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Mercedes dimezzerà la gamma di motori causa emissioni ed Euro 7

L’arrivo imminente delle prossime regolamentazioni Euro 7 e la generale sterzata verso l’elettrico della Comunità Europea ha fatto un’altra vittima di lusso: metà dei motori targati Mercedes. Il direttore operativo del marchio tedesco, Markus Schafe, ha infatti dichiarato ad Autocar che la gamma di motorizzazioni termiche verrà tagliata “attorno al 50%” per via delle nuove leggi. Ciò dovrebbe singnificare l’addio a vecchi classici come il V12 montato sulla Classe S blindata, insieme a gran parte delle motorizzazioni V8 e, a scendere, gli altri motori con emissioni troppo elevate.

Come per altri produttori, i requisiti troppo costosi dettati dallo standard Euro 7 renderanno presto la produzione di vetture diesel e benzina fuori mercato. Benché non ci siano ancora dettagli definitivi, è quasi scontato che arrivino nuovi strumenti per filtrare ulteriormente i gas di scarico e nuove centraline di controllo. Insieme, porteranno i prezzi delle auto a motore termico su standard simili a quelle delle elettriche attuali, grazie al fatto che la produzione richiede più componentistica e tecnologia dedicata.

Per ttute queste ragioni, diversi costruttori hanno scelto la strada alternativa dell’accelerazione verso l’elettrico: se bisogna investire in unovi processi produttivi, tanto vale farlo per il futuro. Sul lato Mercedes, vista l’ampia gamma di veicoli realizzati ogni anno, difficilmente ci sarà un passaggio netto verso l’eletricità e l’addio immediato a benzina e diesel. Più probabile, ma si tratta solo di ipotesi, che la casa tedesca adotti una doppia strategia per Stati Uniti ed Europa. Dato che gli USA hanno regolamenti meno restrittivi, le motorizzazioni “classiche” continueranno a esistere negli Stati Uniti ancora per diversi anni.

Si tratta comunque di un cambiamento epocale se pensiamo all’importanza di un marchio come Mercedes e alla sua storia. Evidentemente, malgrado le proteste di molti costruttori, non ci sono alternative alla transizione energetica né Bruxelles vuole sentire ragioni. Chi saprà adeguarsi più velocemente, sarà anche il marchio che subirà meno danni da queste trasformazioni.