PlayStation 4

Ne resterà soltanto uno: la nostra esperienza con Nuclear Winter di Fallout 76

Alla fine anche Fallout 76 ha ceduto al potere dei battle royale. Dopo l’aggiunta della modalità Sopravvivenza rivolta agli hardcore gamer, tocca a Nuclear Winter, un’espansione gratuita dedicata al tutti contro tutti nelle lande radioattive dell’Appalachia.
D’altronde, durante la sua conferenza ad E3 2019, Bethesda ha messo ben in chiaro qual è la strada perseguita dal titolo: se da una parte, infatti, Fallout 76 cerca di riprendere l’anima della serie con l’aggiunta di NPC e ulteriori sub-quest, dall’altra cerca di diversificare l’offerta ludica classica dei Fallout, proponendo nuove modalità ad essi estranei. Ecco dunque che Nuclear Winter strizza l’occhio a Fortnite e affini, per dare la sua personale interpretazione di battle royale.

Sarai tu il sovraintendente?

In Nuclear Winter abbandoniamo il rinomato Vault 76 per ritrovarci nel Vault 51. Le sue stanze perfette, con letti intatti e lenzuola pulite, una palestra funzionante e una cucina gioiosa, ospitano 52 abitanti. Alcuni di loro hanno maschere e abbigliamenti eccentrici. Questo perché nella nuova modalità cominciamo un nuovo capitolo con il nostro personaggio, temprato sì alla vita post-apocalittica del West Virginia, ma solo nell’estetica. Tralasciando le skin e i costumi acquistati all’Atomic Shop, Nuclear Winter resetta tutto – inventario, Carte Talento, armi ed armature -, perché nel Vault 51 si lotta ad armi pari per assurgere al più alto grado di sovraintendente.

Scopriamo le strane regole del bunker leggendo i pochi terminali disponibili al pianoterra. Gli altri sono sbloccabili solo al raggiungimento di un determinato grado da sovraintendente. Stesso discorso vale per gli olonastri sparsi in giro e le porte dei piani superiori. Ma tanto abbiamo poco tempo da dedicare all’esplorazione: giusto pochi minuti dopo ci ritroviamo catapultati nella mappa dell’Appalachia. Il punto esatto in cui spawnare lo decidiamo pochi secondi prima, ottenendo una breve panoramica sulla posizione dei nostri nemici e dei tre compagni che compongono la squadra.

Siamo completamente disarmati, per cui l’unica cosa da fare è andare alla ricerca di un’arma e un’armatura, prima di essere braccati da un altro giocatore già letalmente equipaggiato.
Tuttavia non basta trovare un’arma qualsiasi, perché ricordate: se un abitante del Vault con il coltello ne incontra uno con il fucile, l’abitante con il coltello è un abitante morto. A meno che non si è molto bravi a giocare stealth.
Ad ogni modo, Nuclear Winter premia la fortuna, perché trovare subito una buona arma ed armatura – come quella atomica – vuol dire ottenere un grande vantaggio sugli altri avversari. Questa è la vera priorità del battle royale, che esclude fame, sete, malattie, e tutte le provviste annesse. Vi sono però le mutazioni, che come sappiamo possono darci dei bonus nel combattimento.

Le minacce di Nuclear Winter non riguardano solamente gli altri giocatori: nella mappa vagano le creature nate nel mondo post-atomico, tra cui la Bestia Ardente. Possiamo combattere i mostri tramite SPAV, ma è chiaro che contro i giocatori nemici è necessario affidarsi alla nostra abilità negli sparatutto.
Inoltre, ogni tre minuti dobbiamo stare attenti alla Tempesta Nucleare, che con le sue fiamme voraci ci costringe a raggiungere entro un tempo limite una safe-zone, segnalata dalla barra in alto a destra sullo schermo. Si tratta di un buon espediente per rendere meno dispersiva la partita e alzare i ritmi. La mappa infatti ripropone l’area di Flatwood, per cui è abbastanza semplice vagare indisturbati all’inizio, se si ha la fortuna di non spawnare vicino ad altri avversari più fortunati e veloci, chiaramente.

