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Recensione Graveyard Keeper, becchino tuttofare

Graveyard Keeper Sviluppatore: Lazy Bear Games Editore: tinyBuild Data di uscita: 15/08/2018 Provato su: PC Disponibile su: xbox One pc acquista Se c'è uno stile di gioco a cui tinyBuild ci ha abituato, è quello scanzonato e sopra le righe di giochi come Punch Club e Hello Neighbor. Stavolta però l'editore ci propone il (poco accurato) simulatore di becchino Graveyard Keeper, sviluppato da Lazy […]

Graveyard Keeper

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Sviluppatore: Lazy Bear Games
Editore: tinyBuild
Data di uscita: 15/08/2018
Provato su: PC
Disponibile su: xbox One pc

acquista

Se c'è uno stile di gioco a cui tinyBuild ci ha abituato, è quello scanzonato e sopra le righe di giochi come Punch Club e Hello Neighbor. Stavolta però l'editore ci propone il (poco accurato) simulatore di becchino Graveyard Keeper, sviluppato da Lazy Bear Games.

A causa della nostra morte improvvisa, una misteriosa figura ci affida il compito di custode del cimitero in un piccolo villaggio medievale e fantasy. Tra strani personaggi e comuni abitanti, il nostro obiettivo è quello di attivare un portale che dovrebbe permettere al protagonista di tornare nel proprio mondo di origine, offrendo però nel mezzo un gameplay articolato basato sul farming e il crafting, molto simile a Stardew Valley, che può tenere impegnati per decine di ore.

La parola chiave in tutto ciò è pazienza: i personaggi che incontriamo ci chiedono dei favori prima di aiutarci che, per come è strutturato il gioco, richiedono ore di lavoro e crescita del protagonista prima di poter essere portati a termine. Il giocatore, nelle prime fasi, è quindi abbandonato a sé stesso, costretto ad imparare da solo come si gioca. Tolto però lo spaesamento iniziale, Graveyard Keeper offre molte soddisfazioni quando si raggiunge il giusto livello di conoscenza e si costruisce il macchinario necessario alla creazione di un determinato oggetto.

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In modo molto semplice da "cosa nasce cosa" e il crafting si mantiene sugli standard già posti in passato. Gli stumenti di base ci permettono di raccogliere legno e pietre con cui costuire un tavolo da lavoro, una fornace e un'incudine per ottenere materiali sempre più raffinati e materie prime sempre più rare, da utilizzare per montare macchinari maggiormente complessi. Siamo rimasti soddisfatti dalla quantità di attività da svolgere, infatti, pur essendo dei semplici becchini, possiamo (e dobbiamo) buttarci in compiti molto diversi. Siamo anche contadini, studiosi, pescatori, alchimisti, boscaioli, falegnami, fabbri, minatori, orafi, vasaii, preti e guerrieri, grazie ad articolati alberi tecnologici che consentono di sbloccare nuovi progetti. Principalmente, dopo aver ottenuto l'esperienza necessaria, ricevuta azione dopo azione, si può scoprire una nuova tecnologia che consente, se si hanno le giuste risorse, di costruire particolari stumenti e di raffinare le materie prime da utilizzare per il crafting più avanzato.

Tale esperienza è divisa nei colori rosso, verde e blu, che rappresentano il lavoro manuale, il giardinaggio e la conoscenza. Le prime due si guadagnano con facilità compiendo azioni basilari come tagliare un albero o raccogliendo le verdure piantate in precedenza, mentre la terza richiede un apposito tavolo per lo studio degli oggetti. Questo processo permette di ottenere molta conoscenza, ma non tutti danno l'esperienza cercata e inoltre possono essere studiati solo una volta. Per fortuna i vari personaggi nel mondo di gioco vendono, a prezzi esorbitanti, quasi tutto il necessario per non restare bloccati a lungo.

