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Project xCloud | Anteprima, il futuro del gaming?

Dopo diversi giorni di utilizzo, di test e di valutazioni, possiamo finalmente raccontarvi le nostre impressioni complete sulla beta di Project xCloud, il nuovo servizio di game streaming di Microsoft che arriverà per tutti entro la fine di quest’anno. Abbiamo voluto aspettare un po’ prima di dirvi la nostra, poiché il servizio andava testato in maniera approfondita, sia in casa che all’esterno e c’era l’estremo bisogno di provare diversi giochi anche per più ore.

Quello che vi raccontiamo ora è quindi una valutazione preliminare del servizio, che ricordiamo essere ancora in beta e di conseguenza ben lontano dalla release e dalle potenzialità finali. Possiamo però sbottonarci, confermandovi le enormi possibilità offerte dettate dai contenuti e dalla accessibilità, d’altro canto è anche giusto dire che ci sono ancora diverse criticità da risolvere, per fare in modo di trasformare Project xCloud nel servizio game streaming definitivo.

Project xCloud: che cos’è, come funziona e le limitazioni

Project xCloud è il servizio game streaming di Microsoft, si pone per essere un supporto a Xbox Series X e al gaming su PC. Essendo basato su server Azure e Cloud, per l’appunto, non è necessario possedere una piattaforma fisica come la console. Il tutto, quindi, funziona completamente con la connessione dati, dove un server predisposto riceve i dati della connessione e permette di avviare i giochi completamente in maniera distaccata dall’hardware.

Attualmente i rack sfruttano componentistica legata a Xbox One S, permettendo performance dei giochi non oltre specifici settaggi, garantendo una risoluzione pari a 720p – che verrà portato a 1080p presto – e un framerate tra i 30 FPS e i 60 FPS a seconda del gioco. Siamo ben lontani, insomma, da quello che attualmente riesce ad offrire Google Stadia. Bisogna tuttavia specificare che questo è solo il primo passo per Microsoft, che sta già valutando di migliorare il servizio e che, a differenza della concorrenza, può essere attualmente sfruttato anche su reti mobile 4G e 5G fuori dalla propria abitazione.

Project xCloud non ha ancora un modello business ufficiale. È probabile che avrà un costo finale mensile, magari suddiviso per performance e possibilità di gioco e non è escluso che possa essere introdotto a costo zero nell’Xbox Game Pass Ultimate. Attualmente la libreria giochi è limitata a circa una cinquantina di titoli e la varietà certamente non manca tra sparatutto, sportivi, strategici, giochi di ruolo e gestionali. Possiamo trovare Gears 5, Halo 5, Civilization VI, Killer Instict e tantissimi altri. Nella versione finale il servizio sfrutterà Xbox Game Pass e tutta la libreria presente al suo interno.

Ovviamente sono presenti dei requisiti per sfruttare questo servizio. In primis è richiesta una connessione minima di 3 mega in download e 3 in upload (Wi-Fi da 2.5 Ghz), un telefono con almeno Android 6.0 e con Bluetooth 4.0 e un gamepad Bluetooth. Consigliato, ma non obbligatorio, il supporto per giocare in mobilità. Considerate che non è necessario sfruttare un pad Xbox One, potete infatti utilizzare il Dualshock 4 o un qualsiasi altro pad Bluetooth. È bene specificare che Project xCloud è attualmente operativo solo su Android, ma durante la fine dell’anno arriverà anche il completo supporto iOS per i dispositivi Apple.

I nostri test

Per accertarsi delle potenzialità tecniche di Project xCloud, abbiamo testato il tutto su una rete Wi-Fi fibra TIM 100 e su una rete mobile TIM 4G con un telefono One Plus 6T e un controller Bluetooth Xbox One. Le prove sono state fatte sia in casa – per quanto riguarda il Wi-Fi – che all’esterno – con la rete mobile. I giochi che abbiamo provato sono: Gears 5, A Plague Tale, Halo 5 Guardians e The Surge, Gears of War Ultimate, Killer Instict, Forza Horizon 4, Forza Motorsport 7 e Bloodstained.

In rete Wi-fi

Per la rete Wi-Fi abbiamo sfruttato una “fibra” FTTC da 100 mega con 50,2 mega in download e 24,1 mega in upload, superando largamente i requisiti richiesti. Abbiamo provato a giocare in varie parti di casa con potenza di connessione variabile, proprio facendo riferimento a ciò è bene sottolineare che non abbiamo notato particolari differenze. Le disconnessioni sono rare, rarissime, quasi nulle, ma c’è ancora qualcosa da sistemare lato giocabilità, con input lag e fluidità da rivedere su alcuni titoli.

In rete 4G Mobile

Come rete mobile abbiamo utilizzato una LTE TIM 4G su One Plus 6T. 56.5 mega in download e 36.8 in upload – il minimo richiesto è di 10 mega in download -. Come avevamo già accennato durante le prime impressioni, in rete 4G la fluidità migliora sensibilmente e l’input lag si riduce – ma non sparisce. Ci abbiamo giocato in due luoghi distinti, dentro casa e poco distanti dall’abitazione e la situazione non è particolarmente cambiata. In due ore di gioco con la campagna di Gears 5 abbiamo consumato circa 3.97 giga, un risultato che abbiamo trovato soddisfacente, ma che è destinato ad aumentare con l’arrivo del Full-HD. Per pura curiosità abbiamo provato il giorno successivo con un altro titolo, A Plague Tale, e abbiamo consumato qualcosina di meno, circa 3.78. Il terzo giorno è stato il turno del test multiplayer, giocando online si consuma giustamente di più e siamo arrivati a un consumo di circa 3.11 per un’ora. La media complessiva rilevata con tutti i nostri test è di circa 2 giga all’ora di consumo.

