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Halo Infinite | Anteprima, è più di quanto sembri

Sotto gli occhi di tutti la presentazione di Halo Infinite (disponibile al day one su Xbox Game Pass) è stata deludente. Il motivo è da riservarsi quasi e unicamente al fatto che 343 avrebbe dovuto e potuto mostrare di più, anche e soprattutto per dissipare i dubbi tecnici che il gioco ha mostrato durante la scorsa presentazione. Tuttavia, nonostante sia stato solo un orpello di una pregevole conferenza, il titolo dell’azienda americana ha raccontato molto di più di quanto fatto vedere.

Il vero problema di Halo è che è un’esperienza fortemente legata al suo passato, in particolar modo sul fronte narrativo. Ciò che è stato fatto vedere, quindi, ha inevitabilmente lasciato molte più cose a un appassionato che conosce bene l’universo invece di un giocatore che si dovrebbe approcciare per la prima volta alla serie. Ciò non è necessariamente colpa di 343, ma va detto che un gameplay per tranquillizzare avrebbero pure potuto portarlo.

Scritto questo, vogliamo provare a raccontarvi e spiegarvi quello che abbiamo visto durante la piccola dimostrazione: storia, lore, novità del multiplayer e altro ancora, dimostrandovi che, in realtà, Halo Infinite sembra essere tutto quello che non è stato Halo 5 Guardians, tornando sui suoi passi, provando a dare una vita a un racconto ricco di misteri ed emotivamente coinvolgente.

Le missioni cambiano, lo fanno sempre.

La campagna di Halo Infinite è sicuramente la componente del gioco più attesa, sia per il cliffhanger di Halo 5 sia perché prova a ritornare alle atmosfere del primo leggendario Halo Combat Evolved. La serie era arrivata a un punto in cui era diventato fondamentale conoscere parte della lore dei romanzi e dei fumetti, un problema non da poco che ha spinto 343 a fare un passo indietro e rivedere il racconto di Halo Infinite  per renderlo più fruibile per i nuovi arrivati.

Ancora non si conoscono sufficienti dettagli della storia, ma la nuova cinematica in game ha ci ha raccontato molto di più di quanto era trapelato sinora. La cutscene sembra iniziare esattamente dopo il lancio di Master Chief in “Discover Hope”, ritrovandosi in una serie di macerie della flottiglia UNSC, caduta contro l’esercito Banished visti in Halo Wars 2. Chief è motivato a proseguire, non sappiamo cosa lo spinga a infiltrarsi in una nave distrutta, ma quello che è certo è che si trova attualmente con un solo proiettile, tanto è vero che Brohammer (il pilota visto nei precedenti trailer e gameplay) chiede che cosa spera di fare, sentendosi rispondere con un eroico: “basterà”. Una di quelle classiche risposte che lo ha portato a essere uno dei personaggi dei videogiochi più amati.

Il nostro John 117 fluttua nello spazio in un drammatico piano sequenza in cui è costretto a districarsi tra detriti e corpi senza vita, sia dei Banished che degli UNSC. Il nostro Spartan dapprima intercetta un cadavere di un Kig-Yar (Jackal), che lancia con disprezzo via, ma ciò che colpisce è come sposta delicatamente, e con rispetto, un marine caduto, mentre dietro di lui la sconfitta dell’esercito UNSC continua a protrarsi. Anche dopo, quando raccoglie un fucile d’assalto da un altro corpo senza vita di un soldato, lo fa lentamente, come se non volesse disturbare il suo eterno sonno. La bellissima sequenza si sposta dalla terza alla prima persona, Chief attiva il rampino e penetra nella misteriosa nave, nel frattempo un vecchio ricordo della sua ex compagna, Cortana, si manifesta nella testa del nostro eroe.

La scena si sposta in un’altra cutscene, non sappiamo se prima o poco dopo la precedente. Il nostro protagonista si trova a tu per tu con un’intelligenza artificiale del tutto nuova denominata “Weapon”. Il nome non è casuale, infatti “Arma” è stata creata per imitare Cortana, attirarla, catturarla e distruggerla sulla UNSC Infinity, ma qualcosa nel piano dell’UNSC è fallito poiché Chief non ha mai distrutto Cortana e soprattutto “Arma” è ancora in funzione, cosa non possibile visto che l’I.A. è stata pensata per auto eliminarsi dopo la missione.

A quel punto Chief si chiede il perché e convince l’I.A. a unirsi a lui per capire cosa sia successo realmente. Le missioni cambiano, lo fanno sempre. Da qua è possibile cominciare a porsi dei quesiti sul racconto di Halo Infinite: che fine ha fatto Cortana? È un retcon? Oppure “Arma” è Cortana? Questa è una delle tante cose che dovremmo scoprire nel gioco finale, ma non c’è dubbio che la curiosità sia davvero alta.

