10 0 7.5 Pathologic 2 – PC
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Pathologic 2 Recensione, il male incurabile


Pathologic 2 – PC
Genere
FPS, Survival
Piattaforma
PS4, Xbox One, PC
Sviluppatore
Ice-Pick Lodge
Editore
tinyBuild
Data di Uscita
23/05/2019
Pathologic 2 è il remake di un survival e thriller in prima persona pubblicato 14 anni fa. Avrà ancora lo stesso impatto o ormai è diventato anacronistico?

Nel 2005, la software house russa Ice-Pick Lodge pubblica per la prima volta Pathologic. Un survival in prima persona ambientato in un’inquietante cittadina delle steppe russe che sta per essere colpita da una terribile epidemia, portando alla morte gran parte della popolazione e riaccendendo antiche superstizioni. A distanza di 14 anni e con il supporto di tinyBuild, editore che ci ha già abituato a molti altri titoli sopra le righe come Graveyard KeeperSwag and Sorcery, arriva quindi il remake – nonostante il fuorviante 2 nel titolo – di questo vero e proprio thriller, dove, nei panni di chirurgo autodidatta, il tempo è il nostro più grande nemico.

L’epidemia di Pathologic

12 giorni – ognuno lungo circa 2 ore – è infatti la durata massima di una partita e anche il tempo che ci viene concesso per scoprire i tanti segreti che circondano un grande cast di personaggi, ognuno ben caratterizzato ed estremamente criptico durante ogni interazione. La narrazione è infatti volutamente “frammentaria”, con momenti sovrannaturali e fantastici che non si riesce a comprendere se realmente avvenuti o sintomo della pazzia del protagonista.  Pathologic 2 è, sotto questo punto di vista, un’opera davvero riuscita e in grado di trasmettere un’ansia continua al giocatore e di insinuare il dubbio su ogni nostra scelta.

Vien da sé che “mettere in scena” – questa scelta di parola non è casuale – una serie di eventi catastrofici che aumentano sempre più d’intensità, dando molto e forse fin troppo peso alle nostre azioni, è un modo interessante di responsabilizzare chi gioca e costringerlo a diventare efficiente negli spostamenti e nella gestione delle pochissime risorse a disposizione. Questo è però sia il bello che il brutto di Pathologic 2: il gioco è brutalmente punitivo e ci costringe a una costante corsa contro il tempo, non permettendoci di svolgere tutte le attività disponibili. Bisogna andare a tentativi e sperare di aver fatto la scelta giusta. L’incertezza è, per l’appunto, ciò che permea maggiormente tutta la disavventura.

Fin dai primi minuti trascorsi impersonando Artemy Burakh, notiamo infatti che tutto ciò che vediamo e sentiamo non sembra avere un filo logico: il folklore locale si mischia con la scienza, nostro padre è stato assassinato poco prima che arrivassimo in città, i bambini sanno molte cose e hanno a disposizione cibo e medicine che scarseggiano, strani edifici si reggono in piedi andando contro la fisica, individui “particolari” si incontrano dietro ogni angolo e praticamente tutti i dialoghi hanno un significato nascosto.

Nei primi giorni la situazione è però abbastanza tranquilla è abbiamo modo di esplorare la città, raggiungere gli obiettivi segnati sulla mappa e gestire la fame, la sete, la stanchezza e il livello d’infezione. La difficoltà di Pathologic 2 è però tarata verso l’alto, risultando decisamente lontana dagli standard odierni. Il cibo è raro e molto costoso, l’acqua inizialmente si trova con facilità ma all’avanzare dell’epidemia diventa preziosissima, abbiamo bisogno di dormire perdendo tempo utilissimo, la malattia può ucciderci, quindi, oltre a curare gli altri, dobbiamo pure evitare di ammalarci gravemente e infine i punti di salvataggio – che è manuale – si trovano solo all’interno di alcuni edifici. La notte e i quartieri infetti inoltre portano alla comparsa di malviventi e untori che possono facilmente ucciderci, ma al tempo stesso sono i momenti e i luoghi migliori per guadagnare qualche soldo e recuperare provviste e materie prime.

