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Twin Mirror | Recensione, tensione e mistero a Basswood


Twin Mirror
Genere
Avventura
Piattaforma
PC, PS4, Xbox One
Sviluppatore
Dontnod
Editore
Dontnod
Data di Uscita
01/12/2020

Ancora poco e anche questo 2020 volgerà al termine segnando la fine di un’annata che, sotto molti punti di vista, non stentiamo a definire quantomeno particolare. Limitandoci all’aspetto prettamente videoludico possiamo comunque affermare che sì, nonostante gli alti e bassi non indifferenti, anche quest’anno è stato a suo modo indimenticabile: all’annullamento di fiere ed eventi di settore si sono affiancati, in ogni caso, pubblicazioni di capolavori destinati a rimanere nella storia e soprattutto il lancio della nuova generazione di console.

Nonostante sia appena iniziato l’ultimo mese dell’anno, questo 2020 ha ancora qualche cartuccia da sparare. Twin Mirror é uno dei progetti più interessanti in questo senso, un gioco che a partire dal suo annuncio lo scorso anno ha attirato subito l’attenzione di una buona fetta di utenti. Il nuovo titolo di Dontnod del resto si presenta con un concept interessante, in grado potenzialmente di alzare ancora di più la già notevole asticella qualitativa che quest’anno ha portato con sé. Ci sarà riuscito? Scopriamolo insieme!

Twin Mirror: welcome to Basswood

Indipendentemente dalla qualità del prodotto finale, i titoli targati Dontnod condividono un medesimo aspetto. Tutti, da Remember Me a Life is Strange passando per Vampyr, riescono a costruire nei minimi particolari un’atmosfera di altissimo livello. E lo fanno allo stesso modo: sfruttando al massimo i singoli dettagli legati ad ambientazione, colonna sonora e rapporti tra personaggi che vanno a formare quel mosaico finale che è l’esperienza di gioco. Twin Mirror, da questo punto di vista, non fa eccezione: nel dar vita al primo titolo interamente autoprodotto, lo studio parigino ha infatti seguito il modus operandi che tanto ha caratterizzato le precedenti pubblicazioni, enfatizzandolo in maniera ancor più marcata.

Verremo infatti catapultati a Basswood, cittadina del West Virginia nella quale l’ex giornalista Sam Higgs si trova a fare ritorno per assistere al funerale di un caro amico. Il nostro protagonista si troverà qui travolto dai ricordi, dalle mille memorie che una città e tutte le sue sfaccettature riescono ad evocare ad ogni incontro, ad ogni parola. La narrazione, di fatto, viene spinta dall’ambientazione.

twin mirror

Proprio il ricordo sarà una delle tematiche chiave della nostra avventura, e qui viene incontro la prima interessante dinamica introdotta da Twin Mirror: il Palazzo della Memoria, una struttura presente solo nella mente di Sam che gli permette di analizzare il mondo che lo circonda con uno sguardo influenzato, starai a noi deciderlo, in maniera più o meno positiva. Se i ricordi e le esperienze possono infatti aiutare nell’interpretazione di determinati segnali o significati, è al contempo possibile che esse colpiscano il nostro protagonista al punto da renderlo schiavo dei propri pensieri.

Accanto al Palazzo della Memoria troviamo poi un’altra figura molto importante nel proseguo della storia: il “Doppio“, una sorta di doppelgänger presente solo nella mente di Sam. Questo alter ego immaginario proverà ad aiutarci, o a sabotarci, nel lungo viaggio alla scoperta di un mistero che sin da subito capiamo sarà il tema principale di Twin Mirror. Nel giorno dell’ultimo saluto all’amico di sempre Sam sarà infatti avvicinato dalla figlia Joan, che inizierà a mettere in dubbio le circostanze legate alla scomparsa del padre. Un’indagine di cui Sam si prenderà carico conscio del fatto che, reo di aver condotto un’inchiesta che mise Basswood sotto una cattiva luce diversi anni prima, saranno pochi gli ex concittadini disposti a collaborare. Come dicevamo, diversi elementi vanno a costruire un’atmosfera: i personaggi coinvolti, in questo senso, svolgono un ruolo davvero fondamentale.

