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Warframe: il 2021 parte dai Necramech

Prima di lasciarci al 2021, Warframe ha ricevuto l’ultimo aggiornamento del 2020 a ridosso del periodo natalizio, come da tradizione per il titolo di Digital Extremes. Non è un segreto che gli update più recenti abbiano seguito il percorso avviato con il Cuore di Deimos e le sue feature principali, tra cui in questo caso vediamo nuovamente spiccare i Necramech, per la prima volta utilizzati in un’operazione interamente dedicata al loro utilizzo. La direzione per Warframe nella nuova generazione ormai è chiara: diversificare ancora di più le tipologie di gameplay presenti in esso e dare a tutti una valida alternativa per i propri gusti, arricchendo nello stesso momento l’ampio arsenale a disposizione nel gioco.

Un equilibrio via via sempre più difficile da mantenere per via della mole contenutistica ingente per un titolo free to play. Ancora oggi i nuovi giocatori si vedono abbastanza spiazzati per tutte le modalità che esistono all’interno di Warframe ed è comprensibile visto che il percorso di un Tenno passa tra centinaia di mod, astronavi, mech, skateboard e altre funzioni. Il 2021 potrà essere l’inizio di un nuovo cammino per i neofiti? Con l’arrivo del titolo su console next gen non è da escludere un rework all’esperienza utente, ma al momento è una tappa ancora fuori dall’orizzonte davanti a Digital Extremes, il cui obiettivo, manifestato ancora una volta in Operazione Orphix Venom, è accelerare sulla Guerra ai Sentient.

Sali sul Necramech, Tenno

La prima novità assoluta dell’operazione Orphix Venom è di estrema importanza e si lega strettamente alla trama del Cuore di Deimos e alla Famiglia Entrati, richiedendo quindi di essere passati per quella tappa prima di accedere alla sfida (o almeno, è un nostro consiglio). La premessa dell’operazione ruota intorno alla tecnologia Sentient che inibisce il nostro collegamento con il Warframe e trasforma la nostra macchina da guerra in un burattino senza vita. Rapiti della potenza di fuoco maggiore a disposizione, l’unica alternativa è stabilire quindi un legame con i Necramech e sfruttarli per abbattere la minaccia Sentient.

Le implicazioni che Orphix Venom pone in termini di gameplay e trama sono davvero significative e vanno un po’ a seguire quella filosofia implicita di Digital Extremes basata sul concetto del “Warframe non è solo potenziare la propria armatura”. Finora non è mai stato manifestato così apertamente, ma è stato uno sforzo costante dietro le quinte del team di sviluppo, specie perché si tratta dell’unico modo per riuscire ad apprezzare davvero il gameplay dello sparatutto free to play, così variegato ma difficile da inquadrare per via di una ragionevole tradizione che vede nell’avatar del giocatore l’oggetto ultimo di tutto il suo tempo speso.

Rendere inutile il proprio Warframe e favorire i novelli Necramech ha permesso alla modalità a tempo limitato di proporre una sfida diversa senza escludere nessuno dalla sua offerta, a prescindere quindi dal livello Maestria o dall’arsenale costruito in passato. È possibile perfino parteciparvi anche senza avere un Necramech e prendere possesso di uno di loro dalle carcasse trovate nella missione stessa, sebbene non possa essere poi “acquisito” permanentemente. A giustificare questo focus sui mech c’è anche la voglia di Digital Extremes di diversificare il farming dei vari componenti per le sue modifiche, arricchite con questo evento con aggiunte di spessore.

In un modo o nell’altro però, cambiando la forma, Orphix Venom è più semplicemente una diversa prospettiva in quello che è il ritmo generale del gioco improntato alla ripetizione più che ad altro. Il Vetraio è stato un evento particolare che ci ha mostrato come Digital Extremes può fondere narrazione e gameplay, un aspetto che avremmo voluto vedere più presente anche in questa ondata di Necramech contro Sentient.

