Gli ultimi mesi sono stati decisamente interessanti per tutti gli amanti della celebre saga di Fallout. A poche settimane dalla fine della seconda stagione dell’apprezzata serie TV di Amazon Prime basata sull’omonimo videogioco, ha infatti fatto oggi il suo esordio anche l’update Il Bosco di Fallout 76, opera che negli ultimi anni ha saputo decisamente risalire la china e dimostrarsi un’ottima esperienza sia per gli amanti della saga che per tutti coloro che apprezzano invece le esperienze a più giocatori.
Nei giorni scorsi abbiamo avuto l’opportunità di assistere a una presentazione dedicata proprio a questo aggiornamento e siamo ora finalmente pronti a parlarvene un po’ più nel dettaglio.
Tante nuove minacce
Di aggiornamenti particolarmente interessanti Fallout 76 ne ha sicuramente ricevuti diversi, a partire dall’enorme Skyline Valley di poco più di un anno fa fino a Sorgenti Brucianti, update che ha introdotto all’interno del gioco niente meno che il ghoul interpretato – e qua doppiato – da Walton Goggins nella serie TV. Impossibile, sempre restando in tema ghoul, non citare poi la possibilità di vivere l’intera esperienza nei panni di tali personaggi, con tutti i pro e i contro che ne conseguono.
Questa volta, come raccontatoci da Bill LaCoste, Lead Producer di Fallout 76, e altre personalità di spicco di Bethesda, il focus è ancora una volta differente e si concentra su una serie di ospiti indesiderati, che potrebbero comparire casualmente alla fine di qualche evento pubblico. Eventi pubblici che, tra le altre novità di questo aggiornamento, prendono ora il nome di Attività all’interno del gioco.
Dopo aver completato qualche ardua missione nella zona contaminata potremmo infatti ora venire accolti da mostruosità leggendarie, pronte a mettere in seria difficoltà le nostre scampagnate nell’Appalachia post apocalittica.
A capitanare tale schiera di avversari vi è il Bigfoot, che fa contestualmente il suo esordio in Fallout 76 come nemico leggendario a 4 stelle. Un avversario alto e possente, che fa della straripante forza fisica il suo cavallo di battaglia e che, grazie a Dio, rilascia però un ricco bottino quanto sconfitto. Il perfetto esempio di uno scontro high risk, high reward insomma.
Altri membri di questo clan di rovina feste sono poi la Bestia ardente, un grosso pipistrello mutante parecchio ostico e fastidioso, il Wendigo colosso, che con le sue molteplici teste è in grado di mettere in crisi anche il gruppo di avventurieri più affiatato, la Regina dei Mirelurk, che si concentra sugli attacchi a distanza, e la Golia della Tempesta, che fa invece dell’elettricità il proprio punto forte. Immancabile, infine, la Matriarca deathclaw, che porta la pericolosità dei celebri abomini apocalittici a un livello ancora superiore.
Come citavamo poco fa, non ogni singolo evento pubblico è contraddistinto da uno di questi boss finali, che si palesano invece randomicamente alla fine di esso. Per poterli scovare e sconfiggerli, appropriandosi del loro ricco bottino, è quindi necessario imbarcarsi in quanti più eventi pubblici possibile e sperare di imbattersi nel nemico sperato alla fine di essi.
Un qualcosa che rende il gioco sicuramente più vario, offrendo nuove sfide ai giocatori navigati e donando a tali missioni quel pizzico di brio aggiuntivo che non fa mai male.
Ottimizzazioni e migliorie
Oltre che l’aggiunta di questi grossi nemici e una riorganizzazione degli eventi pubblici, Il Bosco si porta con sé anche altri miglioramenti minori, che contribuiscono a rendere l’esperienza ancora più godibile. L’utilizzo del Pip-Boy, ad esempio, è stato efficientato, rendendolo più fluido, prestante e facile da navigare. Miglioramenti sono poi stati fatti anche ai set delle armature, così come alla gestione della cassa di scorte.
Delle novità, insomma, magari non stravolgenti o straripanti come quelle viste in Skyline Valley, ma che concorrono a rendere Fallout 76 ancora migliore, limandone i difetti e aggiungendo contenuti sempre nuovi e in grado di rendere ancor più avvincente l’Appalachia post apocalittica.
Bethesda pure con Il Bosco pare insomma continuare sulla strada tracciata negli ultimi anni e che ha portato Fallout 76 fuori dalle pericolose sabbie mobili che lo avevano contraddistinto nei primi mesi dopo il lancio. Una storia di rinascita esemplare, che speriamo abbia ancora diversi capitoli da raccontare e che possa continuare a lungo. Ora scusateci, ma abbiamo qualche Bigfoot che ci sta aspettando.