Il consumo batteria è rimasto pressoché il medesimo di quello in rete wi-fi casalinga. Il nostro One Plus 6T ha registrato circa il 18% di batteria in meno dopo un paio di ore, il tutto partendo dal 97%. Per sfruttare al massimo il dispositivo fuori casa abbiamo impostato la luminosità al massimo e modalità gioco.

In generale

Le performance generali variano da titolo a titolo. Alcune esperienze risultano ancora troppo acerbe per essere apprezzate in streaming, in particolar modo i due Forza – Horizon e Motorsport – che soffrono di non pochi problemi di fluidità durante le gare. Se in Forza Horizon 4 il tutto è più digeribile vista la natura arcade, su Forza Motorsport 7 diventa praticamente impossibile prendere una curva senza schiantarsi contro qualcosa o qualcuno. Anche su Gears 5 e Halo 5 Guardians, nonostante le cose migliorino, abbiamo constatato cali di fluidità e input lag abbastanza percettibili e fastidiosi.

Tra le migliori esperienza testate segnaliamo Bloodstained, A Plague Tale e incredibilmente Killer Instict, che nonostante punti a una fluidità importante, riesce a essere abbastanza granitico nei combattimenti e senza particolari problematiche di input lag. Bisogna sottolineare che il vero vantaggio di xCloud è che gli sviluppatori non hanno bisogno di cambiare nulla del gioco a livello di codici, i titoli girano quasi istantaneamente una volta introdotti nel catalogo. Quello che non è istantaneo, però, sono i tempi di avvio dei singoli giochi che variano dai 25 secondi ai 32 secondi per gioco, un tempo troppo lungo che deve essere ridotto sensibilmente per il lancio ufficiale.

Tecnicamente parlando i titoli si difendono bene. Considerate che parliamo sempre di 720p, ma su telefoni non troppo grandi e con uno schermo buono i giochi si riescono ad apprezzare senza troppi sconforti, soprattutto per chi gioca spesso su Xbox One X o PC. Con il nostro One Plus 6T ci siamo trovati bene e non abbiamo avuto grossi problemi per quanto riguarda l’impatto visivo, ovvio che quando arriverà il supporto al Full HD tutto cambierà per il meglio.

Da segnalare la mancanza delle vibrazioni del controller nel momento in cui si gioca con Project xCloud. Non neghiamo che inizialmente ci siamo trovati un attimo spaesati, soprattutto sui titoli dove la vibrazione viene sfruttato molto come Gears 5 o Forza Motorsport 7. Non sappiamo se Microsoft riuscirà a integrarla in qualche modo, ma crediamo sia opportuno farlo per migliorare la qualità di gioco.

Il team di Project xCloud deve ancora lavorare molto per portare il servizio su un livello tecnico paragonabile ai concorrenti più blasonati. Chiariamo che l’intera struttura è stato ideata per essere un qualcosa in più per i giocatori, non ha l’intento di sostituire la console o il PC, ma solamente di offrire videogiochi di un certo tipo in qualunque momento. Se Microsoft riuscisse a raggiungere un livello di fluidità e input lag soddisfacenti in breve tempo, Project xCloud potrebbe regalare gioie già dal day one.

Conclusioni

Project xCloud è un servizio con potenzialità straordinarie e quello contenutisticamente più ampio tra i concorrenti, soprattutto considerando le diverse possibilità di utilizzo anche fuori da casa. Tutto questo potrebbe non solo cambiare il concetto di game streaming, ma anche il modo di videogiocare su smartphone in completa mobilità. Da sempre siamo stati abituati a giocare titoli semplici o comunque esperienze dedicate al gioco mobile. Ebbene, oggi tutto questo potrebbe cambiare, dando l’opportunità di giocare un Gears 5, un Halo, un Forza Horizon, un Hellblade sul proprio telefono mentre siamo comodamente seduti su un mezzo pubblico o banalmente nelle pause lavorative. Tanti pregi quindi, ma non fraintendiamoci, il servizio ha ancora tanta strada da fare per essere pienamente godibile. Innanzitutto la tempistica di avvio dei giochi e l’input lag devono essere certamente ridotti per la release ufficiale, inoltre è importante lavorare sulla fluidità del servizio stesso che ancora soffre di diversi lag. È chiaro che Microsoft abbia sfruttato il momento dell’epidemia e delle restrizioni di rete per testare Project xCloud in situazioni critiche, ricevendo così un feeedback più veritiero sulle performance generali. Per avere un giudizio completo al 100%, quindi, occorrerà attendere necessariamente l’uscita ufficiale sul mercato, così da testarlo con tutti i pregi e i difetti del caso. Ora come ora, però, Project xCloud nel suo essere ancora grezzo è l’unico servizio di game streaming che sta davvero capendo cosa vogliono i giocatori: giocare a qualsiasi cosa, comunque e dovunque.