PlayStation

Ride 4, passione italiana! | Recensione


Ride 4 – PS4
Genere
Racing
Piattaforma
PlayStation 4, PC, Xbox One | PS5 e Xbox Series X (entrambe dal 21/01/2021)
Sviluppatore
Milestone
Editore
Milestone
Data di Uscita
8 ottobre

Ride 4 è una dichiarazione d’amore tutta italiana al mondo delle due ruote. Tra circuiti e moto accuratamente riprodotti ogni appassionato potrà trovare pane per i suoi denti confrontandosi con un livello di sfida elevato ed un modello di guida votato al realismo. Il primo Ride esordisce nel 2015 a cavallo tra la terza e la quarta generazione di giochi 3d. L’obiettivo è di proporre agli appassionati di motociclette un brand di riferimento in cui il giocatore possa percepire la propria crescita come pilota virtuale tra moto e circuiti ben realizzati e uno stile di guida in grado di unire realismo e accessibilità.

Il gioco ha un buon successo e porta a una serie di inevitabili seguiti: Ride 2 nel 2016 e Ride 3 nel 2018. Ed è così che siamo arrivati al quarto capitolo che ovviamente si chiama Ride 4 e che si ripropone di portare la saga ancora un gradino più in alto. Ride 4 è sviluppato e pubblicato da Milestone, la rinomata azienda milanese conosciuta per i suoi giochi a tema racing. Fondata nel 1993 da Antonio Farina la casa di sviluppo inizia la sua scalata sul mercato nel 1995 con Screamer, un grintoso arcade che ottiene un buon successo e genera diversi seguiti. Milestone successivamente darà vita a SCAR, un gioco dedicato al marchio Alfa Romeo e proseguirà realizzando titoli dedicati a varie categorie di corse occupandosi di giochi come SBK, MotoGP, Superstars V8, WRC. L’azienda milanese tra l’altro si è occupata di vari titoli relativi al motocross. Con Ride, come dicevo all’inizio, Milestone cerca di ritagliarsi una propria nicchia dove radunare i fan dei mezzi su due ruote alla ricerca di realismo e cura per i dettagli.

UN UNIVERSO DEDICATO ALLE MOTO

Armati di joystick avviamo Ride 4 e dopo i soliti titoli di presentazione ci troviamo di fronte a dei menù essenziali ma completi che, mentre navighiamo tra le varie scelte, ci mostrano i nostri bolidi 3d parcheggiati in officina. Avremo a disposizione varie possibilità di scelta: potremo imbarcarci nella modalità carriera, optare per una gara singola, sfidare altri piloti in carne ed ossa nel multigiocatore, occuparci di personalizzare la moto ed il pilota facendo acquisti, elaborando o usando un versatile editor o potremo aggiustare le numerose opzioni. Partiamo immediatamente dal cuore pulsante dell’esperienza: ovvero la carriera. Si tratta di una modalità ben strutturata anche se abbastanza classica e spartana. Si avanza attraverso tre leghe: le leghe regionali, la lega mondiale e le leghe finali.

Mano a mano che si vincono le competizioni si guadagnano punti in grado di sbloccare le gare successive e dei premi, oltre ai crediti necessari ad acquistare e personalizzare i propri bolidi su due ruote. Le corse si suddividono in patenti, caratterizzate da prove di vario tipo in grado di mettere in difficoltà anche il pilota più scaltro, corse contro il tempo, gare classiche e le nuove corse di endurance, competizioni molto lunghe in cui le fermate ai box e il cambio delle gomme possono risultare determinanti. Ci sono eventi di tipo normale, ai quali potremo partecipare con la nostra moto duramente guadagnata, ma anche eventi speciali, utili a spezzare il ritmo e a regalare un po’ di potenza motoristica, dedicati alle moto più estreme.

È interessante vedere come, perlomeno all’inizio, sia possibile scegliere tra tre contesti completamente differenti: decidere per la Lega europea, per quella asiatica o ancora per quella americana ci porterà a confrontarci con moto e circuiti completamente differenti. Poi vengono tenute da conto certe dinamiche come il correre sempre con la stessa marca di moto, cosa che farà aumentare il nostro grado di affinità con quella tipologia di veicoli e sbloccherà premi ed eventi unici. Una progressione tutto sommato interessante, peccato solo che gli elementi di contorno siano ridotti al minimo: durante la nostra carriera infatti il ritmo sarà scandito solo dal susseguirsi delle gare e da qualche capatina nella nostra officina vuota.

Non dico una trama, ma almeno una maggiore contestualizzazione del tutto con un po’ di figure di contorno presenti sulla scena alla stregua di scenette con meccanici o assistenti di gara avrebbe aiutato senza dubbio a immergere maggiormente l’utente nel mondo di gioco. C’è poco da dire sulla modalità gara singola che semplicemente permette di affrontare una singola tipologia di competizione personalizzandola sotto ogni aspetto. Il multiplayer offre le classiche gare multigiocatore, stavolta con un po’ di stabilità in più regalata dai server dedicati, e la modalità Race Director che permette di creare un evento nel dettaglio.

