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Valorant: abbiamo provato il nuovo agente Astra

Il 2 marzo parte l’Atto 2 dell’Episodio 2 di Valorant e abbiamo potuto provare in anticipo Astra, la viaggiatrice astrale ghanese che farà il suo debutto tra gli strateghi proprio tra qualche giorno. Nella giornata di sabato, Riot Games ha ufficialmente svelato il nuovo personaggio con un trailer, ma aveva già stuzzicato i fan qualche settimana fa anticipando che un nuovo stratega avrebbe fatto il suo ingresso in campo. È passato ormai un bel po’ di tempo da quando il titolo è stato pubblicato e sono già stati aggiunti al roster agenti come Killjoy, Skye e Yoru che hanno ampliato rispettivamente i ruoli di Guardiano, Demolitore e Duellante. Sebbene non sempre un nuovo personaggio ha le capacità di impattare fin da subito in modo positivo il gioco andando a scuotere gli schemi tattici ormai fossilizzatisi, Astra ha tutte le potenzialità per ritagliarsi un suo spazio all’interno di Valorant e per contendere a Omen e Brimstone un posto in squadra.

Riot Games aveva già chiaramente delineato gli obiettivi per il 2021 lo scorso dicembre affermando che uno dei buoni propositi per l’anno nuovo era di incoraggiare il più possibile il gioco di squadra. Astra, da questo punto di vista, ci è sembrato il più concreto dei passi fatti verso quella direzione. In quanto stratega, Astra ha tutti i mezzi per avere una comprensione del campo di gioco superiore agli altri, un aspetto reso ancora più significativo dalla possibilità di entrare in forma astrale. In questo stato Astra può avere una vista dall’alto e quindi guardare la mappa da una diversa prospettiva, muovendosi liberamente per decidere dove posizionare le sue stelle. Le stelle non sono altro che marcatori sulla mappa che possono essere attivati in un secondo momento con una qualsiasi delle abilità presenti nel suo kit, sia a distanza quando è in forma astrale, sia a distanza ravvicinata quando si trova nei pressi dell’area di attivazione.

Se a prima vista Astra sembra fare affidamento su un mix di abilità tra il Velo Oscuro e il Viandante Spettrale di Omen, in realtà le differenze sono sostanziali. Nelle mani di un giocatore professionista, Astra può arrivare a padroneggiare tutta la mappa, dettando tempi di ingaggio e facilitando sia l’attacco che la difesa ai suoi compagni. È chiaramente un personaggio che dà il meglio di sé quando c’è un team affiatato e quando la composizione della squadra è studiata attentamente. Cruciale infatti è la sinergia con i demolitori, che per loro natura sono orientati alla raccolta di informazioni e al rovinare i piani avversari quando si tratta di posizionamento. La possibilità di decidere in un secondo momento quale abilità attivare, o di recuperare una stella non utilizzata per un diverso posizionamento, rendono poi Astra molto imprevedibile e capace di adattarsi in modo più fluido all’andamento del match.

Tra gli strumenti non possono mancare le classiche granate fumogene che oscurano la visuale e impediscono di vedere all’interno, ma qui le cariche sono solo due quindi il vantaggio principale sta proprio nella sua innata capacità di avere un raggio di azione impressionante. Per alterare le linee di tiro del nemico, o meglio ancora spingerli verso la nostra, abbiamo trovato molto interessante il suo Pozzo gravitazionale. Certo non una novità nel panorama degli hero shooter, ma un’abilità parecchio fastidiosa in un gioco come Valorant dove il minimo spostamento può significare perdere precisione. Il raggio del Pozzo gravitazionale non ci è sembrato così eccessivo e la forza di attrazione tutto sommato contenuta, ma può creare parecchi grattacapi se si prende di sorpresa un team nemico in quanto oltre a rallentare brevemente il movimento rende vulnerabili. Abbiamo provato a combinarlo con la Nova pulsante che stordisce gli agenti catturati nella sua area, tuttavia è da notare che il Pozzo gravitazionale non è fortunatamente in grado di interrompere la fase di disinnesco quindi ciò dovrebbe limitarne le giocate poco pulite.

L’Ultima di Astra, Divisione cosmica, permette di tracciare due punti sulla mappa che andranno a creare un “muro” che taglia completamente la mappa a seconda di come è stato edificato. Questa speciale barriera dalle tinte fucsia e viola blocca i proiettili e attutisce notevolmente i suoni, tuttavia le abilità possono essere usate tranquillamente. Ciò significa che le frecce di Sova, o le telecamere spia di Cypher, possono mostrare senza troppi problemi cosa c’è dall’altra parte. Per bilanciare tutto il kit, le abilità di Astra non fanno danno diretto e le cariche hanno un leggero ritardo tra quando viene dato l’input e quando l’effetto desiderato si verifica. Ci sembra un buon compromesso visto che può praticamente attivare le sue abilità da qualsiasi distanza e le stelle non possono essere distrutte, inoltre è chiaro che qualsiasi tipo di bilanciamento sarà preso in esame quando il team avrà a disposizione considerevoli dati di gioco e feedback da parte della community. Pur non infliggendo direttamente danno può applicare dei debuff da non sottovalutare e il fatto che non sia tutto così immediato la rende un personaggio che richiederà intelligenza tattica e tanta comunicazione.

A tal proposito la patch 1.04 dovrebbe introdurre anche alcuni miglioramenti a livello generale: per rendere la condivisione di informazioni e il coordinamento di squadra più semplici verranno aggiunte delle linee di dialogo automatiche che offrono qualche piccolo dettaglio in più ad esempio se un nemico è stato individuato su A o su B. Non va assolutamente a sostituire le comunicazioni vocali ma l’idea è di andare a migliorare l’esperienza di quei giocatori che hanno disattivato l’audio di un altro giocatore o che non utilizzano il microfono. È stata inoltre aggiunta un’opzione per inserire messaggi tattici VO nella chat e l’opzione può essere attività nelle impostazioni di accessibilità.

Conclusioni

Nel complesso il personaggio di Astra ha una visione di gioco fuori dal comune che può spingere a giocate di altissimo livello se supportata da una squadra compatta che gioca in sintonia. La sua capacità di attivare le abilità anche a distanza dopo aver posizionato stelle sulla mappa la rende imprevedibile e molto versatile, inoltre l’essere in grado di applicare dei debuff al nemico o alterare le linee di tiro la rendono piuttosto insidiosa considerato quanti pochi colpi possono bastare per rimetterci la pelle in Valorant. Attualmente Riot Games ha provato a bilanciare il personaggio non dotandolo di attacchi che danneggiano direttamente il nemico e rendendo meno immediata l’attivazione delle abilità. Come lavoro di partenza non è male, ma è logico che eventuali problematiche potranno emergere solo dopo un maggiore rodaggio del personaggio.

Per lo stile Riot Games si è ispirata all’astrofuturismo e ha collaborato a stretto contatto con un consulente ghanese e ciò, a nostro avviso, ha permesso di creare un personaggio che non spicca solo per abilità ma che si distingue rispetto a tantissimi eroi già presenti nel gioco. Dalle stelle ai colori brillanti, ogni aspetto di Astra incarna un universo mistico che trasmette saggezza e potenza, le stesse qualità che saranno richieste al giocatore per dominare e indirizzare il flusso di gioco. Ora siamo ancora più curiosi di approfondire la lore di Valorant e scoprire quali piani Riot Games ha in serbo per far affezionare ancora di più i giocatori a questo mondo di gioco oltre ai contenuti del battlepass.