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Spazio e Scienze

La NASA vuole riportare l’uomo sulla Luna nel 2024, ma le tute spaziali sono obsolete

Nel 2024 la NASA vorrebbe riportare l'uomo sulla Luna, ma per farlo sarebbe necessario accelerare il programma di sviluppo di nuove tute spaziali. L'ex astronauta Sandra Magnus lancia l'allarme.

Nel 2024, tramite il programma Artemis, la NASA ha intenzione di riportare l’essere umano sulla Luna, facendo allunare oltre a un uomo anche una donna, per la prima volta. Il programma è in via di sviluppo ma, accanto all’ovvio sviluppo dei moduli per volo e allunaggio e alla pianificazione dell’intera operazione, c’è un altro componente cruciale su cui non si sta lavorando abbastanza: le tute spaziali. È quanto pensa l’ex astronauta Sandra Magnus, che ha lanciato l’allarme.

La Magnus, che è stata due volte a bordo della ISS ed ha trascorso nello Spazio oltre 5 mesi, ha infatti affermato che le attuali tute spaziali sono obsolete. Non solo perché sono “delle astronavi per ogni singolo astronauta”, complesse da usare e con regole di sicurezza stringenti, ma anche e soprattutto perché sono proprio datate, tanto che diverse aziende che producono alcuni dei componenti cruciali delle tute stesse hanno ormai cessato l’attività, ad esempio quella che ne fabbricava il tessuto.

Insomma la NASA sarebbe a corto di tute spaziali al momento attuale, tanto che recentemente la prima camminata spaziale solo femminile è stata annullata perché non era disponibile sulla Stazione Spaziale una seconda tuta femminile di dimensioni adeguate.

In realtà la NASA un progetto per una nuova tuta lo ha da qualche tempo, xEMU, che sta per Exploration Extra-vehicular Mobility Unit, che mira proprio a sviluppare diversi nuovi modelli, destinati sia alle camminate spaziali che alle missioni su Luna e Marte. Secondo la Magnus però, il problema è che il progetto sta progredendo troppo lentamente per riuscire a rispettare le scadenze fissate dal programma Artemis.

La Magnus ha sollevato la questione per conto del pannello consultivo per la sicurezza aerea (ASAP) della NASA, un gruppo che opera in modo indipendente ed è ‎‎incaricato‎‎ di “valutare le prestazioni di sicurezza della NASA e consigliare l’Agenzia su come migliorare tali prestazioni”. Secondo l’ex astronauta, nonostante ora il progetto xEMU sia gestito proprio da una divisione del progetto Artemis, la soluzione per produrre una tuta lunare sicura e affidabile per rispettare la scadenza del programma Artemis 2024, sarebbe “creare immediatamente un progetto formale e strutturato per lo sviluppo della nuova tuta”, che possa contare su “un budget ben definito e un programma che includa lo sviluppo di modelli intermedi”.

Il problema però è di tipo burocratico ed economico. ‎L’amministratore della NASA Jim Bridenstine a maggio scorso aveva infatti ricordato come l’agenzia avesse bisogno di un ‎‎”acconto” di 1,6 miliardi di dollari‎‎ per iniziare sul serio il programma, mentre a giugno ha aggiunto che per ritornare sulla Luna tra cinque anni potrebbero essere necessari tra i 4 e i 6 miliardi di dollari all’anno, per un totale di 20-30 miliardi di dollari, che dovrebbe andarsi a sommare a quello già stanziato annualmente per la NASA, pari a circa 22 miliardi di dollari. Ora la palla passa al Congresso: accetterà di finanziare adeguatamente la missione? ‎ ‎

Meglio accaparrarsi questo splendido modellino dell’attuale tuta spaziale per le attività extraveicolari prima che vada definitivamente in soffitta.