Per quanto riguarda la personalizzazione della moto e del pilota avremo una buona possibilità di scelta. Potremo decidere il sesso del nostro corridore, potremo acquistare svariati modelli di moto dal concessionario e avremo la possibilità di intervenire su numerose componenti del nostro mezzo andando a ritoccare motore, trasmissione, freni e quant’altro. L’editor ci permetterà poi di personalizzare a fondo livree, caschi, tute ed adesivi per regalare un aspetto unico alla nostra esperienza di guida.

UNA MARCIA IN PIU’

I passi in avanti rispetto al passato sono stati fatti e sono abbastanza evidenti. Oltre al comparto audiovisivo, che analizzeremo meglio successivamente, vanno tenuti in considerazione diversi punti. Ogni elemento del gioco è stato rimaneggiato per il massimo realismo e grazie al 3d scan e al laser scan sono state riprodotte oltre 250 motociclette di 22 produttori e 34 tracciati di cui molti ufficiali. Tutto ora appare più naturale e credibile. I circuiti poi adesso appaiono più vivi grazie a un ciclo giorno/notte e al meteo dinamico che possono cambiare le sorti della gara in tempo reale, specialmente nella modalità endurance. Può capitare di cominciare di giorno con un sole che spacca le pietre e di finire di notte con la pioggia che picchietta sull’asfalto.

L’intelligenza artificiale appare piuttosto curata e in grado di replicare anche comportamenti umani, arrivando persino a sbagliare in momenti cruciali della gara. Ricordiamo che il livello di difficoltà è sempre e comunque tarato verso l’alto e anche a livello intermedio difficilmente verranno perdonati gli errori, sia che tu esca di pista, sia che tu cada dal mezzo.

Tornando a parlare di intelligenza artificiale pare che per l’occasione sia stato inaugurato un sistema, denominato ANNA, basato sulle reti neurali e sul machine learning. L’A.I. parte da un livello di principiante assoluto e gradualmente impara i trucchi e le regole del correre in moto: affascinante! Lo stile di guida è votato al realismo e richiede una grande precisione alla ricerca della traiettoria perfetta e del giusto dosaggio di freni e gas. Ci sono numerosi aiuti di guida che permettono di divertirsi più o meno a tutti. I più esperti potranno poi andare ad agire sui settaggi del veicolo modificando parametri cruciali come l’accelerazione o la manovrabilità.

ANCORA QUALCHE SPIGOLO

Dal punto di vista dell’audio Ride 4 non presenta grossi problemi con melodie simpatiche, ma trascurabili a fare da sfondo ai menù e con gare silenziose che lasciano spazio ai rombi delle moto, ben riprodotti e galvanizzanti al punto giusto. Certo, si sarebbe potuto aggiungere qualche rumore di sottofondo in più, che avrebbe reso il tracciato più vivo e realistico. Per quanto riguarda la grafica il discorso si fa un po’ altalenante. Da una parte abbiamo moto ben realizzate e curate nel minimo dettaglio, dall’altra abbiamo piloti realizzati solo discretamente e circuiti ben fatti ma decisamente spogli e statici. Gli elementi in movimento oltre alle moto si contano sulla punta delle dita. Nemmeno il pubblico è minimamente animato.

Almeno però il frame rate è sempre stabile, anche nei momenti più affollati e la sensazione di velocità è ottima. Le animazioni vivono di alti e bassi: in pista sono ottime, nei siparietti sono un po’ scattose e nelle cadute ahimè lasciano piuttosto a desiderare. Guardando verso l’orizzonte si nota anche un po’ di pop up, mai eccessivo ma comunque presente. Alcune texture sono sgranate e la risoluzione delle ombre non è eccezionale. Qualche compenetrazione poligonale completa un quadro buono, ma non ottimo. Ride 4, vi ricordiamo, è disponibile dall’8 ottobre 2020 per PlayStation 4, Xbox One e PC e uscirà su PS5 e Xbox Series X il 21 gennaio 2021 con le dovute migliorie tecniche.

Ride 4 – PS4

Ride 4 è una piccola dichiarazione d’amore al mondo delle moto sportive. Tra circuiti e moto realmente esistenti troverai ad attenderti uno stile di guida votato al realismo che non perdona gli errori.

8
8

Verdetto

Ride 4 è il miglior capitolo della serie, grazie a un impianto ludico realistico e complesso che darà grandi soddisfazioni agli appassionati. Le moto sono estremamente curante e la personalizzazione è profonda. Ciò che fa storcere un po' il naso è la componente tecnica che ancora soffre di qualche limitazione. Sommiamo il fatto che mancano alcuni elementi di contorno e ci ritroviamo con un pacchetto di valore ma che non riesce a raggiungere l'eccellenza sotto ogni punto di vista. Ride è quindi "solo" un ottimo gioco che sarà amato dagli appassionati del genere.

Pro

- Realistico e difficile
- Trasuda passione
- Moto molto curate
- Grandi possibilità di personalizzazione

Contro

- Tecnicamente un po' sottotono
- Manca qualche elemento di contorno