Killing spree, come ti cambio il multiplayer

La presentazione di quest’anno si è concentrata particolarmente sul multiplayer, una delle componenti principali di Halo sin dal 2004 (Halo 2). 343 ha cercato di spiegare nel dettaglio come vogliono sviluppare l’online e non si può dire che non sia ben strutturato. Partiamo dal fatto che tutto il PVP sarà free to play e quindi accessibile a tutti con cross-play e cross-progression tra PC, Xbox One e Xbox Series X|S (oltre a xCloud).

Non saranno presenti microtransazioni e neanche loot box, il gioco sfrutterà i Battle Pass, che non scadranno e potranno essere acquistati quando vogliamo. Parliamo, è bene specificarlo, solo di contenuti estetici. Il team ha lavorato parecchio sulla personalizzazione del proprio spartan, infatti possiamo: cambiare spallini, torso, gambe, elmo, skin del fucile e dell’armatura, oltre che personalizzare la propria Intelligenza Artificiale personale. Per favorire il concetto di estetica, 343 ha deciso di eliminare i classici Red Vs Blue, ciò significa che ogni giocatore potrà tenere la propria skin anche nelle modalità a squadre, con la differenza di un applicazione di contorno rosso o blu  durante i match in team.

Halo Infinite introduce anche il boot camp, un campo d’addestramento in cui sarà possibile inserire anche BOT per imparare a giocare o semplicemente per effettuare warm up prima delle partite. Tutto il boot camp è modificabile, potendo scegliere difficoltà e alcune impostazioni di rilievo. Molto utile per chi si approccerà al gioco per la primissima volta.

Jason Staten ha spiegato che per lui Halo si divide in due parti, l’Arena (con mappe piccole e medie in cui ci si confronta in scontri frenetici) e Big Team Battle con 24 giocatori dove la presenza dei veicoli, che ora appaiono con un respawn più relastico, è fondamentale per riuscire a prevalere sugli avversari.

Dal punto di vista del gameplay si è cercato di creare un ibrido tra Halo 3 e Halo 5, realizzando un gioco che possa essere frenetico ma anche ancorato al passato. Tornano gli equipaggiamenti stile Halo 3, con la differenza che questi ultimi risulteranno più incisivi durante il combattimento, tra i tanti segnaliamo il rampino, un scudo che fa rimbalzare i colpi energetici rispedendoli indietro al mittente e una barriera scudo. Questi saranno raccoglibili e non fungeranno più da “Spartan abilities”, queste ultime completamente rimosse per favorire scontri più bilanciati e più in linea con l’universo di Halo. Smart Link (l’aim), scivolata, arrampicata e scatto (ora con assenza di delay per sparare) saranno tuttavia presenti nel gioco per velocizzare l’azione.

Interessante è l’introduzione dei power up attivabili. A differenza dal passato, questi si possono raccogliere ed attivare quando si vuole e non più al tocco. Ciò modifica di molto l’azione, ma non la sbilancia poiché hanno bisogno di almeno tre secondi per l’attivazione completa.

L’aspetto tecnico

Halo Infinite è migliorato rispetto all’anno scorso? Si, su questo ci sono pochi dubbi. È vero, dal punto di vista della campagna abbiamo visto poco, ma già la cutscene in game vista è diverse spanne sopra alla cutscene in game dell’anno scorso. 343 ha rivisto l’art style, rendendolo leggermente più realistico rispetto alla prima dimostrazione: l’armatura di Chief ha completamente perso l’effetto plasticoso a favore di texture metalliche e segni di deterioramento e anche tutto l’effetto cartoon è andato a perdersi, creando finalmente quel tanto desiderato ibrido che i fan chiedevano da anni.

Il team sembra aver sistemato anche tutto il comparto dell’illuminazione dinamica e statica, problematico nella prima demo, ma che ora sembra finalmente ben pensato. Va giudicato in game in un ambiente open world, ma già dal multiplayer (che normalmente dovrebbe essere visivamente peggiore, anche a causa dei 120 FPS) dimostra di essere di tutt’altro livello, valorizzando texture e ambientazioni.

Non stiamo parlando certamente di un Halo graficamente da strapparsi i capelli, ma c’è comunque da sottolineare che Halo non è mai stato particolarmente conosciuto per l’impatto visivo (a  parte rarissimi casi), quanto più per il suo design e la direzione artistica. Oltre a ciò, sempre importante sottolineare che lo stesso gioco dovrà girare a 60 FPS anche su Xbox One, soffrendo di conseguenza la natura cross-gen dell’intero progetto. Ora è necessariamente fondamentale che 343 ci mostri qualcosa in più della campagna, magari con gameplay.

Tirando le somme

Halo Infinite è un titolo che sembra solidissimo dal punto di vista del gameplay e del multiplayer, ove quest’ultimo punta a spaccare il mercato grazie alla sua natura free to play che potrebbe attirare una vasta quantità di giocatori. Permangono dubbi sull’impatto visivo della campagna, che seppur soddisfacente nella componente online, non può essere sicuramente considerato come esperienza next-gen dal grande impatto. 343 ha ora l’obbligo di doverlo mostrare in maniera estesa, così da dissipare eventuali dubbi e mettere fine alle voci di corridoi di un nuovo, eventuale, rimando del gioco per il 2022.