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A livello di gameplay Twin Mirror è un prodotto più che godibile, affiancando alle meccaniche appena spiegate una serie di elementi ormai canonici dei vari titoli di Dontnod. Come ad esempio in Life is Strange, ci troveremo infatti di fronte a scelte che alla lunga potranno portare a piccoli o grandi sconvolgimenti di trama. Ogni dialogo e ogni azione potranno dunque essere determinanti, almeno sulla carta: l’avanzamento del gioco mostrerà comunque come alcune decisioni si riveleranno ininfluenti ai fini della trama, garantendo tuttavia un coinvolgimento emotivo non da poco. Rispetto ai predecessori possiamo insomma dirlo: Twin Mirror si vuole porre come un titolo più maturo e definito, con cui il team è davvero riuscito ad alzare gli standard. Ciò nonostante il gioco no, non è affatto privo di difetti: andiamo a vedere perché.

Questione di… Particolari!

Se il comparto grafico risulta a un primo impatto davvero ben realizzato, specialmente per quanto riguarda la progettazione anche estetica del Palazzo della Mente, emergono a più riprese alcune sfaccettature non particolarmente rifinite. A livello di animazioni, ad esempio, non manca qualche problematica a volte anche eccessivamente fastidiosa come se gli sviluppatori avessero tralasciato alcuni piccoli particolari. Stesso discorso per quanto riguarda le texture, non sempre del tutto perfette e a tratti ampiamente migliorabili: va detto, in ogni caso, che si tratta di situazioni legate con tutta probabilità alla versione del gioco che abbiamo ricevuto. Quella rilasciata oggi, anche in ottica di update a corto raggio, sarà sicuramente affinata anche sotto questi punti di vista.

Per quanto concerne invece il gioco in quanto esperienza ludica, Twin Mirror presenta alcuni alti e bassi non sempre trascurabili. Non mancano infatti momenti filler, riempitivi che vanno ad abbassare quel livello di una tensione che dovrebbe sempre essere elevato in un’opera thriller come questa. Nulla di eccessivamente compromettente in ogni caso: dall’inizio alla fine l’avventura di Sam risulterà infatti godibile e appassionante, e se a tratti la narrazione dovesse apparire altalenante è altresì vero che spesso e volentieri il colpo di scena è letteralmente dietro l’angolo.
Dal punto di vista narrativo le scelte compiute, volte ad accompagnare il giocatore in un viaggio tutto da vivere, appaiono davvero efficaci nel mettere insieme i frammenti di un puzzle via via sempre più complesso e sfaccettato.

twin mirror

Un plauso va fatto alla caratterizzazione del Doppio: personaggio che se da un lato rappresenta la controparte negativa di Sam, dall’altro appare spesso preponderante anche grazie alla maggiore spinta empatica che è capace di esercitare proprio rispetto al nostro protagonista. Come nelle altre opere targate Dontnod troviamo un altro elemento degno di menzione: la colonna sonora, anche qui perfetta nel dettare ritmi e nel costruire quell’atmosfera di cui abbiamo già parlato a inizio recensione. L’idea è che la musica presente in Twin Mirror non funga da mero accompagnamento, ma contribuisca in maniera tangibile alla narrazione con tutto ciò che ne consegue. Un ottimo lavoro insomma, anche da questo punto di vista.

Da sottolineare ed elogiare la forte ispirazione a diverse opere che, nel corso degli ultimi decenni, hanno fortemente caratterizzato il genere thriller (ma non solo) con concezioni e modelli tra loro diversi e ricchi di sfumature. È evidente il richiamo, ad esempio, a Twin Peaks ma anche ad avventure grafiche storiche come Beneath a Steel Sky o a registi di fama internazionale come Christopher Nolan.

twin mirror

Le influenze sono dunque tante e differenti, per un prodotto finale che riesce comunque a ritagliarsi in maniera più che degna una sua identità. In conclusione ci sentiamo dunque di spezzare più di una lancia in favore di Twin Mirror: un titolo ambizioso e che merita assolutamente di essere quantomeno provato, nonché vera e propria prova di maturità per lo studio francese. La palla passa ora a voi giocatori: siete pronti a vestire i panni di Sam Higgs?

7.8

Twin Mirror


Twin Mirror è un progetto maturo, capace di incarnare la ferma intenzione di Dontnod di affermarsi come una realtà sempre più in crescita. Non manca qualche difetto, e certo una maggiore cura dei dettagli generale non avrebbe guastato, ma la sensazione è di trovarsi di fronte a un altro buon prodotto sulla falsariga di quelli a cui lo studio francese ci ha abituato negli ultimi anni.

Pro

  • Una trama intrigante e ricca di sfaccettature
  • Caratterizzazione dei personaggi funzionale alla narrazione
  • Colonna sonora di ottima fattura

Contro

  • Livello di tensione altalenante
  • Comparto tecnico a tratti rivedibile
7.8