Realtà virtuale

The Climb 2 | Recensione

Crytek prosegue, a distanza di cinque anni dal suo esordio, la sua peculiare serie dedicata alle scalate. The Climb 2 riprende la forte volontà degli sviluppatori di cimentarsi con la realtà virtuale con un nuovo capitolo che si pone due importanti obiettivi: consolidare quanto di buono fatto nella precedente iterazione della serie ed espanderne il concept verso nuove mete. Seppur il risultato finale non si riveli come un system seller, The Climb 2 si propone come un’esperienza divertente e immersiva per tutti i possessori di un Oculus Quest 2.

The Climb 2

L’impianto di gioco di The Climb 2 non si discosta dal suo predecessore. Lo scopo ultimo rimarrà sempre quello di raggiungere le varie vette, scalando verticalmente gli ambienti presenti nelle differenti mappe di gioco. The Climb 2 però riesce a donare una maggiore varietà rispetto al primo capitolo della serie grazie all’introduzione di un setting urbano, o meglio metropolitano, composto da grattacieli, superfici geometricamente perfette e panorami dove la natura selvaggia viene sostituita da gru in acciaio e i riflessi dei palazzi circostanti.

The Climb 2

Proprio nel setting metropolitano risiede la più grande novità introdotta da The Climb 2. Staccionate, ringhiere, funi e gru riescono infatti non solamente a rivelarsi perfettamente integrate con un impianto di gioco originariamente concepito attorno a degli ambienti maggiormente naturali ma riesce a donare quella varietà e quel brio all’azione di gioco che offre quello stacco necessario dal capitolo precedente. In molteplici occasioni, le arrampicate si fonderanno con dei rudimentali fondamentali di parkour virando verso un dinamismo che rende molto più godibile l’esperienza finale.

The Climb 2

Un’esperienza che non riesce comunque a evitare forti Deja-Vu se si è già giocato al capitolo precedente. The Climb 2, infatti, si dipana attraverso quindici livelli (tre sezioni diverse per ognuna delle cinque ambientazioni disponibili) che offriranno una sfida via via sempre più ripida grazie a un level design pensato per stratificare di volta in volta la conformazione degli ambienti di gioco rendendo più complesso trovare un percorso agevole per raggiungere la vetta. Per quanto gli ambienti siano realizzati in maniera sublime, e adornati da un comparto audio di pregevole fattura, nelle ambientazioni immerse nella natura selvaggia sarà arduo non percepire una pesante sensazione da more of the same specialmente in virtù di un gameplay che si limita solamente ad affinare la formula proposta dal suo predecessore.

The Climb 2

The Climb 2 ha una struttura ludica molto semplice e immediata: si sceglie sesso, e colore della pelle, del proprio alter ego, si decide se compiere una scalata in modalità Casual (priva di elementi simulativi o limiti di tempo) o Professional e ci si lancia verso la vetta. Il cuore del gioco, infatti, risiede tutto nel level design, nella capacità dei molteplici elementi presenti negli ambienti di piegarsi, inclinarsi o franare a causa del peso del nostro avatar e nel gestire le energie del nostro personaggio. 

The Climb 2

Così come sarà indispensabile valutare tutte le opzioni offerte dall’ambiente non solamente per cercare la strada più breve verso la vetta ma, soprattutto, ragionare su quale sia il percorso con meno complicazioni per il nostro alter ego, alo stesso modo si rivelerà imprescindibile dosare le energie in possesso del nostro scalatore, controllarne costantemente il battito cardiaco, non rimanere senza stamina e ricordarsi di rimpinguare il gesso sulle mani per mantenere salda la nostra presa.

A rendere dannatamente longeva l’esperienza offerta da The Climb 2 subentra la più classica delle leaderboard, atta a farci entrare in competizione con noi stessi per migliorare i nostri risultati di scalata e riuscire a scalare le classifiche mondiali, cercando di comprendere come gli altri giocatori abbiano raggiunto tempi inferiori e massimizzando le nostre risorse per eguagliarli. Una meccanica tanto arcade quanto perfettamente funzionale per bilanciare una quantità contenutistica ridotta all’osso e che non può contare solo sull’introduzione di elementi estetici (nella fattispecie: orologi e guanti) per giustificarne il continuo migliorarsi sulle quindici vette a disposizione nel gioco.

The Climb 2

Sul versante meramente tecnico The Climb 2 offre un colpo d’occhio notevole, che riesce a regalare un enorme senso di immersione e stupore ogni qualvolta sia possibile fermarsi a guardare il panorama circostante. Le differenti condizioni climatiche e i diversi momenti della giornata riescono a rendere sempre differenti i quindici livelli che si andranno ad affrontare, riuscendo nell’arduo compito di differenziare anche quelle sezioni ambientate nella stessa area geografica.

Il passaggio su Oculus Quest 2 ha fatto un gran bene a questa nuova iterazione della serie. The Climb 2 presenta una mole di dettagli decisamente maggiore del suo predecessore anche se in lacune situazioni abbiamo assistito a dei fenomeni costanti di pop-up che non hanno reso sempre leggibile in maniera corretta l’area di gioco. Si sono presentati anche momenti in cui i caricamenti delle texture sono avvenuti in ritardo, facendo scemare leggermente il senso d’immersione offerto dai vari panorami. Si tratta comunque di piccole sbavature tecniche che non si sono rivelate mai in grado di danneggiare, o rallentare, l’esperienza di gioco ma resta necessario segnalarne la presenza.

7.5

The Climb 2 – Oculus Quest 2


The Climb 2 si rivela un buon "more of the same" che riprende la buona formula del primo capitolo della serie di Crytek e lo affina nelle sue meccaniche di gioco. L'aggiunta delle ambientazioni urbane garantisce un buon quantitativo di varietà al gioco seppur il numero dei contenuti non riesca a brillare per quantità. Un latente impianto di gioco arcade, però, riesce a far leva sulla volontà di migliorarsi del giocatore, garantendo il giusto tasso di rigiocabilità a una produzione che riesce a far brillare le capacità tecniche dell'Oculus Quest 2. Rimane un titolo molto settoriale, pensato per una specifica fetta di utenza e per quei giocatori curiosi di provare nuove esperienze.

Pro

  • Graficamente molto convincente.
  • Gameplay semplice ma efficace.
  • Il nuovo setting metropolitano conferisce la giusta varietà al titolo.

Contro

  • Qualche sbavatura tecnica importante.
  • Contenutisticamente povero.
  • La longevità è tutta in mano alla volontà del giocatore di migliorarsi.
7.5