Morire non è comunque affatto raro e riporta i nostri progressi indietro all’ultimo salvataggio. L’aspetto più tedioso è che ogni volta che la vita ci abbandona, ci risvegliamo all’interno del teatro della città dove il “regista” di tutto ciò che avviene si diverte a ridurre la barra della salute e dell’energia o a limitare le azioni che il protagonista può compiere. È estremamente frustrante, eppure anche stimolante. Non è possibile fare tutto, perché spesso siamo costretti ad occuparci prima dei nostri bisogni, e nemmeno aiutare ogni abitante della città. Le persone più importanti compaiono infatti in una lista che ci mostra chi è in pericolo e chi sta per morire. Il nostro compito di dottore sarebbe quello racimolare le poche materie prime e trasformarle in utili medicine da somministrare ai pazienti dopo la giusta diagnosi. In pratica, un abbastanza semplice minigioco ci permette di scoprire quale parte del corpo è in sofferenza fra i nervi, le ossa e il sangue, in modo poi da applicare la cura adatta, rallentando il decorso dell’infezione ed evitando però nel contempo che il dolore vada oltre una certa soglia.

Il problema è che Pathologic 2 ci spinge anche a indagare per scoprire chi ha ucciso nostro padre, a trascorrere parte della giornata nell’ospedale da campo per dare antidolorifici ai moribondi ma guadagnare così una paga giornaliera in cibo e denaro, a farci guidare dal lato più sovrannaturale dell’intera vicenda o, da puri egoisti, a rubare, razziare e uccidere per sopravvivere. L’impressione è però che gli sviluppatori abbiano calcato la mano, cercando di farci fallire troppo spesso, soprattutto se si considerano alcune meccaniche veramente poco raffinate.

La prima è certamente il sistema di combattimento. A mani nude o con un’arma da taglio possiamo attaccare e difenderci dagli altri. Molto banalmente, la barra della stamina si consuma dopo un attacco o una parata e se arriva a zero restiamo alla mercé degli avversari che possono ucciderci con un paio di colpi. Le animazioni non sono però particolarmente precise e rendono ogni scazzottata piuttosto tediosa e potenzialmente fatale. La situazione non migliora più di tanto con una bocca da fuoco: le munizioni sono ovviamente rare ma, soprattutto, si danneggia troppo rapidamente a ogni sparo, diventando un fermacarte esoso da riparare. Le riparazioni richiedono infatti troppo materiale per essere fattibili, costringendoci a usare con saggezza i nostri mezzi soprattutto se, come il bisturi, risultano molto più utili fuori dal combattimento.

La durabilità degli oggetti è tra l’altro davvero ridotta all’osso e, a nostro avviso, si consumano troppo rapidamente. Inoltre, la fiducia degli abitanti dei vari quartieri dipende dalle nostre azioni, ma se, ad esempio, decidiamo di scassinare una serratura senza nessuno intorno, lo sapranno comunque, rendendo più difficile commerciare. Il nostro ruolo di medico è invece in parte vanificato da un sistema che decide chi vive e chi muore abbastanza casuale: il destino di ogni persona infetta è infatti deciso a mezzanotte, quindi durante il giorno possiamo dare le giuste medicine ai pazienti per aumentarne le probabilità di sopravvivenza. Purtroppo si tratta di mere percentuali quindi può capitare che qualcuno muoia anche se abbiamo fatto davvero tutto il possibile, perdendo però tempo e risorse.

È perciò abbastanza facile che un giocatore con poca pazienza possa perfino decidere di abbandonare Pathologic 2 molto prima del termine della vicenda. È un aspetto di cui tenere conto se ci si vuole buttare a capofitto su quest’avventura che, nonostante un trama certamente intrigante grazie all’incomprensibilità di tante cose che avvengono attorno a noi, pecca sotto svariati aspetti dal lato del gameplay. Non è però possibile considerarli solo come dei problemi negativi, quanto scelte di design volte a rendere – volutamente – quasi impossibile il gioco. È però davvero bello vedere come la città si evolve e cambia al crescere dell’epidemia: dalle prime barricate e i volontari con qualche mascherina per controllare la quarantena, si arriva a fuochi accesi e uccisioni da parte dei militari ovunque. Mentre nel frattempo, molte persone si uniscono a vere e proprie sette e indossano maschere macabre e inquietanti, portando la città sempre più nel caos.

