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Intel, Microsoft e Giunti: scuola italiana come una startup

Intel, Microsoft e Giunti Editore ieri hanno ufficializzato il progetto "Eureka! Idee digitali per la scuola" che punta a dotare oltre 12.000 istituti italiani di un kit di servizi a valore socio-educativo. Si parla di un'offerta completa sotto il profilo didattico, organizzativo, gestionale oltre che comunicativo rispetto alle famiglie.

L'obiettivo è quello di aiutare le scuole nel digitale sia nelle attività di apprendimento per gli studenti, che in quelle di insegnamento. Senza contare la riduzione della dispersione scolastica e l'insuccesso formativo derivante da scelte non consapevoli.

Non a caso è stato scelto come luogo della presentazione l'ABCD + Orientamenti 2013, il Salone dell’Educazione di Genova a cui stanno partecipando migliaia di studenti, insegnati e addetti ai lavori.

Eureka

Dopo il progetto dello scorso anno, dedicato all'introduzione di nuovi contenuti digitali, adesso è giunto il momento di una seconda fase volta a trasformare la scuola "in un elemento propulsivo come avviene nelle aziende". Carlo Parmeggiani, Direttore Public Sector Intel Sud Europa, è convinto che da una parte si debba espandere l'uso delle tecnologie digitali che i ragazzi delle scuole già usano, dall'altra avere un'industria più vicina alla scuola "non tanto per vendere" ma per favorire lo sviluppo di competenze.

Carlo Parmeggiani, Direttore Public Sector Intel Sud Europa

"Il nostro sistema scolastico non si posiziona bene nelle classifiche europee, ma abbiamo delle eccellenze soprattutto legate a molti singoli insegnanti. Numerosi progetti pilota italiani non sono inferiori alle eccellenze del Nord Europa", ha commentato Parmeggiani. "Non vogliamo svilire la scuola, anzi. Abbiamo studenti che una volta usciti dalle università vanno a lavorare in realtà estere importanti".

In Italia, secondo gli ultimi dati OCSE, c'è un PC ogni 10 studenti nelle Scuole Medie, quando la media europea è di uno ogni 5. E nel Nord Europa si arriva a uno ogni tre. Per colmare il gap con la Gran Bretagna dove l'80% delle classi è dotata di attrezzature informatiche servirebbero in Italia non meno di 15 anni. Senza contare il doppio degli attuali investimenti.

Il Registro Elettronico

Di fronte a così tanti dati negativi, secondo Emilio Civetta, Direttore Mercato Education Microsoft Italia, ci sono però degli spiragli di luce. "Il Governo recentemente ha stanziato fondi per 15 milioni di euro per la connettività e 8 milioni di euro per libri ed e-book. Che senso ha puntare solo sulle aule PC se non ci sono contenuti e servizi essenziali?", ha dichiarato Civetta. "Piuttosto di chiederci quanti soldi ci sono ogni volta, sarebbe meglio chiedersi come spendere al meglio".

Emilio Civetta, Direttore Mercato Education Microsoft Italia

La questione di fondo è che la scuola deve rispondere alle necessità che arrivano dalla società, industria compresa. "Vogliamo mettere in piedi motori di scala che servano a raggiungere un segmento frammentato che è la scuola", ha puntualizzato il dirigente Intel.

Il fulcro dell'intera operazione rimane l'insegnante e non è un caso che rappresentino la prima linea per la rivoluzione digitale. Hanno bisogno di strumenti adeguati, e non si parla solo di hardware. Ecco spiegata la risposta a questa esigenza da parte di Intel, Microsoft e Giunti.

Acer V5

"Oggi i lavori anche all'interno di una stessa azienda si trasformano. E per tenere il passo ci vuole una formazione continua, che l'era digitale per altro favorisce", sostiene Parmeggiani.

Il progetto Eurerka di fatto è un progetto di contenuto, dove la tecnologia hardware e software è funzionale a un'offerta correlata per insegnanti, studenti e genitori. Parlare di "contenuti", per Microsoft, vuol dire un cambio di paradigma dell'approccio alla questione digitale nelle scuole.

Andrea Chiaramonti, Amministratore Delegato Giunti Scuola

Andrea Chiaramonti, Amministratore Delegato Giunti Scuola, è convinto che nell'editoria digitale però il libro di testo sia l'ultimo dei problemi. "Il digitale è l'integrazione al libro di carta. In qualsiasi paese del mondo, anche i più avanzati, non si prescinde dalla carta. In Italia si passa dal un estremismo all'altro: tutto carta, tutto digitale", ha spiegato Chiaramonti. "Secondo noi è un approccio totalmente sbagliato".

Il processo di integrazione sarà lento perché gli insegnanti devo ancora capire come mutuare la didattica, ma la via è questa.

"Abbiamo quindi immaginato la scuola come sistema, una startup che deve essere aiutata per partire. I prodotti che mette a disposizione Microsoft possono aiutare la scuola a dialogare. Noi forniamo il registro elettronico che è un sistema di comunicazione scuola-famiglia e controllo attività", ha sottolineato l'editore. "Può essere installato su qualsiasi smartphone dell'insegnante. L'altro punto è rappresentato dall'orientamento sia per le scuole Medie, con il progetto Magellano, sia per le Superiori".

In pratica a livello di applicazioni si parla di test che dovrebbero aiutare gli studenti nella scelte di istituto e i percorsi accademici più congeniali alle capacità. Infine non mancano e-book dedicati a problemi trasversali alla scuola come il consumo responsabile delle risorse energetiche, i disturbi dell'apprendimento, ma anche la pedofilia.

"Da metà gennaio 2014 venderemo nelle scuole anche un pacchetto per gli insegnanti che comprenderà software e hardware. Un Acer V5, con pacchetto Microsoft Office 365 e la suite di programmi IES (Intel Education Software) e nostri contenuti. Tematiche per la didattica.", ha concluso Chiaramonti.