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Ori: The Will of the Wispes, si corre sulle Spirit Trials!

La Gamescom ha portato con sé anche qualche novità riguardante Ori: The Will of the Wisps, sequel di quel The Blind Forest che tanto aveva colpito i fan dei platform con le sue ambientazioni oniriche e con il suo gameplay tendente a una difficoltà che da tempo mancava nel genere. Al di là di quello […]

La Gamescom ha portato con sé anche qualche novità riguardante Ori: The Will of the Wisps, sequel di quel The Blind Forest che tanto aveva colpito i fan dei platform con le sue ambientazioni oniriche e con il suo gameplay tendente a una difficoltà che da tempo mancava nel genere. Al di là di quello che è il titolo, già mostratosi a Los Angeles, il team di sviluppo ha saputo raccontarci qualcosa in più, di cui vi parliamo adesso.

Moon Studios ha pensato di andare oltre il semplice completamento dei vari stage e creare un lato competitivo per Ori che andasse a spingere i giocatori a ripetere e ripetere alcune sessioni a profusione.

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Ogni stage, infatti, ci mostrerà una sorta di totem illuminato di blu che ci permetterà di entrare nelle Spirit Trials, una competizione con tantissimi altri giocatori su quanto tempo impiegheremo per arrivare alla fine del tracciato, sempre all'interno del livello. Noi non conoscevamo lo stage che avremmo affrontato di lì a poco, ma grazie al supporto dei replay degli altri giocatori, soprattutto di chi aveva ottenuto i punteggi migliori, abbiamo avuto modo di farci un'idea di cosa avremmo dovuto fare e carpire qualche tacito consiglio.

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Coniugate la velocità e la dinamicità di Ori a una corsa a tempo e capirete di cosa vi stiamo parlando: la frenesia prende il sopravvento, così come l'errore si paleserà dietro l'angolo, perché basterà sbagliare di pochi centimetri il salto o di pochi istanti il timing dell'azione per vanificare ciò che avete realizzato in precedenza.

In questo Ori si dimostra ancora più difficile e complesso del precedente capitolo, ma l'impegno da parte di Moon Studios nel creare le Spirit Trials va oltre il puro gameplay: la volontà di registrare i replay di tutti i giocatori, la necessità intrinseca di voler tenere uno storico di tutto ciò che verrà fatto nel mondo e costruire una leaderboard che ci dia una finestra sul mondo rappresenta uno sforzo notevole, soprattutto dal punto di vista dell'immagazzinare dati.

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Un aspetto davvero affascinante, che ci permetterà poi di avere una leaderboard internazionale e una leaderboard formata solo da amici, così da poterci confrontare anche nel nostro piccolo, proprio come avviene in svariati altri titoli e, per rimanere nel genere di competenza, anche con Rayman Legends.

L'arco e il bastone nella foresta di Nibel

Tenendo presente che le Spirit Trials saranno in ogni stage e che quindi ognuno ne avrà una, vi invitiamo a pensare a quanto tempo potreste trascorrere in questa sotto-modalità di Ori: noi per un solo tracciato, nel tentativo di realizzare il risultato migliore, che era tra i 25 e i 30 secondi, abbiamo eseguito almeno dieci ripetizioni, aiutati soprattutto dalla rapidità del retry e l'immediatezza dei caricamenti. In aggiunta a tutto ciò, in ogni caso, Ori si presenta con un gameplay ancora più stratificato, perché la volontà di dare anche una maggior attenzione all'aspetto action si nota e Moon Studios, per il sequel del suo platform di successo, ha creato una ghiera che vi permetterà di selezionare le diverse armi da sfoderare in gioco. Si va dall'arco al bastone, così da avere sempre qualcosa di efficace per fronteggiare gli avversari che si piazzeranno sul nostro cammino. Tra i tanti talenti che potrete attivare, però, ne spiccano anche degli altri che si distanziano dal semplice attacco e che mirano a creare qualcosa di più utile anche alla sopravvivenza, come ad esempio la capacità di rigenerare un po' della propria saluta sacrificando parte del mana, o anche la possibilità di scagliare contro gli avversari quello che è a tutti gli effetti un proiettile esplosivo.

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The Will of the Wisps, com'era facile immaginarsi, offre un grandissimo sviluppo in verticale e un andamento bidimensionale che vi spingerà anche a un corposo backtracking, soprattutto se siete dei completisti e state ricercando tutti gli oggetti e i collezionabili disseminati nello stage. Allo stesso modo il team di sviluppo ha voluto confermare la presenza di alcuni NPC nel gioco, confermando quelli che avevano maggiormente colpito la community nel primo capitolo e aggiungendone di nuovi. Questi avranno per noi delle quest opzionali, tramite le quali potremo immergerci all'interno dell'universo di Ori, alla scoperta di tutto ciò che può offrirci la vita da spiritello.

Conclusioni

Il passo in avanti compiuto dal primo Ori è visibile, ma ci vorranno un po' di ore di gioco per arrivare a comprendere realmente dove il gameplay sia stato variato e in che modo, così come servirà una prova attenta per valutare il nuovo level design, che pur mantenendo la filosofia del primo punta a migliorarsi e a renderci un'esperienza più appagante. L'attesa, purtroppo, è ancora lunga perché la foresta di Nibel tornerà a farsi viva e rigogliosa ai nostri occhi soltanto l'anno prossimo, ma intanto siamo soddisfatti di aver provato a fissare un record – che non abbiamo fissato – sfruttando la fluidità delle Spirit Trials, una novità che siamo sicuri andrà ad aumentare ancora di più la longevità del titolo.


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