia la possibilità di acquistare con l’oro altri spazi condivisibili! Proseguendo è possibile anche constatare nuove opzioni per gameplay e minimappa, la raccolta dell’oro automatica e soprattutto un nuovo HUD, più comprensibile e al passo coi tempi.

È molto probabile che vedremo ulteriori cambiamenti nella prossima prova che si concentrerà sul comparto online e sui cui Vicarious Visions sta già valutando se cambiare qualcosina, come il loot condiviso. Ad oggi, le modifiche che abbiamo testato si sono rivelate utili e non stravolgono l’esperienza originale, ciò può tranquillizzare i giocatori più intransigenti timorosi di cambiamenti incisivi.

Diablo 2 come non lo avete mai visto

Arriviamo ora la parte su cui ci siamo concentrati maggiormente: l’aspetto estetico/tecnico. Non serviamo noi per dirvi che Diablo 2 Resurrected è praticamente un gioco nuovo, Vicarious Visions ha ricostruito sopra all’originale le animazioni, le texture, l’effettistica, aggiungendo modelli poligonali in 3D, path tracing e tantissimo altro. Un lavoro sontuoso che possiamo considerare come una delle remastered migliori che abbiamo mai avuto modo di provare, quasi al livello di un remake completo.

Ciò che stupisce è la possibilità di alternare istantaneamente la versione originale e la nuova Resurrected semplicemente premendo un tasto. Questo ci permette di paragonare in maniera piuttosto rapida le due edizioni e constatare gli enormi passi in avanti compiuti sul versante tecnico nel corso degli ultimi vent’anni. Chiaramente questo cambio non è una novità, abbiamo più volte visto giochi che permettono questo, ma il modo in cui lo fa Diablo 2 Resurrected lascia senza parole, anche per via dell’ottimo lavoro del team.

Per farvi un’esempio concreto, ora è possibile notare alcuni oggetti o effetti che prima erano celati da texture in bassa definizione, come alcuni dettagli presenti nella locanda di Lut Gholein o il povero Wirt in Tristram. Oltre a questo, l’effettistica dei particellari – soprattutto con l’incantatrice – e i riflessi delle magie, dei town portal e del fuoco vi spingerà senz’altro a cambiare più volte visuale per compiere diverse comparazioni. Oltre a questo, la pioggia genera persino delle pozzanghere casuali sul terreno di gioco, dando origine ad un leggero path tracing su cui è impossibile non rimanere a bocca aperta.

Non mancano diverse migliorie nell’estetica degli oggetti, nel framerate – che nel gioco finale sarà sbloccato -, nella risoluzione fino in 4K e soprattutto sui modelli 3D dei diversi personaggi, che grazie alle nuove animazioni e la possibilità di effettuare zoom ravvicinati, è possibile godere dell’equipaggiamento come mai prima d’ora. Non vediamo sinceramente l’ora di provare, in futuro, un set completo ad alto rango come Tal Rasha per vedere l’effettistica intorno al nostro eroe. Per chi se lo stessi chiedendo, no, non abbiamo avuto modo di vedere i filmati nuovi, questo perché in questa Alfa Tecnica sono stati sostituiti temporaneamente  da quelli classici, ma siamo certi di vederli nella versione finale che uscirà entro la fine dell’anno.

Una piccola parentesi anche per quanto concerne l’audio, ora in alta qualità, ma con la stessa medesima colonna sonora del passato e stesso audio design- e quindi senza rimasterizzazione. Un non problema, visto che la colonna sonora rimane eccezionale e l’audio generale rimane comunque più che soddisfacente.

Tirando le somme

Diablo 2 Resurrected sembra tutto ciò che i nostalgici del secondo capitolo attendono da vent’anni: un rifacimento grafico che mantenesse intatte le meccaniche e caratteristiche dell’originale. Vicarious Visions si dimostra, ancora una volta, una software house di talento e in grado di ridare nuova linfa a pietre miliari del passato, risvegliando ricordi ed emozioni, senza limitarsi ad un lavoro superficiale e svogliato. Al di là di questo, Diablo 2 rimane ancora oggi un Action-GDR solido e hardcore, ben distante dalla forma più intuitiva e immediata di Diablo 3 e, forse, per questo anche più soddisfacente, ma anche ben distante dai gusti di chi ha, eventualmente, apprezzato il terzo capitolo del franchise.

Proprio per questo motivo abbiamo diversi dubbi sul fatto che questo titolo riuscirà a fare breccia nel cuore di chi si è affacciato per la prima volta a questa saga con Diablo 3, ma l’avvento su console e la maturazione videoludica degli ultimi anni potrebbero cambiare le carte sul tavolo a favore di Diablo 2 Resurrected. Ora non resta che attendere il prossimo test, quella più importante, poiché andrà a testare le funzionalità online del gioco. Un banco di prova fondamentale, che ci aiuterà ad avere un primo vero giudizio su quello che sarà il prodotto finale, che nolente o dolente, farà camminare ancora una volta Diablo sulla terra.