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World of Warcraft: monta la protesta in-game contro Activision Blizzard

Sono tempi difficili per Activision Blizzard che, come vi abbiamo raccontato in questo lungo articolo, sta affrontando diverse polemiche e accuse sulla tossicità dei suoi ambienti di lavoro, tra cui una denuncia di molestie. Alcuni giocatori affezionati di World of Warcraft, opera magna del publisher, hanno attivato una serie di proteste all’interno del gioco per manifestare il loro dissenso contro i comportamenti dell’azienda.

Secondo quanto riporta PC Gamer, i giocatori di World of Warcraft si sono radunati a centinaia in questi giorni per protestare contro Activision Blizzard. Tutto sarebbe partito dopo che lo Stato della California ha intentato una causa contro l’azienda per molestie sul posto di lavoro e altri comportamenti deplorevoli. I giocatori di entrambe le fazioni di WoW si sarebbero riuniti nella città di Oribos, tutti seduti sui gradini che portano alla locanda, discutendo la causa ed esprimendo rabbia e sgomento per le accuse.

La protesta inizialmente era partita dalla gilda di roleplay Fence Macabre sui server Moon Guard e Wyrmrest Accord, ma poi è divampata su tutti gli altri server di World of Warcraft. Fence Macabre avrebbe organizzato anche una raccolta fondi per Black Girls Code, un’organizzazione non profit che aiuta le donne di colore a entrare nell’industria tech. Un portavoce della gilda, Hinahina Gray, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “La community è stata molto solidale. Abbiamo superato di gran lunga il nostro obiettivo di beneficenza e intendiamo continuare finché ci sono persone qui. Il sentimento travolgente è di solidarietà e di attenzione intensa per le vittime e i sopravvissuti degli abusi di Activision Blizzard“.

Parte del motivo per cui i giocatori stanno protestando in questa maniera invece di disertare i server o annullare gli abbonamenti, è che hanno già sottoscritto un abbonamento di più mensilità. Agendo in questa maniera, tuttavia, stanno usando il tempo di gioco rimanente occupando spazio sul server per aumentare la consapevolezza verso la condotta di Activision Blizzard.

Nel frattempo, sul subreddit di World of Warcraft i giocatori stanno sfogando la loro rabbia contro il publisher. In un thread sulla causa legale ci sono migliaia e migliaia di commenti. Le proteste sono indirizzate verso la dirigenza di Activision Blizzard e in molti si sono espressi contro Alex Afraisiabi, ex direttore creativo di World of Warcraft che ha lasciato silenziosamente l’azienda nel 2020, apparentemente senza motivo.

Perfino i moderatori di tutti i subreddit di Activision Blizzard sono intervenuti con un comunicato condiviso, del quale riportiamo alcuni passaggi tradotti: “Come moderatori dei subreddit per i giochi di Activision Blizzard, condanniamo con veemenza le molestie sessuali e l’ambiente di lavoro ostile presunti nella recente causa tra Activision Blizzard e lo Stato della California. […] Come gruppo di moderatori, siamo profondamente rattristati da questi eventi e dall’ambiente di lavoro ostile creato da essi. Ci sforziamo di rendere le nostre comunità inclusive e sicure per tutti, ed esortiamo Activision Blizzard a prendere provvedimenti per dimostrare che stanno facendo lo stesso.

Nella giornata di ieri, inoltre, è spuntato fuori anche un reportage di Bloomberg sulle condizioni di lavoro giudicate tossiche dagli sviluppatori di Warcraft III: Reforged, culminate con il rilascio di un gioco per niente pronto al lancio.

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