Graficamente Pathologic 2 è senza lode e senza infamia. Il motore di gioco genera una cittadina di qualche centinaio di metri quadrati esplorabile liberamente, dove gli edifici e gli elementi architettonici più comuni sono ripetuti continuamente, nonostante qualche struttura davvero riuscita e peculiare. Le persone, piuttosto simili fra loro dato il ridotto numero di modelli tridimensionali, si muovono con fare praticamente assente per le vie della città. Hanno però un aspetto abbastanza dettagliato e texture definite, seppur di qualità inferiore rispetto ai personaggi principali. Lo stesso si può dire per l’ambientazione: non è memorabile ma nemmeno brutta da esplorare e visitare. A risollevare il risultato finale ci pensa una più che buona illuminazione generale che, assieme al ciclo giorno e notte, regala degli ottimi giochi di luci e ombre. Peccato però per il framerate problematico in più di un’occasione.

Infine, il comparto audio offre delle sonorità interessanti, con improvvisi e inquietanti rumori che ci guidano verso aiuti e risorse, e, soprattutto, una colonna sonora d’eccezione che abbiamo adorato e trovata adatta a ogni situazione – seppur non ci siano tantissime tracce, portando ben presto a una ripetizione delle stesse. Il doppiaggio è abbastanza buono ed è esaltato dagli evocativi primi piani dei visi delle persone con cui interagiamo. Purtroppo Pathologic 2 è totalmente in inglese, sia il sonoro che i testi, rendendo non sempre facile capire ogni sfumatura di una frase o discorso per i meno avvezzi a questa lingua.

Pathologic 2 è un gran gioco che, sfortunatamente, richiede tanto impegno per poter essere apprezzato. Nonostante le meccaniche in sé non siano particolarmente originali o complesse per un survival in prima persona, è facile fallire. Gli sviluppatori hanno fatto il possibile per rendere la partita estremamente estenuante e difficile da portare a termine nel migliore dei modi, ma è anche un modo realistico di rappresentare una terribile malattia che si abbatte su una piccola cittadina rurale isolata e senza mezzi per contrastarla. Pathologic 2 non perdona.

Pathologic 2 è disponibile in versione digitale per PC su Humble Bundle.

Pathologic 2 – PC

Pathologic 2 è il remake del survival in prima persona del 2005 pubblicato della russa Ice-Pick Lodge che ci mette nei panni di Artemy Burakh, un dottore che ritorna nella sua città natale per scoprire chi ha ucciso suo padre e che deve combattere la terribile epidemia in arrivo.

7.5
7.5

Verdetto

Pathologic 2 è un gioco insolito per gli standard odierni. È un survival in prima persona dalle meccaniche abbastanza scontate ma che punta a una difficoltà estrema. Sopravvivere a un'epidemia, con le risorse che scarseggiano, mentre indaghiamo su un omicidio e aiutiamo la popolazione a salvarsi, non è affatto facile. L'obiettivo degli sviluppatori è però proprio quello di metterci davanti a scelte difficili rese ancora più complesse da una narrazione volutamente ambigua e misteriosa. Ci vuole quindi tanta pazienza per riuscire ad apprezzare questo videogioco che, al netto di qualche difetto tecnico, è comunque davvero interessante.

Pro

- Trama svelata pezzo per pezzo.
- Survival nel vero senso della parola.
- Impossibile fare tutto in una sola partita.
- Longevo.

Contro

- Combattimenti imprecisi.
- Si perde troppo tempo nel soddisfare i bisogni del protagonista.
- Assenza delle localizzazione italiana.