Lavos il Velenoso

Come ogni update che si rispetti, Orphix Venom è arrivato con il suo Warframe caratteristico nelle ricompense dedicate, le cui principali funzioni e scelte di design erano già note da parecchio tempo: Lavos, l’Alchimista. Per quanto possa essere ridondante dirlo per un Warframe, Lavos è davvero unico nel suo genere, tanto che è il primissimo Warframe che non funziona a Energia, bensì utilizza le varie abilità attraverso i meccanismi di pressione dei comandi per infondere a ognuna di loro uno status alterato preciso. Già da questa semplice premessa è intuibile quanto Lavos sia un’armatura perfetta per tutti quelli che adorano le build basate sugli stati da infliggere ai nemici, campo in cui Lavos eccelle e si posiziona poco al di sotto di Saryn in quanto a diffusione di viralità, ma la supera in quello che è l’arsenale elementale a disposizione.

Come funziona, in parole povere, Lavos? Semplice: non avendo energia, tutte le sue abilità sono soggette a cooldown e come passiva ha ben due funzioni: la prima è quella di essere immune agli stati alterati, compreso l’atterramento, per 10 secondi quando ottiene una Sfera Energetica o Universale, il che è piuttosto semplice se considerate che Lavos ha un’abilità adibita a generare proprio queste sfere. La seconda passiva è che ogni abilità, se premuta, corrisponderà a un’infusione di alcuni elementi che possono anche essere combinati tra loro. Premendo quindi due abilità insieme, potrete ottenere elementi come Virale e lasciare che la prossima abilità abbia tale proprietà, in aggiunta a quello che è l’elemento standard. Mettiamo quindi che abbiate premuto le abilità 1 e 2 e avete ottenuto virale, utilizzando la quarta skill quest’ultima avrà sia il danno Virale che quello base di Calore.

In effetti il funzionamento non è così immediato e avrete bisogno di qualche missione di prova prima di capire il risultato ottimale, ma il kit base di Lavos è davvero versatile e gli permette di sopravvivere alla grande anche grazie a un’abilità che può curarlo, oltre a quella per generare Sfere Universali. Quando un Warframe è così adattivo, viene da sé che la sequenza ovvia sia non trattarlo o approcciarlo come un’armatura alla stregua Mesa o Saryn, perciò Lavos non riuscirà, con il solo supporto delle sue abilità, a sconfiggere i mob di livello più alto. Tuttavia la sua maestria degli status alterati potenzia enormemente tutte le build per armi e lame che sfruttano tali elementi, rendendo Lavos una perfetta sinergia per quei giocatori dotati di un arsenale venefico.

Per costruirlo quindi, puntate tutto sulla Potenza e la Portata nella classica configurazione Blind Rage/Umbral intensify/Umbral Vitality e Primed Continuity. Non avendo energia ed essendo definibile come spammer, l’assenza di Flow e la sua versione Primed ci garantisce spazio aggiuntivo per modifiche dedicate alla sopravvivenza come Adaptation, da abbinare ad Arcane con lo stesso scopo. Estendete il Range sia con Stretch che con Augur Reach, ormai standard in qualsiasi configurazione da endgame.

L’utilizzo che ne farete sarà quindi quello di potenziarvi mentre affliggete i nemici circostanti in un raggio abbastanza generoso da poter comprendere le maggiori status build lato arma corpo a corpo. Puntate quindi ad avere un’arma dall’alta velocità d’attacco e dalle buone probabilità di applicazione status, meglio se dalle grandi dimensioni. Più di tutto però, assicuratevi di avere inserito Condition Overload, il quale conferisce il +120% di danno corpo a corpo per ogni status sul bersaglio che colpite. Non serve davvero spiegarvi perché questa Modifica sia la migliore compagna per Lavos, giusto?

Warframe è un gioco free-to-play disponibile su PlayStation 4 e PlayStation 5, Xbox One, Nintendo Switch e PC. Pochi sanno però che è uscito anche il fumetto omonimo, attualmente disponibile su Amazon.