Per il resto Nuclear Winter è come Fallout 76: possiamo costruire un CAMP, davvero utile per crearsi dei ripari dai proiettili nemici; possiamo lanciare testate nucleari trovando le valigette necessarie; possiamo scassinare cassaforti per trovare bottini più invitanti o hackerare terminali per scoprire la posizione dei nemici.
Il tutto però è molto più semplificato per non affievolire la frenesia da battle royale. Di conseguenza, basta avere la carta di livello 1 per sbloccare tutte le serrature e terminali senza alcun vincolo, mentre nelle casse troviamo esclusivamente stimpack, droghe, armi o armature.
Insomma, rispetto alla modalità avventura, Nuclear Winter è improntato sulla velocità e sull’assalto. La squadra che sopravvive, porta a casa la vittoria.

Ovviamente non è necessario vincere per ottenere i punti exp, dato che a seconda delle uccisioni fatte, della nostra “durata” in termini di minuti, più altri fattori, guadagneremo l’esperienza per salire di grado e competere nella lotta alla sovraintendenza. Più il nostro grado sarà alto, più potremo esplorare il Vault 51 per scoprire i segreti celati tra le sue mura, oltre a ottenere pacchetti di carte Talento.

Persino morire, insieme è più bello

Come ogni modalità multiplayer online anche si rispetti, Nuclear Winter offre molto divertimento se giocato in compagnia. Non solo per pura goliardia tra amici, ma perché avendo la giusta confidenza viene più facile organizzare strategie ed avanscoperte, fondamentali dopo aver superato la prima fase della ricerca disperata di equipaggiamento.
Certo, in Nuclear Winter giocheremo sempre in squadra, ma non sempre si faranno i party e capiterà di giocare fondamentalmente in solitaria, senza alcun tipo di collaborazione. In questo caso l’esperienza di gioco diventa molto meno avvincente.

Inoltre, senza il supporto dei compagni – utilissimi per avere le spalle coperte o per ritornare in gioco dopo essere stati feriti – la modalità battle royale rischia di tediare presto. Questo perché nella lotta contro gli altri giocatori conta davvero più la fortuna che la bravura, dato che, nella serie Fallout, sia gunplay che – soprattutto – corpo a corpo presentano meccaniche base. In questo senso le carte Talento possono fare la vera differenza.

Passando al lato tecnico, durante la nostra analisi su PlayStation 4 non ci siamo imbattuti in nessun bug, invalidante o lieve che sia. Anzi, è recentissima la nuova patch 10.5 che bilancia meglio le carte Talento ottenibili in Nuclear Winter, oltre a ottimizzare le prestazioni del server.
A prescindere da questo, ci teniamo a lamentarci dei tempi tra una partita e un’altra. Da una parte apprezziamo il tentativo di Bethesda di caratterizzare il Vault 51 e mantenere viva la componente esplorativa tipica di Fallout, ma i pochi minuti messi a disposizione per investigare spezzano troppo il ritmo, riducendosi a una scazzottata nonsense tra giocatori, dato che nel bunker – che appunto funge da hub – non si perdono punti salute.
A questo aggiungiamo comunque i lunghi caricamenti, ed è facile spazientirsi.

Per concludere, Nuclear Winter si presenta come una parentesi sfiziosa e gratuita, più frenetica e scanzonata, da alternare all’avventura di Fallout 76 e alla modalità Sopravvivenza.
Andando oltre i difetti menzionati, come le attese tra una partita e un’altra e il fattore fortuna preponderante, la nuova modalità del titolo Bethesda riesce comunque a divertire, rivelandosi un’alternativa interessante nell’offerta di Fallout 76.
Questa è dimostrazione della volontà della software house di continuare a supportare il gioco in quanto game as a service, migliorandone la resa tecnica e proponendo nuovi contenuti con l’aiuto della community.