Quello che invece abbiamo gradito di meno è la lentezza di movimento del personaggio che, unita alla necessità di spostarsi da un capo all'altro del mondo di gioco, rende le camminate piuttosto noiose. Oltre ciò, anche la gestione dell'inventario è a dir poco disastrosa. Le aree dove si può edificare qualcosa sono infatti separate: ce n'è una per le coltivazioni, una per gli alberi da frutta, una per la cava e così via. Il problema è che possiamo utilizzare solo quello che si trova nel nostro inventario o all'interno delle casse posizionate in quella determinata zona e ciò ci costringe a lunghi viaggi avanti e indietro solo per trasportare i materiali di cui abbiamo bisogno – senza contare alcune inutili limitazioni, come l'impossibilità di riparare asce, pale e picconi senza dover tornare alla nostra casa. Graveyard Keeper è infatti quel genere di gioco che richiede al giocatore tanta pazienza e, in tutta onestà, nemmeno lo ricompensa più di tanto per i propri sforzi.

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Per non far mancare nulla è comunque presente anche un dungeon diviso in 15 livelli, ma purtroppo ci è parso uno degli elementi meno soddisfacenti del gioco. Una volta ripulito un piano non compaiono nuovi nemici, inoltre la morte non comporta alcuna penalità se non quella di risvegliarsi nel letto della propria casa. Alla fine, pur essendo presenti armature e spade avanzate, è possibile avanzare nel dungeon senza difficoltà fin dai primi momenti in cui è accessibile. Perfino gli stessi nemici che si incontrano all'interno non offrono nessuna particolare difficoltà o movimenti molto differenti fra loro – basta evitarne l'attacco e poi si ha qualche istante per colpirli. È un'aggiunta simpatica ma davvero povera in termini di contenuti. E questo è anche il difetto più grave di Graveyard Keeper: questo gestionale non è affatto difficile ma solo volutamente lento. Perlomeno le battute umoristiche e lo stile surreale della trama che ci accompagnano per tutta l'avventura rendono il giocatore propenso a continuare a giocare, completando i compiti che gli sono assegnati. Graveyard Keeper non è però tradotto in italiano e, pur essendo molto comprensibile, è un dettaglio di cui tener conto se si hanno difficoltà con la lingua inglese.

In ogni caso, l'umorismo nero che caratterizza il gioco calza a pennello, soprattutto considerando il nostro lavoro di becchino. Il mulo parlante – uno dei tanti personaggi strani e buffi del gioco – lascia sulla soglia dell'obitorio i cadaveri sui quali possiamo effetturare l'autopsia prima di sepellirli, estraendo parti del corpo da utilizzare per l'alchimia o, ancora peggio, da vendere come cibo alla taverna locale. Ogni morto che trattiamo ha delle caratteristiche positive e negative che determinano, assieme alla qualità della tomba, il livello del cimitero. Naturalmente, avanzando con la storia e migliorando le nostre abilità, possiamo incrementare le condizioni dei cadaveri – se qualcosa va storto durante l'autopsia, si può sempre buttare il corpo nel fiume o cremarlo – e insieme alla gestione della chiesa, da migliorare costruendo panche e orpelli estetici, rappresenta uno degli aspetti più curati di Graveyard Keeper.

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A livello estetico Graveyard Keeper ricalca la grafica a 16 bit di un tempo, con l'uso di figure bidimensionali e semplici animazioni, arricchite però da un ciclo giorno e notte, meteo dinamico, ombre proiettate in tempo reale e un'ottima riproduzione dell'illuminazione. Il lavoro dagli sviluppatori è ben fatto e si adatta perfettamente al tipo di videogioco. Anche l'audio fa la sua parte e le musiche che ci accompagnano in ogni momento non hanno mai dato fastidio, se non per le ripetitività intrinseca nello scarso numero di tracce disponibili.

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PRO– Tante attività da svolgere oltre alla gestione del cimitero…
– Impersoniamo un becchino.
– Apprezzabile grafica in simil-16 bit.
CONTRO– … ma non tutte sono allo stesso livello.
– È un gioco che richiede tanta, tanta pazienza.
– Troppi lenti spostamenti attraverso la mappa.
– L'inventario si sarebbe potuto gestire meglio.
VERDETTOGraveyard Keeper è quel genere di gioco che può essere odiato o amato, senza vie di mezzo. Se cercate un passatempo per trascorrere qualche minuto o anche diverse ore di seguito in tranquillità e senza obiettivi difficili da completare in tempi limitati, allora questo titolo è ciò che fa per voi. Tuttavia, aspettatevi anche qualche "momento di blocco" in cui non saprete che fare per avanzare, un continuo andare avanti e indietro per il piccolo mondo di gioco e una gestione dell'inventario snervante che potrebbe annoiarvi in breve tempo.
6,4